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San Gaudenzio di Brescia Vescovo
25 ottobre
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sec. IV-V
Fu l'ottavo vescovo di Brescia, la città in cui era nato. Si sa qualcosa sulla sua vita dai suoi dieci Sermoni, inviati ad un meritevole concittadino che perché malato, non poteva recarsi ad ascoltarlo. Gaudemnzio, per la suo umiltà, pensava di svolgere il suo ministero unicamente attraverso la predicazione. I suoi discorsi vennero copiati e diffusi perché richiesti dai fedeli. Quando fu eletto vescovo, a furor di popolo e con l'approvazione di Sant'Ambrogio, era in pellegrinaggio in Terra Santa. Fece parte anche della missione di vescovi(obbligati poi a tornare indietro) che il Papa ha inviò in aiuto di Giovanni Crisostomo. Gaudenzio, molto colto ma insicuro, godeva fama di grande santità e per questo ebbe la stima di grandi personalità religiose e civili del suo tempo.
Etimologia: Gaudenzio = allegro, gaudente, dal latino
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: A Brescia, san Gaudenzio, vescovo, che, ordinato da sant’Ambrogio, rifulse tra i presuli del suo tempo per dottrina e virtù, istruì il suo popolo con la parola e con gli scritti e fondò una basilica che chiamò Concilio dei Santi.
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Ecco un santo senza biografi. Quelloche sappiamo di lui si ricava in partedai suoi scritti, da lettere di contemporaneie dalle vicende che lo hanno coinvolto.È bresciano di origine, ma non sisa niente della famiglia, della nascita edella gioventù. Lo troviamo, forse già sacerdote,al fianco del settimo vescovobresciano, Filastrio. Di sicuro ha fattobuoni studi e gode di largo prestigio trai concittadini. Infatti,quando Filastrio muore(nel 387 o 388), clero efedeli designano lui comesuccessore. Ma Gaudenzio al momentosta percorrendocome pellegrino i luoghisanti; è anzi uno dei pionieridi questi pellegrinaggi. I brescianiallora mandano in Palestina una delegazioneper farlo rientrare al più presto.Lui accetta con qualche difficoltà, perchési considera scarso come scrittore diteologia, mentre questo all’epoca è compitofondamentale di ogni vescovo, contanti punti di fede da precisare, con lavarietà di dottrine e di dottrinari che cisono in giro. (Il vescovo Filastrio ha scrittomolto su eresie ed eretici). Ma infine si convince ad accettare, ancheperché la sua nomina è sostenuta daAmbrogio, vescovo di Milano. Così, intornoall’anno 390 viene consacrato vescovo,alla presenza di Ambrogio venutoda Milano, che poi lo chiama nella suacittà per una serie di prediche. (Milano ècapitale dell’Impero romano d’Occidente:vi risiedono la famiglia imperiale, ilgoverno e i comandi militari). Non si ritienedegno di stendere trattati, e noncrede che le sue omelie meritino di esseretrascritte. E invece proprio questo accade:da un lato, le trascrivonomolti preti perservirsene nella loro predicazione;dall’altro, c’èchi gli richiede più larghespiegazioni di cosedette da lui in chiesa; e alloragli tocca scrivere.Uno dei più vivaci intellettualidel tempo, Tirannio Rufino diAquileia, gli scrive: «Il tuo è un ingegnocosì vivo che bisogna proprio scrivere epubblicare quello che dici nelle predichee nelle conversazioni». Tutta questa attenzione alle parole“parlate” si spiega con la loro novità neitempi e nelle sedi: niente accanimentipignoli sull’aggettivo o sul participio ingreco,ma raffronti immediati e chiarissimitra la fede che si professa e i comportamenti.Il vescovo denuncia ingiustiziee ipocrisie, dà voce a quelli che nessunoascolta. C’è la vita del tempo, nelle sueparole; e per molti esse sono anche unaiuto per conoscersi meglio. La sua esperienza dell’Oriente gli procuraun’importante missione nel 406. ACostantinopoli, il patriarca GiovanniCrisostomo è stato mandato in esilioper la seconda volta, a opera di Eudossia,moglie dell’imperatore Arcadio. PapaInnocenzo I manda Gaudenzio e altriquattro vescovi a Costantinopoli per incontrareArcadio, promuovere un concilioe ottenere la libertà per il patriarca.Ma l’impresa fallisce: i vescovi vengonobloccati e rimandati indietro prima di arrivarea Costantinopoli. E Gaudenzio ritorna a Brescia, dove fasorgere una chiesa dal nome insolito:Concilium Sanctorum. «Il nome voleva dire:qui c’è una collezione di santi; e i santisono le reliquie degli apostoli che avevaportato san Gaudenzio nel suo ritornodalla Terrasanta»: così ha spiegatoquesto nome Paolo VI, bresciano, parlandoa un pellegrinaggio di suoi concittadininel 1970. Gaudenzio è stato sepolto inquella chiesa nel 411 o 412, già veneratocome santo dal popolo.
Autore: Domenico Agasso
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Fonte:
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Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
- Roberto Olivato,
Sacrari, santi patroni e preghiere militari,
Edizioni Messaggero, 2009 - 312 pagine
- F. Agnoli, M. Luscia, A. Pertosa,
Santi & rivoluzionari,
SugarCo, 2008 - 184 pagine
- Benedetto XVI,
I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
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Piccole storie di grandi santi,
Edizioni Messaggero, 2007 - 64 pagine
- Lanzi Fernando, Lanzi Gioia,
Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari,
Jaca Book, 2007 - 237 pagine
- Ratzinger J.,
Santi. Gli autentici apologeti della Chiesa,
Lindau Edizioni, 2007 - 160 pagine
- Piero Lazzarin,
Il libro dei Santi. Piccola enciclopedia,
Edizioni Messaggero, 2007 - 720 pagine
- Mario Benatti,
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Edizioni Messaggero, 2007 - 224 pagine
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Storie di santi. Martiri, asceti, beati nella formazione dell'Occidente,
Il Mulino, 2007 - 360 pagine
- Sicari Antonio M.,
Atlante storico dei grandi santi e dei fondatori,
Jaca Book, 2006 - 259 pagine
- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
- Butler Alban,
Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario,
Piemme, 2001 - 1344 pagine
- Giusti Mario,
Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine
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Aggiunto il 2004-10-18
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