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Card. Adam Kozlowiecki

Cardinale ultraottantenne

1911 -

Arcivescovo titolare di Potenza Piceno.

Etimologia: Adam adattamento latino di Adamo = nato dalla terra, dall'ebraico


Il Cardinale Adam Kozlowiecki, S.J., Arcivescovo titolare di Potenza Piceno, missionario in Zambia, è nato il 1° aprile 1911 a Huta Komorowska presso Kolbuszowa (voivodato di Tarnobrzeg, attualmente diocesi di Sandomierz, Polonia), dal possidente terriero Adam e da Maria Janocha. Inizialmente studiò in famiglia. Dal 1921 al 1925 frequentò il famoso Collegio Pedagogico-Educativo San Giuseppe a Chyròw, gestito dai Padri Gesuiti, e dopo passò al Ginnasio Santa Maria Maddalena a Poznan (1926-1929).

Dopo la maturità, conseguita il 30 luglio 1929, entrò nella Compagnia di Gesù. Svolse il noviziato a Stara Wies presso Brzozòw e in seguito studiò a Cracovia presso la Facoltà di Filosofia dei Padri Gesuiti (1931-1933). Dopo il tirocinio di un anno, come educatore dei giovani nel convitto di Chyròw, continuò gli studi presso la Facoltà Teologica "Bobolanum" di Lublino (1934-1938), dove il 24 giugno 1937 fu ordinato sacerdote. Nella seconda metà del 1938 si recò a Leopoli per la "terza probazione", ultima tappa della formazione del giovane gesuita.

All’inizio della II guerra mondiale, il 10 novembre 1939, fu arrestato nel collegio dei Padri Gesuiti di Cracovia dalla Gestapo, insieme ai 24 confratelli. Fu rinchiuso inizialmente nella prigione in via dei Montelupich di Cracovia e a Wisnicz, poi nei campi di concentramento: ad Auschwitz dal giugno al dicembre del 1940 (internato con il numero 1006) e a Dachau fino al 29 aprile 1945. Ha descritto le dolorose prove di quel periodo ed anche le straordinarie esperienze spirituali nel libro Ucisk i strapienie-Pamietnik wieznia (Oppressione e afflizione - Diario di un prigioniero 1939-1945), pubblicato a Cracovia nel 1967; (la seconda edizione, completata dai frammenti cancellati in un primo momento dalla censura, fu pubblicata nel 1995, dalla casa editrice WAM).

Liberato dal campo di concentramento dai soldati dell’esercito americano, si fermò nel collegio dei Gesuiti a Pullach. Non molto tempo dopo, in seguito alla proposta del Vicario Generale, decise di partire per la Rhodesia del Nord (odierna Zambia), nella missione gestita dai gesuiti polacchi, dove si avvertiva mancanza di personale. Non fu una decisione facile perché P. Adam da molto tempo sognava di tornare in patria.

La strada verso l'Africa passava per Roma, dove il 15 agosto 1945, nella chiesa del Gesù, P. Adam pronunciò gli ultimi voti religiosi. Nella Rhodesia del Nord arrivò il 14 aprile 1946, e subito diede impulso ad una fiorente attività, soprattutto nel campo dell’educazione, nella regione di Kasisi. Lì per due anni fu anche superiore della casa religiosa. Quando nel 1950 la Santa Sede innalzò la prefettura di Lusaka al rango di vicariato, P. Adam Kozlowiecki fu nominato suo primo Amministratore Apostolico. Intraprese il lavoro con zelo, visitando le parrocchie e le case della missione nei piccoli paesi e nella foresta e allacciando rapporti personali con i missionari.

La crescita della Chiesa nei territori delle missioni fu la motivazione della nomina, il 4 giugno 1995, di P. Adam Kozlowiecki a Vescovo e Vicario Apostolico da parte di Papa Pio XII. La celebrazione dell'ordinazione si svolse l’11 settembre 1955.

Il coronamento dell’ulteriore sviluppo del cristianesimo sul fiume Zambezi, sotto il governo del Vescovo Adam Kozlowiecki, avvenne il 25 aprile 1959, con l’istituzione di una piena struttura ecclesiale composta di 6 diocesi e 2 prefetture apostoliche da parte di Giovanni XXIII. Adam Kozlowiecki fu il primo ad essere nominato Arcivescovo-Metropolita con sede a Lusaka.

La nuova dignità non cambiò in niente lo stile di vita del pastore. Continuava a passare la maggior parte del tempo effettuando le sue visite pastorali, facendoci incontro alla gente a lui affidata, procurando loro i nuovi missionari dalle congregazioni maschili e femminili (anche della Polonia), accumulando i fondi necessari per lo sviluppo delle strutture e delle opere apostoliche nell’arcidiocesi.

Non gli furono estranei i cambiamenti sociali e politici in corso in Africa. Molte volte difese l’uguaglianza delle razze e la giustizia. Insieme agli altri missionari svolse un ruolo importante nel raggiungimento dell’indipendenza del Paese avvenuta il 24 ottobre 1964.

Durante il Concilio Vaticano II si fece conoscere dai Vescovi di molti paesi come pastore zelante della Chiesa dello Zambia. Partecipava attivamente a tutte le sue sessioni, prendendo la parola molte volte nelle discussioni, per esempio sulla liturgia, sulla Chiesa, sull’apostolato dei laici, sui compiti dei Vescovi, sulla vita consacrata e sulla libertà religiosa. Partecipò anche al primo Sinodo dei Vescovi nel 1967, e nel 1994, su invito di Giovanni Paolo II, all'Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi dedicato all’Africa.

Dal momento della fondazione dello stato dello Zambia indipendente, l’Arcivescovo Adam Kozlowiecki si è rivolto più di una volta alla Santa Sede chiedendo di essere rimosso dal più alto incarico nella gerarchia ecclesiastica di quel Paese per fare assegnare la Sede ad un africano.

La decisione dell’Arcivescovo Adam Kozlowiecki ha trovato una grande eco in tutta l’Africa, dove in molte regioni hanno cominciato a formarsi gerarchie ecclesiastiche locali. Egli stesso, fedele alla sua vocazione missionaria, dopo la rinuncia all’incarico di Arcivescovo (1969), è rimasto nello Zambia tra il popolo amato, dove lavora ancora oggi in vari posti della foresta africana come semplice missionario. Bisogna ricordare anche altre sue funzioni, come membro della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e la direzione delle Pontificie Opere per le Missioni nello Zambia (1970-1991).

Così il gesuita Arcivescovo Adam Kozlowiecki è da oltre 50 anni missionario in Africa. Per i meriti acquisiti nell’ambito dello sviluppo dello Zambia indipendente, è stato onorato dal governo di quel Paese con la Grande Commenda dell’Indipendenza. Ha ricevuto anche la Commenda al merito della Repubblica Polacca, assegnatagli da Lech Walesa.

Nel ringraziare il Santo Padre per averlo incluso nel Collegio dei Cardinali, l’Arcivescovo Adam Kozlowiecki ha scritto tra l’altro: "Ti confesso, Santo Padre, che sono rimasto completamente sbalordito da questa notizia, mi riusciva difficile capire questo e riordinare i pensieri che ovviamente a 87 anni erano impegnati in ben altri problemi. Con il bacio della mano e dei piedi di Sua Santità e con profonda gratitudine accetto questo segno di fiducia, soprattutto in quanto segno di riconoscimento per ogni semplice missionario che per volontà di Dio svolge il servizio alla Chiesa e ai poveri, ai fratelli e alle sorelle che non conoscono il Padre. Mi hanno insegnato che cosa vuol dire essere religioso-gesuita, mi hanno insegnato in seguito che cosa vuol dire essere sacerdote, ed ora devo ancora imparare che cosa vuol dire essere Cardinale, perché questo non me l’hanno insegnato".


Fonte:
Santa Sede (aggiornamento: 30.09.2003)

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Aggiunto il 2005-04-13

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