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† Besançon, Francia, IV sec.
E' ricordato nel Martyrologium Romanum come diacono della Chiesa di Langres ucciso dai pagani nel territorio di Besançon, con memoria liturgica il 22 ottobre. La sua figura appartiene a un gruppo di antichi martiri della Gallia orientale la cui vicenda è stata successivamente inserita nel ciclo agiografico legato a Chrocus. Le testimonianze martirologiche antiche conservano il nome di Valerio, la qualifica di martire e un'indicazione geografica relativa a un luogo chiamato Portus, mentre la più ampia Passio BHL 8496, di datazione incerta e considerata non antica dagli stessi editori degli Acta Sanctorum, sviluppa una biografia nella quale Valerio è presentato come arcidiacono di Langres, discepolo del vescovo Desiderio e vittima di una persecuzione barbarica. La datazione del martirio è stata a lungo discussa: la tradizione medievale e moderna lo collegò anche all'invasione vandalica del V secolo, mentre il Martyrologium Romanum attuale lo colloca genericamente nel IV secolo. Anche il luogo del martirio, identificato con il Portus Bucinus della Passio, rimane controverso.
Etimologia: Dal latino Valerius, nome della gens Valeria, collegato a valere, 'essere forte, sano, vigoroso'.
Emblema: Diacono con dalmatica, libro e palma del martirio.
Martirologio Romano: Nel territorio di Besançon, ora in Francia, san Valerio, diacono della Chiesa di Langres, ucciso dai pagani.
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Le notizie biografiche su Valerio (Valère, Vallier, Valier, Valerius) derivano principalmente dalla Passio sancti Valerii, conservata con il numero BHL 8496. Il testo lo presenta come nativo di Langres e appartenente a una famiglia di rango elevato. Secondo il racconto agiografico, il giovane Valerio sarebbe stato affidato alla formazione cristiana del vescovo Desiderio di Langres, dal quale avrebbe ricevuto un'educazione religiosa. La stessa Passio afferma che Desiderio lo avrebbe successivamente scelto come arcidiacono, affidandogli l'amministrazione dei beni della Chiesa e l'assistenza agli orfani, alle vedove e ai poveri. Questi particolari appartengono però alla tradizione agiografica e non possono essere trattati come dati biografici contemporanei. Il Martyrologium Romanum attuale è più sobrio e definisce Valerio semplicemente diacono della Chiesa di Langres. Anche negli Acta Sanctorum si osserva che la qualifica sacerdotale attribuitagli da alcune tradizioni non è sostenibile e che la sua identificazione come arcidiacono appartiene soprattutto alla tradizione della Passio e dei successivi testi liturgici.
Il martirio Secondo la Passio, dopo la morte violenta del vescovo Desiderio, Valerio avrebbe cercato di proteggere i cristiani rimasti senza pastore. Il racconto lo presenta mentre si allontana da Langres insieme a un gruppo di fedeli dirigendosi verso la regione del Giura. Durante il viaggio sarebbe giunto a un luogo chiamato Portus Bucinus, dove fu raggiunto dai persecutori. Il testo agiografico descrive quindi l'arresto di Valerio, il rifiuto di rinnegare la fede cristiana e la sua morte per decapitazione. La Passio aggiunge numerosi particolari sulle torture subite e riferisce anche una visione nella quale un angelo gli avrebbe portato una veste bianca come segno della vittoria. Tali elementi appartengono al linguaggio agiografico del racconto e non sono confermati da testimonianze contemporanee indipendenti. La memoria liturgica attuale conserva invece un dato molto più essenziale: Valerio fu un diacono della Chiesa di Langres ucciso dai pagani nel territorio di Besançon. Il Martyrologium Romanum non attribuisce il martirio a una specifica persecuzione né nomina Chrocus.
La questione cronologica La data del martirio non è documentata con precisione. Gli Acta Sanctorum dedicano ampio spazio alla controversia cronologica e registrano una tradizione che lo collocava intorno al 264, sotto l'imperatore Gallieno, mentre altre ricostruzioni lo collegavano all'invasione dei Vandali del V secolo. Lo studio di Gustave Bardy sul ciclo dei martiri di Chrocus ha messo in discussione la ricostruzione tradizionale, osservando che Didier di Langres e Valerio possono essere appartenuti al IV secolo, mentre il complesso delle narrazioni relative a Chrocus presenta caratteristiche di un ciclo agiografico formatosi attraverso la sovrapposizione di tradizioni differenti. La liturgia romana attuale ha adottato una formulazione prudente. Un commento ufficiale della riforma del Martyrologium Romanum colloca Valerio in un momento non precisato del IV secolo e nel territorio di Besançon. L'elogio del 22 ottobre lo identifica come diacono della Chiesa di Langres ucciso dai pagani. Questa è oggi la formulazione cronologica più prudente e direttamente compatibile con il martirologio romano.
Portus Bucinus e il luogo del martirio L'identificazione del luogo chiamato Portus Bucinus costituisce uno dei principali problemi geografici della tradizione. I martirologi medievali lo collegano alla regione di Langres e del territorio di Besançon, ma le interpretazioni storiche hanno individuato località differenti. Gli Acta Sanctorum registrano l'identificazione proposta con Port-sur-Saône, sulla Saona, ma riportano anche l'ipotesi di un luogo presso il fiume Loue, non lontano da Salins. La tradizione di Langres e quella di Besançon conservarono inoltre memorie liturgiche differenti, con una celebrazione del martire il 22 ottobre nella diocesi di Langres e il 23 ottobre a Port-sur-Saône. La tradizione locale di Talmay identifica invece il luogo del martirio con il territorio dell'attuale comune e conserva nella chiesa di Saint-Vallier una memoria specifica del santo. L'attuale fonte turistica locale riferisce anche la presenza tradizionale di una parte della colonna vertebrale e di un vitrail raffigurante la decapitazione. Questi elementi appartengono alla storia del culto locale e non costituiscono una prova indipendente dell'esatto luogo del martirio.
La tradizione di Chrocus Il nome di Chrocus compare nella tradizione relativa a diversi martiri della Gallia orientale. La Passio di Valerio lo inserisce in questo contesto e identifica i persecutori come barbari, tradizionalmente chiamati Vandali. La ricerca storica ha però evidenziato la natura composita del cosiddetto ciclo di Chrocus e la difficoltà di utilizzarlo come ricostruzione diretta degli avvenimenti. Per Valerio, pertanto, l'esistenza di un antico culto martiriale è meglio attestata della ricostruzione dettagliata della sua vita e delle circostanze della morte. Il dato storico essenziale rimane quello conservato dalla tradizione martirologica: un diacono di Langres, venerato come martire e ucciso nel territorio di Besançon in epoca antica.
Culto e reliquie Il culto di Valerio è attestato da una tradizione martirologica antica. Gli Acta Sanctorum ricordano la presenza del suo nome nel Martirologio geronimiano e in diversi martirologi medievali. Un antico martirologio della Chiesa di Auxerre, databile all'inizio dell'XI secolo, ricordava la passione di Valerio a Portus Bucinus, mentre altre tradizioni lo indicavano come diacono o arcidiacono della Chiesa di Langres. La tradizione delle reliquie è complessa. Una parte della documentazione medievale attribuiva il corpo di Valerio all'abbazia benedettina di Molesme, presso Tonnerre, mentre altre tradizioni parlavano di reliquie conservate nella cattedrale di Langres. Gli Acta Sanctorum giudicavano già problematica l'identificazione delle diverse sedi e registravano l'incertezza sulla sorte definitiva delle reliquie.
Iconografia L'iconografia documentata presenta Valerio come diacono. Una statua del XVIII secolo conservata nella chiesa di Saint-Valère a Dainville-Bertheléville lo raffigura con dalmatica, stola, libro e palma del martirio. La palma identifica la condizione di martire, mentre l'abito diaconale richiama la qualifica conservata nel Martyrologium Romanum.
Curiosità - La memoria liturgica romana di Valerio ricorre il 22 ottobre, mentre gli Acta Sanctorum registrano una celebrazione il 23 ottobre a Port-sur-Saône. - La forma francese del nome è Valère o Vallier; la forma latina attestata nelle fonti è Valerius. - La chiesa Saint-Vallier di Talmay conserva una tradizione locale specificamente collegata a Valerio di Langres e un vitrail che rappresenta la sua decapitazione.
Cronologia - IV secolo - Valerio, diacono della Chiesa di Langres, viene ricordato dalla tradizione come martire nel territorio di Besançon. - inizio XI secolo - Un antico martirologio della Chiesa di Auxerre ricorda la passione di Valerio a Portus Bucinus. - XVI secolo - Il culto di Valerio è documentato nella liturgia della Chiesa di Langres con un ufficio proprio. - 1604 - Il breviario della diocesi di Langres dedica a Valerio un ufficio proprio come arcidiacono di Langres. - 1935 - Gustave Bardy pubblica uno studio critico sul ciclo agiografico di Chrocus, comprendente anche la Passio di Valerio. - 2008 - Una pubblicazione del Dicastero per il Culto Divino (Notitiae) illustra l'elogio del Martyrologium Romanum relativo a Valerio, collocandone il martirio in un momento non precisato del IV secolo nel territorio di Besançon.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di una tradizione cultuale antica relativa a Valerio, diacono di Langres e martire, è sufficientemente attestata dai martirologi e dalla continuità della memoria liturgica. - La Passio sancti Valerii BHL 8496 è la principale fonte narrativa sulla sua vita, ma gli Acta Sanctorum ne consideravano la redazione non antica e non consentivano di fissarne con sicurezza l'epoca di composizione. - L'identificazione di Valerio come arcidiacono, la sua origine da una famiglia nobile, la formazione presso il vescovo Desiderio e gli incarichi amministrativi appartengono alla tradizione della Passio e non sono confermati dal più antico elogio romano, che lo definisce semplicemente diacono della Chiesa di Langres. - La datazione al IV secolo è quella recepita dal Martyrologium Romanum attuale, ma la cronologia storica del martirio è stata oggetto di discussione. Sono state proposte anche date intorno al 264 e una collocazione nel V secolo, soprattutto in relazione al ciclo di Chrocus e alla tradizione dei Vandali. - L'attribuzione del martirio a Chrocus e ai Vandali non può essere considerata un dato storico certo. La ricerca di Gustave Bardy ha evidenziato il carattere composito del ciclo agiografico di Chrocus e la necessità di distinguere le diverse tradizioni martiriali. - Il luogo del martirio, indicato nelle fonti come Portus Bucinus o Portus Abucinus, rimane discusso. Le identificazioni con Port-sur-Saône e con località della valle della Loue appartengono a diverse tradizioni erudite e locali. - La tradizione sulle reliquie è altrettanto complessa. Molesme, Langres e altre località sono state indicate come sedi di reliquie di Valerio, ma gli stessi Acta Sanctorum registrano dubbi sull'identificazione e sulla sorte definitiva del corpo. - Il culto è storicamente più solido della narrazione biografica dettagliata. La memoria del martire è attestata nei martirologi, nella liturgia di Langres e nella tradizione locale della regione.
Fonti e bibliografia essenziale - Bollandisti, Acta Sanctorum, 22 ottobre, De sancto Valerio martyre, archidiacono Ecclesiae Lingonensis, in Gallia, con edizione della Passio sancti Valerii, BHL 8496. - Gustave Bardy, 'Recherches sur un cycle hagiographique. Les martyrs de Chrocus', Revue d'histoire de l'Église de France, 21, n. 90, 1935, pp. 5-29. - Anne-Françoise Leurquin e Marie-Laure Savoye, Vie de saint Valère de Langres, base Jonas-IRHT/CNRS, testimonianza in francese del XV secolo. - Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Notitiae, 2008, commento relativo all'elogio di san Valerio nel Martyrologium Romanum. - Ministère de la Culture, base POP, Statue : saint Valère, Dainville-Bertheléville, XVIII secolo, con documentazione degli attributi iconografici del santo.
Autore: Giampietro Cattini
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