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San Cristoforo (Cristobal) Magallanes Martire Messicano

25 maggio

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Guadalajara, 30 luglio 1869 - Zacatecas, 25 maggio 1927

È una pagina recente di storia della Chiesa quella che apriamo oggi con un santo latinoamericano. Pagina sanguinosa: perché anche nel cattolicissimo Messico i credenti sono stati a lungo perseguitati da uno Stato anticlericale. Nato a Guadalajara nel 1869, il sacerdote Cristobal Magallanes Jara fa parte della schiera di martiri messicani che vengono ricordati oggi. Missionario tra gli indigeni "huichole" e fervente divulgatore del Rosario, suscitò numerosissime vocazioni sacerdotali. Quando i persecutori chiusero il seminario di Guadalajara, si offrì di fondarne uno nella sua parrocchia. Davanti al plotone di esecuzione, nel maggio 1927, confortò un suo compagno di martirio: «Stai tranquillo, figliolo: solo un momento, e poi il Cielo». Il primo dei Martiri messicani a essere beatificato è stato il gesuita Miguel Agustin Pro (1988), poi nel 1992 lo seguirono altri 25 beati (22 preti e tre laici). Nel Giubileo del 2000 Giovanni Paolo II ne ha canonizzati 25. (Avvenire)

Emblema: Palma

Martirologio Romano: Nella cittadina di Catatlán nel territorio di Guadalajara in Messico, santi Cristoforo Magallanes e Agostino Caloca, sacerdoti e martiri, che, durante la persecuzione messicana, confidando strenuamente in Cristo Re, ottennero la corona del martirio.


Nacque a Totaltiche, Jalisco (Arcidiocesi di Guadalajara) il 30 luglio 1869. Parroco nella sua terra natale.
Sacerdote dalla fede ardente, prudente direttore dei suoi fratelli sacerdoti e pastore pieno di zelo fu dedito al miglioramento umano e cristiano dei suoi fedeli. Missionario tra gli indigeni "huichole" e fervente divulgatore del Rosario a Maria, Vergine Santissima. Le vocazioni sacerdotali erano ciò a cui maggiormente si dedicava nel lavoro della sua vigna. Quando i persecutori della Chiesa chiusero il Seminario di Guadalajara, si offrì di fondare nella sua parrocchia un Seminario per proteggere, orientare e formare i futuri sacerdoti, ed ottenne un abbondante raccolto. Il 25 maggio 1927 venne fucilato a Colotlán, Jalisco (Diocesi de Zacatecas, Zac.). Di fronte al carnefice ebbe la forza di confortare il suo ministro e compagno di martirio, Padre Agustín Caloca, dicendogli: "Stai tranquillo, figliolo, solo un momento e poi il cielo". Poi, rivolgendosi alla truppa, esclamò: "Io muoio innocente e chiedo a Dio che il mio sangue serva per l'unione dei miei fratelli messicani".


Autore:
Mons. Oscar Sánchez Barba, Postulatore




Spunti bibliografici a cura di LibreriadelSanto.it

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Aggiunto il 2001-05-18
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