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† Romsey, Hampshire, Inghilterra, X sec.
E' una figura della tradizione monastica anglosassone legata all'abbazia di Romsey, nell'Hampshire, nell'Inghilterra meridionale. Il suo profilo storico è scarsamente documentato e presenta difficoltà di identificazione dovute alla presenza di altre donne omonime vissute nell'Inghilterra anglosassone. Il Martirologio Romano la ricorda il 23 ottobre come santa Etelfleda, precisando che, ancora adolescente, si consacrò a Dio nel monastero fondato dal padre Etelvoldo e che in seguito ne divenne badessa, governandolo fino alla vecchiaia. La tradizione agiografica medievale la collega strettamente a santa Merewenna, sua educatrice e predecessora nella guida della comunità. Una vita conservata nel cosiddetto Romsey Legendary, manoscritto del XIV secolo oggi alla British Library, tramanda il racconto della loro relazione e della santità di Elfleda. Il suo culto è attestato in calendari monastici medievali e la memoria del suo sepolcro rimase legata alla chiesa abbaziale di Romsey.
Etimologia: Dal nome anglosassone Æthelflæd, formato da æðel, 'nobile', e flæd, probabilmente 'bellezza', con il significato tradizionale di 'nobile bellezza'.
Martirologio Romano: A Ramsey in Inghilterra, santa Etelfleda, che fin dall’infanzia si consacrò a Dio nel monastero fondato da suo padre Etelvoldo e, divenuta badessa, lo governò ottimamente fino ad avanzata vecchiaia.
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Le notizie su Elfleda sono tarde e non consentono una ricostruzione biografica continua. La forma del nome compare in diverse varianti, tra cui Æthelflæd, Æthelflæda, Ethelfleda ed Elfleda. La confusione è accresciuta dall'esistenza di altre figure anglosassoni chiamate Æthelflæd o Elfleda, tra cui una figlia di Edoardo il Vecchio e una santa associata a Glastonbury. Le fonti moderne distinguono generalmente la badessa di Romsey dalle altre omonime, ma riconoscono che la sua identità storica rimane in parte oscura. Il Martirologio Romano la presenta come figlia di Etelvoldo e afferma che il monastero nel quale si consacrò era stato fondato dal padre. Questa tradizione non è tuttavia sufficiente per ricostruire con certezza la genealogia della santa. Fonti agiografiche successive sviluppano ampiamente il racconto della sua origine aristocratica e dei suoi rapporti con la famiglia regia, ma tali particolari non sono documentati da testimonianze contemporanee.
La comunità di Romsey Romsey, nell'Hampshire, era sede di una comunità monastica femminile di origine anglosassone. La fondazione e la successiva rifondazione del monastero sono ricordate da fonti di epoca diversa e la loro ricostruzione presenta alcuni problemi cronologici. Nel X secolo Romsey entrò nel movimento di riforma monastica promosso durante il regno di Edgaro il Pacifico, nel quale ebbero un ruolo importante Etelvoldo di Winchester, Dunstano e Osvaldo di Worcester. La comunità fu posta sotto la guida di Merewenna, figura meglio documentata di Elfleda e ricordata come sua maestra. Secondo la tradizione agiografica, Elfleda fu affidata ancora giovane a Merewenna e ricevette nella comunità la propria formazione religiosa. La relazione tra le due donne costituisce il nucleo più consistente della tradizione relativa a Elfleda. Il Romsey Legendary conserva infatti una vita comune di Merewenna ed Elfleda, mentre la British Library identifica esplicitamente le pagine dedicate alle due badesse come parte della raccolta agiografica del monastero.
La formazione monastica La tradizione medievale presenta Elfleda come una giovane monaca particolarmente obbediente e dedita alla vita ascetica. Il racconto insiste soprattutto sul rapporto spirituale con Merewenna, rappresentata come maestra e quasi madre della giovane religiosa. Alcuni episodi attribuiti alla sua giovinezza hanno carattere miracoloso e appartengono alla costruzione agiografica posteriore. Non possono quindi essere utilizzati come testimonianze contemporanee della sua vita. Il Martirologio Romano conserva un nucleo biografico molto più sobrio: Elfleda si consacrò a Dio ancora adolescente nel monastero fondato da Etelvoldo e successivamente fu eletta badessa, esercitando l'incarico fino alla vecchiaia.
La badessa di Romsey La tradizione la considera una delle principali badesse di Romsey e la colloca dopo Merewenna nella guida della comunità. Le fonti tarde le attribuiscono una particolare attenzione verso le religiose affidate alla sua autorità, una rigorosa osservanza monastica e una grande generosità verso i poveri. Questi elementi appartengono soprattutto al ritratto agiografico sviluppato nei secoli successivi e non possono essere datati con precisione. La collocazione cronologica della sua abbaziato è anch'essa incerta. Una tradizione agiografica moderna la pone alla fine del X secolo e agli inizi dell'XI, mentre il Martirologio Romano si limita al secolo X. Studi recenti sottolineano proprio la difficoltà di stabilire con certezza la sua identità e la sua cronologia.
Il culto Elfleda compare in alcuni calendari monastici inglesi dell'XI e XII secolo, testimonianza dell'esistenza di una memoria liturgica relativamente antica. La principale fonte narrativa conservata è però molto più tarda: il Romsey Legendary della prima metà del XIV secolo contiene una vita di Elfleda e Merewenna. Il culto rimase legato alla chiesa di Romsey. La tradizione riferisce che Elfleda fu sepolta presso Merewenna e che in seguito le sue reliquie furono trasferite all'interno della chiesa a causa della crescente venerazione. Nel Medioevo il suo sepolcro sarebbe stato meta di pellegrinaggi e preghiere. Questi particolari derivano soprattutto dalla tradizione agiografica posteriore. La memoria liturgica del 23 ottobre è attestata nella tradizione occidentale e trova riscontro nel Martirologio Romano, che la ricorda a Rumsey, cioè Romsey, in Inghilterra.
La soppressione dell'abbazia La continuità materiale del culto fu interrotta dalla soppressione dei monasteri inglesi durante il regno di Enrico VIII. Secondo la tradizione, le reliquie di Elfleda e Merewenna andarono allora disperse o perdute. La memoria delle due badesse, tuttavia, è rimasta associata alla chiesa di Romsey.
Romsey e Ramsey Il toponimo corretto relativo alla santa è Romsey, nell'Hampshire, non Ramsey, nell'odierna Cambridgeshire. La forma latina del Martirologio Romano è Rumeseiae. Ramsey, nell'Huntingdonshire storico, era invece una celebre abbazia maschile fondata nel X secolo e distinta dalla comunità femminile di Romsey. La confusione tra i due nomi è quindi toponomastica e non riguarda soltanto una diversa grafia.
Le fonti agiografiche La principale testimonianza narrativa medievale oggi identificabile è il Romsey Legendary, manoscritto latino della prima metà del XIV secolo conservato alla British Library con la segnatura Lansdowne MS 436. Le carte 43v-45v contengono la vita di Elfleda e Merewenna. La distanza cronologica tra questa testimonianza e la vita della santa impone di distinguere il nucleo della memoria cultuale dagli episodi miracolosi e dai particolari biografici sviluppati dalla tradizione.
Curiosità - Il nome Æthelflæd è formato da elementi dell'inglese antico e viene normalmente interpretato nel senso di 'nobile bellezza'. - La British Library conserva il cosiddetto Romsey Legendary, nel quale la vita di Elfleda occupa le carte 43v-45v insieme a quella di Merewenna. - La memoria liturgica del 23 ottobre distingue Elfleda di Romsey da altre sante anglosassoni omonime, tra cui Elfleda di Whitby e una Elfleda associata a Glastonbury.
Cronologia - X secolo - Vita e attività di Elfleda, secondo il Martirologio Romano. - X secolo - Tradizionale attività di Elfleda come monaca e badessa della comunità di Romsey. - XI-XII secolo - La memoria di Elfleda compare in alcuni calendari monastici inglesi. - XIV secolo - Redazione del Romsey Legendary, contenente la vita di Elfleda e Merewenna. - 23 ottobre - Memoria liturgica di sant'Elfleda di Romsey. - XVI secolo - Soppressione dell'abbazia di Romsey durante la dissoluzione dei monasteri inglesi e perdita delle reliquie tradizionalmente attribuite alle due badesse.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di una tradizione cultuale relativa a una santa Elfleda, badessa di Romsey, è ben attestata, mentre la ricostruzione dettagliata della sua vita rimane problematica. - Il Martirologio Romano conserva un profilo essenziale della santa e la colloca nel secolo X, indicando come padre Etelvoldo e come sede del monastero Rumeseiae, cioè Romsey. - La data precisa della nascita e quella della morte non sono documentate con certezza. L'indicazione tradizionale di una morte intorno al 1000 è più precisa di quanto consentano le fonti più antiche e non può essere considerata sicura. - L'identità di Elfleda è stata complicata dalla presenza di altre Æthelflæd dell'Inghilterra anglosassone. Alcune tradizioni hanno identificato la badessa con una figlia di Edoardo il Vecchio, mentre studi recenti considerano questa identificazione dubbia e sottolineano l'oscurità della sua biografia. - La tradizione secondo cui Elfleda sarebbe stata figlia del nobile Etelvoldo e discepola di Merewenna è strettamente legata alla tradizione agiografica di Romsey. Il dato non dispone di una documentazione contemporanea sufficiente per essere considerato certo in ogni suo particolare. - Gli episodi miracolosi attribuiti alla santa appartengono alla letteratura agiografica medievale e non sono accompagnati da testimonianze contemporanee indipendenti. - Il culto è anteriore alle moderne procedure di canonizzazione e non risulta una canonizzazione formale individuale. La memoria liturgica del 23 ottobre è comunque conservata nel Martirologio Romano. - Il nome Ramsey, presente nell'intitolazione tradizionale italiana, identifica una località diversa da Romsey. La santa ricordata il 23 ottobre è associata a Romsey, nell'Hampshire.
Fonti e bibliografia essenziale - British Library, Lansdowne MS 436, ff. 43v-45v, Romsey Legendary, manoscritto latino della prima metà del XIV secolo contenente le vite di Elfleda e Merewenna. - Cynthia Turner Camp, 'Looking for Holy Grandmothers in Late Medieval Nunneries', in Remembering the Medieval Present: Generative Uses of England's Pre-Conquest Past, 10th to 15th Centuries, Brill, 2019, pp. 150-151. Studio sulla memoria medievale delle sante dei monasteri femminili inglesi e sull'identificazione di Æthelflæd di Romsey. - Sarah Foot, Veiled Women: The Disappearance of Nuns from Anglo-Saxon England, vol. II, Ashgate, 2000, p. 151, n. 1. Studio sulla cultura monastica femminile anglosassone e sulle fonti relative a Romsey. - Stephanie Hollis, 'The Literary Culture of the Anglo-Saxon Royal Nunneries: Romsey and London, British Library, MS Lansdowne 436', in Nuns' Literacies in Medieval Europe: The Hull Dialogue, Brepols, 2013, pp. 169-183. Studio dedicato alla cultura letteraria del Romsey Legendary. - David Hugh Farmer, 'Ethelfleda', in The Oxford Dictionary of Saints, 5ª ed. riveduta, Oxford University Press, 2011, p. 152. La voce colloca la santa in rapporto alla Romsey del X secolo e riflette le difficoltà di identificazione.
Autore: Giampietro Cattini
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