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Sant' Atenodoro Vescovo nel Ponto

7 novembre

Martirologio Romano: A Neocesaréa nel Ponto, nell’odierna Turchia, sant’Atenodóro, vescovo, fratello di san Gregorio Taumaturgo, che tanto progredì nella predicazione delle Sacre Scritture da essere ritenuto degno di svolgere il ministero episcopale, nonostante la giovane età.


Fratello minore del grande vescovo di Neocesarea, Gregorio il Taumaturgo, Atenodoro stesso fu considerato tra i più famosi vescovi orientali del sec. III: «tra i più celebri vescovi, splendevano come stelle radiose Gregorio il Grande, famosissimo per i miracoli che andava compiendo, ed Atenodoro, a lui fraternamente unito nei pensieri, nelle parole e nei fatti, ambedue vescovi nelle Chiese del Ponto» (Niceforo Callisto, Hist. Eccl., VI, 27, in PG, CXLV, col. 1181). Tuttavia, poche sono le notizie che di lui ci sono pervenute, e per lo più indirettamente, attraverso le fonti che riguardano san Gregorio il Taumaturgo. Si segnalano tra queste: il Panegirico di Origene, composto dallo stesso Gregorio nel 238 ca. in onore del maestro e con varie notizie autobiografiche; tre passi di Eusebio; la Vita di san Gregorio il Taumaturgo, scritta dal Nisseno, dove, però, non troviamo mai nominato il fratello Atenodoro; il De viris illustribus, 65, di san Gerolamo; un testo di Socrate ed uno di Teodoreto e altre fonti posteriori di minor valore.
Se ne ricava che Atenodoro nacque a Neocesarea, nel Ponto Polemoniaco, ca. il 215, da una delle più nobili famiglie del paese, ancora pagana. Verso il 227 morì il padre, e, come osserva san Gregorio, la Divina Provvidenza si servì di questo lutto per avviare i due fratelli ai primi contatti col Cristianesimo. La madre ebbe cura di far educare i giovinetti oltre che nelle lettere, nell'eloquenza e nello studio del diritto, desiderando farne degli avvocati; a questo scopo essi vennero a Beryto (Beyrut) in Fenicia. Il Panegirico di Origene non riporta la notizia data da Socrate e san Gregorio Nisseno, secondo la quale i due fratelli si sarebbero recati anche ad Atene (o ad Alessandria) per studiarvi retorica. Da Beyrut, in occasione del matrimonio di una loro sorella col preside della Palestina, ebbero modo di recarsi a Cesarea e di incontrarsi con Origene, che dal 231-32 qui dirigeva la sua celebre scuola. Tutto il Panegirico è un'esaltazione dell'insegnamento del maestro alessandrino, di cui restarono scolari per ben cinque anni: «Origene (così scrive il Taumaturgo) ci insegnava a ragionare ed a valorizzare tutto ciò che fosse stato scritto dagli antichi, sia filosofi che poeti, salvo che non fossero atei». «Così Origene (per usare le parole di Eusebio), istillando nei loro animi l'amore della filosofia, li attirò allo studio ed alla meditazione delle cose celesti, dopo aver lasciato in disparte quelle umane». Dopo cinque anni, forse verso il 238, passata la persecuzione di Massimino, essi ritornarono nel Ponto dove, secondo san Gerolamo, era ancor viva la loro madre. La formazione ricevuta alla scuola di Origene meritò loro di essere creati vescovi nonostante la giovane età. Rufino sembra suggerire che la loro elevazione all'episcopato sia avvenuta durante il pontificato di Sisto II (260-261). Di quale chiesa in particolare fosse vescovo Atenodoro ci è ignoto: l'indicazione di Amasea è assai tarda. Eusebio lo ricorda come uno dei vescovi più insigni dell'età di Gallieno (260-268), mentre tutte le fonti concordano nell'indicarlo presente al primo sinodo tenuto ad Antiochia contro Paolo di Samosata, nel 264-65: il fatto che invece non appare presente al sinodo del 268, nel quale Paolo venne deposto, ha fatto supporre che egli fosse già morto in quest'anno. Più comunemente, tuttavia, si colloca la sua morte durante l'impero di Valeriano, e cioè dopo il 270.
Il Baronio (Annales, ad a. 275, 9) lo ritiene martire della persecuzione aureliana e ne fissa la data obituale al 18 ottobre 275; ma gli argomenti a favore di quest'ipotesi (il titolo di martire che gli danno alcuni tardi menologi e menei) sono assai deboli. Nemmeno la celebrazione al 18 ottobre (entrata nel Martirologio Romano) ha fondamento certo, in quanto i martirologi storici dal sec. IX ricordano sant'Atenodoro al 9 febbraio ed i calendari orientali lo celebrano al 7 novembre: probabilmente la data proposta dal Baronio (XV Kl nov.) non è che l'anticipazione di un mese della festa di san Gregorio il Taumaturgo (XV Kl dec.).


Autore:
Giovanni Lucchesi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2011-08-17

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