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Sant' Emanuele Morales Martire Messicano

15 agosto

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Mesillas, Zacatecas (diocesi di Durango), 8 febbraio 1898 – Chalchihuites (Messico), 15 agosto 1926

Cristiano di un sol pezzo: sposo fedele, padre affettuoso con i suoi tre figli piccoli, buon lavoratore, laico dedito all'apostolato della sua parrocchia e all'intensa vita spirituale alimentata dall'Eucarestia. Membro dell'Associazione Cattolica della Gioventù Messicana e presidente della Lega Nazionale in Difesa della Liberta Religiosa, associazione che, con mezzi pacifici, cercava di ottenere la deroga delle empie leggi. Il giorno 15 agosto 1926 quando venne a conoscenza che il Signor Parroco Batis era stato incarcerato si mosse per andare ad intercedere per la sua libertà. Aveva appena riunito un gruppo di giovani per decidere sul da farsi quando si presentò una truppa ed il capo gridò: "Manuel Morales!". Manuel fece un passo avanti e con molto garbo si presentò: "Sono io, a sua disposizione!". Lo insultarono ed iniziarono a colpirlo con ferocia. Fu portato fuori della citta insieme al Signor Parroco, e quando udì che questi chiedeva grazia per la sua vita, considerando che aveva famiglia, con audacia disse: "Signor Parroco, io muoio, ma Dio non muore, Lui si occuperà di mia moglie e dei miei figli". Poi si sollevò ed esclamò: "Viva Cristo Re e la Vergine di Guadalupe!".

Emblema: Palma

Martirologio Romano: In localitŕ Chalchihuites nel territorio di Durango in Messico, santi martiri Luigi Batis Sáinz, sacerdote, Emanuele Morales, padre di famiglia, Salvatore Lara Puente e Davide Roldán Lara, uccisi in odio alla fede durante la persecuzione messicana.


Dopo le grandi persecuzioni contro la Chiesa nel periodo della Rivoluzione Francese, delle leggi anticlericali dei governi italiani e francesi della seconda metà dell’Ottocento, delle sanguinose persecuzioni contro i missionari e fedeli cattolici in Cina, negli anni a cavallo fra il XIX e XX secolo; della Rivoluzione Bolscevica in Russia del 1918 e prima di arrivare negli anni 1934-1939 alla grande carneficina della Guerra Civile Spagnola, si ebbe la persecuzione in Messico dal 1915 al 1929.
Dopo la dittatura di Porfirio Diaz (1876-1911) si ebbe un periodo di rivoluzioni e di guerre civili; in quest’arco di anni, le condizioni della Chiesa nel Messico furono estremamente difficili, specialmente dopo l’entrata in vigore, il 5 febbraio 1917, della nuova Costituzione anticlericale e antireligiosa.
Il clero cattolico fu oggetto di minacce, soprusi e vessazioni da parte dei governi massonici, che si spinsero fino alla più bruta violenza e all’assassinio; in fondo si perseguitarono i preti solo perché sacerdoti.
In un continuo succedersi di presidenti chiamati a guidare il Paese, alcuni uccisi, in preda a costanti conflitti interni, si giunse alla nomina di Plutarco Elias Calles nel 1924, questi lavorò per il risanamento economico, il rafforzamento del movimento operaio, favorì la distribuzione della terra ai contadini, ma inasprì anche la lotta contro la Chiesa, che in varie occasioni e situazioni si tramutò in una vera e propria persecuzione; i sacerdoti ed i laici cattolici vennero a scontrarsi con il più acerrimo ateismo.
Papa Giovanni Paolo II il 22 novembre 1992, beatificò nella Basilica di S. Pietro, 25 di questi perseguitati, che da sacerdoti, parroci o laici, donarono con il martirio la loro vita per la difesa della Fede e per l’affermazione della presenza della Chiesa Cattolica in Messico.
Il 21 maggio del 2000 lo stesso pontefice li ha canonizzati tutti i 25 in Piazza S. Pietro, indicando alla Chiesa Universale l’esempio della loro santità, operata in vita e coronata dal martirio finale.
Si riportano i 25 nomi, per ognuno esiste una scheda biografica:
Parroco Cristóbal Magallanes Jara - parroco Román Adame Rosales - parroco Rodrigo Aguilar Alemán - parroco Julio Alvarez Mendoza - parroco Luis Batis Sainz - sacerdote Agustín Caloca Cortés - parroco Mateo Correa Magallanes - sacerdote Atilano Cruz Alvarado - sacerdote Miguel de la Mora de la Mora - sacerdote Pedro Esqueda Ramírez - sacerdote Margarito Flores García - sacerdote José Isabel Flores Varela - sacerdote Pedro de Jesús Maldonado Lucero - sacerdote David Galván Bermudez - ragazzo Salvador Lara Puente - sacerdote Jesús Méndez Montoya - laico Manuel Morales - parroco Justino Orona Madrigal - sacerdote Sabás Reyes Salazar - parroco José María Robles Hurtado - ragazzo David Roldan Lara - sacerdote Toribio Romo Gonzáles - sacerdote Jenaro Sánchez Delgadillo - parroco David Uribe Velasco - viceparroco Tranquilino Ubiarco Robles. (La loro celebrazione collettiva è al 21 maggio).

Manuel Morales nacque a Mesillas, Zacatecas (diocesi di Durango) l’8 febbraio 1898, compendiò in lui tutte le virtù del laico cristiano impegnato, nella vita, nella famiglia, nell’apostolato.
Fu cristiano di un sol pezzo; sposo fedele; padre affettuoso con i piccoli tre figli; operoso lavoratore; laico dedito all’apostolato della sua parrocchia e con un’intensa vita spirituale alimentata dall’Eucaristia. Membro dell’Associazione Cattolica della Gioventù Messicana e presidente della Lega Nazionale in Difesa della Libertà Religiosa, che era un organismo, che con mezzi pacifici, cercava di ottenere la deroga delle leggi persecutorie allora in vigore.
E in questa ottica il 15 agosto 1926, quando seppe che il suo parroco di Chalchihuites, don Batis era stato messo in carcere, si attivò per intervenire per la sua liberazione; aveva appena riunito un gruppo di giovani per decidere insieme cosa fare, quando intervenne una squadra di soldati, il cui capo a voce alta chiamò: “Manuel Morales!”. Egli si fece avanti e con garbo si presentò “Sono io, a sua disposizione!”.
Venne insultato e riempito di percosse violente; poi insieme al parroco Batis, fu portato fuori la città di Chalchihuites per essere ucciso; al parroco che chiedeva grazia per la sua vita, perché aveva una famiglia, egli disse: “Signor parroco, io muoio, ma Dio non muore, Lui si occuperà di mia moglie e dei miei figli”. Poi alzando la testa esclamò: “Viva Cristo Re e la Vergine di Guadalupe!”, prima di essere fucilato, insieme al parroco Batis e ad altri due giovani collaboratori della parrocchia, Salvador Lara Puente e David Roldán Lara; aveva 29 anni.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-08-29

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