Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera B > San Benedetto di Massérac Condividi su Facebook

San Benedetto di Massérac Eremita a Mezieres

Festa: 22 ottobre

Patrasso, Grecia - Massérac, Francia, 845 circa

E' una figura dell'agiografia medievale della regione di Nantes, venerata soprattutto a Massérac, nell'attuale dipartimento della Loira Atlantica. Il Martirologio Romano lo ricorda il 22 ottobre come eremita vissuto nel territorio di Nantes, indicando Mézières come luogo della sua vita eremitica. La tradizione locale e la documentazione agiografica medievale lo identificano invece con Benedetto di Massérac o Macérac, collegandolo al sito dell'attuale comune di Massérac. Una Vita latina, conservata nel dossier agiografico BHL 1145, lo presenta come originario di Patrasso e stabilitosi in area nantese insieme alla sorella e a nove compagni. Questi elementi appartengono tuttavia a una tradizione agiografica posteriore ai fatti narrati e non consentono di ricostruire con sicurezza tutti gli aspetti della sua biografia. La morte è tradizionalmente collocata intorno all'845. Il culto è attestato localmente da lungo tempo e si è sviluppato attorno alla tomba, alle reliquie e ai luoghi tradizionalmente associati alla presenza dell'eremita.

Etimologia: Dal latino Benedictus, participio passato di benedicere, con il significato di 'benedetto', 'favorito dalla benedizione'.

Martirologio Romano: Nel territorio di Nantes nella Bretagna in Francia, san Benedetto, che condusse a Mézières vita eremitica.


Le fonti agiografiche identificano Benedetto come originario di Patrasso, in Grecia. La notizia compare nella Vita sancti Benedicti Maceracensis, trasmessa nel dossier BHL 1145, ma la composizione della Vita è medievale e non contemporanea al santo. L'origine greca deve quindi essere considerata una tradizione agiografica, non un dato biografico indipendentemente verificato.
Secondo questa tradizione, Benedetto giunse in Bretagna accompagnato dalla sorella Avenia, o Avenia, e da nove compagni. Il gruppo si sarebbe stabilito nel territorio della diocesi di Nantes, scegliendo come luogo di vita ascetica l'area successivamente identificata con Massérac.

L'eremitaggio a Massérac
Il nucleo più stabile della tradizione lega Benedetto a Massérac, località dell'attuale Loira Atlantica, presso l'area paludosa del lago di Murin e della confluenza della Vilaine con il Don. Il Martirologio Romano ricorda semplicemente la sua vita eremitica nel territorio di Nantes, mentre la tradizione locale gli attribuisce la fondazione di una comunità ascetica.
Le fonti locali parlano di un piccolo insediamento di eremiti e, in alcune versioni, di un monastero sottoposto alla regola di san Colombano. Anche questo elemento appartiene alla tradizione agiografica e non è possibile ricostruirne con certezza l'organizzazione istituzionale.
La tradizione conserva inoltre il ricordo di nove compagni e di una prima sistemazione a Paimbu, o Pen-Bu. Intorno al luogo dell'eremitaggio si sarebbe sviluppato progressivamente l'insediamento di Massérac.

La morte
La morte di Benedetto è tradizionalmente collocata nell'845. Le fonti ecclesiastiche francesi riportano l'anno 845, mentre le opere storico-agiografiche più prudenti indicano una data approssimativa. Non sono noti con certezza il giorno della morte né circostanze particolari relative al suo ultimo periodo di vita.
Secondo la tradizione locale, Benedetto fu sepolto presso l'oratorio della comunità. Il suo sepolcro è rimasto legato al culto locale ed è ricordato ancora in età moderna.

La Vita di san Benedetto di Massérac
Il principale testo agiografico medievale relativo al santo è la Vita sancti Benedicti Maceracensis, catalogata nella Bibliotheca Hagiographica Latina con il numero BHL 1145. L'Institut de Recherche et d'Histoire des Textes la registra nel dossier dedicato a Benedetto eremita di Massérac.
La cronologia della Vita è stata discussa dagli studiosi. Le allusioni al diritto romano presenti nel testo hanno portato a collocarne la composizione non prima del XII secolo e, secondo una valutazione più restrittiva, verso la fine del XIII secolo. Il testo è quindi molto posteriore alla vita tradizionalmente attribuita a Benedetto.
La Vita contiene numerose citazioni bibliche e presenta il personaggio secondo i modelli dell'agiografia medievale. La sua importanza è soprattutto documentaria per la formazione della tradizione su Benedetto e per la storia del culto di Massérac, mentre i suoi elementi narrativi non possono essere assunti automaticamente come testimonianze contemporanee.

Il culto e le reliquie
Massérac conserva il centro storico del culto di Benedetto. La documentazione degli Archivi diocesani di Nantes comprende un fondo specifico relativo alle reliquie, con certificati di autenticità e trascrizioni datati dal 1615 al 1983, oltre a un dossier comprendente un manoscritto latino del 1626 e materiali agiografici e devozionali successivi.
Nel 1615 il rettore Julien Regnard ottenne dai monaci dell'abbazia di Saint-Sauveur di Redon la restituzione di una parte delle reliquie attribuite a Benedetto, comprendente vertebre e costole secondo la tradizione locale. Il culto si sviluppò inoltre attorno alla tomba tradizionale, alla fontana di San Benedetto e all'area di Paimbu.

La tradizione delle rane
Una leggenda raccolta da Paul Sébillot alla fine del XIX secolo narra che Benedetto avesse iniziato a costruire un oratorio presso Paimbu, ma che il continuo gracidare delle rane e l'aumento delle acque paludose gli avessero impedito di proseguire. L'eremita avrebbe interpretato l'accaduto come un segno della Provvidenza e avrebbe scelto un altro luogo per edificare il proprio oratorio.
Il racconto appartiene alla tradizione popolare e non costituisce una testimonianza storica della fondazione dell'insediamento.

Curiosità
- Il nome Massérac è attestato in forme storiche differenti, tra cui Marzerac nell'869 e Macerac nell'888 e nel 1062. La forma Macérac è rimasta anche nella tradizione agiografica relativa a Benedetto.
- Una descrizione della fine del XIX secolo ricorda presso la fontana di San Benedetto una piccola statua lignea del santo raffigurato come monaco imberbe, con cappuccio e libro. La statua descritta allora fu successivamente sostituita.
- Il toponimo Paimbu, o Pen-Bu, è legato dalla tradizione locale al primo insediamento degli eremiti associati a Benedetto.

Cronologia
- IX secolo - Tradizione relativa all'arrivo di Benedetto, originario di Patrasso, nel territorio della diocesi di Nantes.
- IX secolo - Secondo la tradizione agiografica, Benedetto si stabilisce a Massérac con la sorella Avenia e nove compagni.
- 845 circa - Tradizionale morte di Benedetto a Massérac.
- 869 - Il toponimo Massérac è attestato nella forma Marzerac.
- 888 - Il toponimo Massérac è attestato nella forma Macerac.
- 1615 - Il rettore Julien Regnard ottiene dai monaci di Redon la restituzione di una parte delle reliquie attribuite a Benedetto.
- 1626 - È attestato negli archivi diocesani un manoscritto latino relativo alla leggenda di san Benedetto di Massérac.
- 1875 - Viene realizzata una trascrizione del manoscritto latino conservato nella tradizione archivistica parrocchiale.
- 1897 - Paul Sébillot pubblica una raccolta di tradizioni popolari relative a san Benedetto di Macérac.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione con Benedetto di Massérac o Macérac è sostenuta dal dossier agiografico BHL 1145, dalla tradizione locale di Massérac e dalla documentazione ecclesiastica relativa al culto. Il Martirologio Romano utilizza invece la forma Mézières, creando una divergenza toponomastica rispetto alla tradizione locale e agli studi relativi a Benedetto di Massérac.
- Il nucleo storico più consistente è costituito dall'esistenza di un antico culto locale collegato a un eremita chiamato Benedetto nel territorio della diocesi di Nantes e alla località di Massérac. Le informazioni biografiche dettagliate provengono invece prevalentemente da tradizioni agiografiche posteriori.
- L'origine di Patrasso è attestata dalla Vita sancti Benedicti Maceracensis, ma la fonte è medievale e non contemporanea. L'origine greca rimane pertanto un dato tradizionale.
- La presenza della sorella Avenia e dei nove compagni appartiene alla tradizione trasmessa dalla Vita. Non sono disponibili testimonianze contemporanee indipendenti che consentano di verificare individualmente tali persone o il loro rapporto con Benedetto.
- La data dell'845 è ampiamente associata a Benedetto nella tradizione ecclesiastica e locale, ma non è accompagnata da una documentazione contemporanea che permetta di stabilire con certezza il giorno della morte.
- L'attribuzione a Benedetto della fondazione di un monastero organizzato secondo la regola di san Colombano appartiene alla tradizione agiografica. Il Martirologio Romano conserva invece una formulazione più prudente, limitandosi a ricordare la vita eremitica a Mézières.
- La Vita BHL 1145 è un testo agiografico posteriore ai fatti narrati. La sua cronologia è stata collocata dagli studiosi tra il XII e il XIII secolo, con una proposta di datazione alla fine del XIII secolo. Il testo è quindi importante per la storia della tradizione, ma non costituisce una testimonianza contemporanea della vita di Benedetto.
- Il culto locale è storicamente documentato da una consistente tradizione materiale e archivistica, comprendente la tomba, la fontana, la cappella e documenti relativi alle reliquie. Gli Archivi diocesani di Nantes conservano specificamente documentazione sulle reliquie dal 1615 e un manoscritto latino della leggenda datato 1626.
- Non risultano una causa moderna di canonizzazione o beatificazione riferibile a Benedetto. La sua venerazione appartiene alla tradizione cultuale antica e locale riconosciuta nel Martirologio Romano.

Fonti e bibliografia essenziale
- Institut de Recherche et d'Histoire des Textes, Légendiers latins, BHL 1145, Vita Benedicti eremitae Maceracensis.
- Archives diocésaines de Nantes, fondo parrocchiale di Massérac, 2P/255, documentazione sulle reliquie di san Benedetto e manoscritto latino della leggenda del 1626.
- Régis de L'Estourbeillon, Saint Benoît de Macerac : sa vie, sa légende, Nantes, Forest et Grimaud, 1883.
- Paul Sébillot, Légende dorée de la Haute-Bretagne, 1897, sezione dedicata a Saint Benoît de Macerac.
- Enciclopedia Italiana, voce 'Benedétto', sezione dedicata a Benedetto di Massérac.
- André-Yves Bourgès, studi sull'agiografia bretone medievale e sulla Vita sancti Benedicti Maceracensis BHL 1145.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-10-02

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati