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San Mitrio (Mitria) Venerato a Aix-en-Provence

13 novembre

IV sec.

Martirologio Romano: Ad Aix-en-Provence nella Gallia narbonense, ora in Francia, san Mitria, che, sebbene di condizione servile, libero tuttavia in Cristo, migrņ vincitore da questo mondo.


La vita di san Mitrio (lat. Mitrias; fr. Mitre) ci è nota attraverso due fonti: Gregorio di Tours e una Vita tramandata da un ms. di Chartres. Data la loro rassomiglianza è probabile che ambedue derivino da una fonte comune andata perduta.
Non ci è pervenuta alcuna biografia autentica e, in complesso, non sappiamo molto di questo Mitrio; ignoriamo anche se sia un confessore o un martire. Gregorio di Tours si basa sul sentito dire e parla di lui come «concessus aquisentibus, servus conditione, saeculo vitto abscessus».
La tradizione è molto confusa: illustre atleta di condizione servile per quanto di origine nobile» greco, vissuto in epoca incerta (forse nel IV secolo), sarebbe stato talmente tormentato dal proprio padrone da pervenire alla morte, dopo aver sopportato con obbedienza e umiltà tutte le sofferenze che questo aveva voluto infliggergli. Perciò nel IX secolo Adone, nel suo Martirologio, lo definisce «martire».
Nelle campagne di Aix una vecchia cappella, presso a poco dello stesso secolo, ne conserva il ricordo e nel 1480 un dipinto della scuola di Nicola Froment nella cattedrale di Aix lo raffigura cefaloforo. La narrazione dei miracoli attribuiti a Mitrio è recente: si dice di lui che possa rendere le forze ai sofferenti nel fisico e nel morale.
Nel secolo XIX vi è stato il ritorno di interesse ad suoi riguardi: secondo Mitrio de Mantener si tratterebbe non di un santo locale, ma di uno straniero che potrebbe essere identificato con Demetrio, martire a Perinto il 14 novembre del 305 o 306, le cui spoglie sarebbero state trasferite in Provenza con quelle di Genesio d’Arles da san Saturnino, di ritorno dal concilio di Costantinopoli. Tale identificazione, pur non suffragata da prove, è possibile: è significativo, infatti, ritrovare nella stessa diocesi due santi i cui nomi sono quelli dei due martiri di Perinto, nomi greci cioè, anche se il greco era poco diffuso in Provenza nei primi secoli. Per di più, Demetrio e Mitrio sono festeggiati nello stesso giorno, il 13 novembre, l’uno ad Aix, l’altro a Costantinopoli. Questo spiegherebbe la scarsa consistenza della leggenda primitiva (la Vita di Chartres) che verosimilmente non è stata scritta prima del secolo XI.
La tomba di Mitrio sarebbe stata custodita fuori delle mura, in un santuario a lui dedicato che, in seguito agli sconvolgimenti del secolo XIV, divenne cattedrale e prese come titolari, il santo Salvatore e Nostra Signora, mentre Mitrio veniva dimenticato. Le sue spoglie vennero prima trasferite, il 24 novembre 1388 a Notre-Dame-de-la-Sed, dove sarebbero rimaste fino al 1635, epoca in cui se ne sono perdute le tracce. I diplomi e i documenti relativi a Mitrio sono certo poco numerosi, ma egli è sicuramente il santo onorato ad Aix sin da tempi antichi, ancor prima di san Massimino. Il suo culto sembra si sia sviluppato ad Aix nello stesso modo di quello di san Genesio ad Arles o di san Vittore a Marsiglia, ma, non avendo beneficiato dell’aiuto o del sostegno di una ricca abbazia o di una chiesa importante, svanì a poco a poco senza sopravvivenze. Tuttavia al santo è stata dedicata recentemente una chiesa moderna.


Autore:
Marie-Odile Garrigues


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-05-19

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