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San Jenaro (Gennaro) Sanchez Delgadillo Martire Messicano
17 gennaio
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Nacque a Zapopan, Jalisco (arcidiocesi di Guadalajara) il 19 settembre 1876. Fu vicario di Tamazulita, della parrocchia di Tecolotlán, Jalisco (diocesi di Autlán): il suo parroco elogiava la sua obbedienza e i fedeli ammiravano la sua rettitudine, il suo fervore, la sua eloquenza nella predicazione, ed accettavano con piacere l'imagine del padre Jenaro quando chiedeva una buona preparazione per poter ricevere i sacramenti. I soldati ed alcuni coloni lo individuarono mentre insieme ad alcuni fedeli suoi amici andava per i campi. Vennero tutti lasciati liberi mentre il Padre Jenaro venne condotto su un colle vicino a Tecolotlán e su un albero prepararono la forca. Padre Jenaro posto di fronte del plotone, con eroica serenitŕ proferě le seguenti parole: "Paesani, mi impiccheranno; Io li perdono, che anche mio Padre Iddio li perdoni e che sempre viva Cristo Re!". I carnefici tirarono la corda cosi forte che la testa del martire battč violentemente su un ramo dell'albero. Dopo poco morě in quella stessa notte del 17 gennaio 1927. L'astio dei soldati continuň e tornati all'alba fecero scendere il cadavere, gli spararono sulla spalla e una pugnalata quasi attraversň il corpo ormai inerte. (Avvenire)
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Nella cittŕ di Tocolatlán in Messico, san Gennaro Sánchez Delgadillo, sacerdote e martire durante la persecuzione messicana.
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Nacque a Zapopan, Jalisco (Arcidiocesi di Guadalajara) il 19 settembre 1876.Vicario di Tamazulita, della parrocchia di Tecolotlán, Jalisco (Diocesi di Autlán). Il suo parroco elogiava la sua obbedienza. I fedeli ammiravano la sua rettitudine, il suo fervore, la sua eloquenza nella predicazione, ed accettavano con piacere l'imagine del padre Jenaro quando chiedeva una buona preparazione per poter ricevere i sacramenti. I soldati ed alcuni coloni lo individuarono mentre insieme ad alcuni fedeli suoi amici andava per i campi. Vennero tutti lasciati liberi mentre il Padre Jenaro venne condotto su un colle vicino a Tecolotlán e su un albero prepararono la forca. Padre Jenaro posto di fronte del plotone, con eroica serenitŕ proferě le seguenti parole: "Paesani, mi impiccheranno; Io li perdono, che anche mio Padre Iddio li perdoni e che sempre viva Cristo Re!". I carnefici tirarono la corda cosi forte che la testa del martire battč violentemente su un ramo dell'albero. Dopo poco morě in quella stessa notte del 17 gennaio 1927. L'astio dei soldati continuň e tornati all'alba fecero scendere il cadavere, gli spararono sulla spalla e una pugnalata quasi attraversň il corpo ormai inerte del testimone di Cristo.
Autore: Mons. Oscar Sánchez Barba, Postulatore
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Aggiunto il 2001-07-05
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