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Beato Stefano Bellesini

2 febbraio

Trento, 25 novembre 1774 - Genazzano, 2 febbraio 1840

Nacque a Trento da famiglia benestante il 25 novembre 1774. Il 31 maggio 1794 emise i voti religiosi nell'Ordine agostiniano. Visse in tempi molto difficili. Dopo la soppressione delle case religiose operata dal governo nella sua regione, si dedicò intensamente all'attività scolastica per poter curare 1a formazione culturale e cristiana dei fanciulli in un ambiente avverso alla religione, meritandosi la fiducia e la stima dell'autorità civile di Trento.Per restare fedele alla vita comune, della quale fu convinto e impegnato promotore, appena poté, fuggì a Bologna rinunziando all'ufficio di Ispettore delle scuole elementari nel distretto di Trento. Fu eccellente maestro dei novizi.Consacrò gli ultimi anni della sua vita al ministero parrocchiale a Genazzano, ove morì il 2 febbraio 1840.

Martirologio Romano: A Genazzano nel Lazio, beato Stefano Bellesini, sacerdote dell’Ordine di Sant’Agostino, che in un’epoca di sconvolgimenti rimase fedele all’Ordine in difficoltà, dedicandosi all’educazione dei fanciulli, alla predicazione e alla cura pastorale.


Nasce a Trento, da una famiglia benestante il 25 novembre 1774. A 18 anni veste l'abito agostiniano nel convento di S. Marco. Passa poi a Bologna per il noviziato, in seguito a Roma e di nuovo a Bologna per lo studio della filosofia e della teologia. Costretto dalle truppe napoleoniche ad abbandonare lo Stato pontificio ritorna a Trento, dove nel 1797 viene ordinato. Vive nel convento di S. Marco fino al 1809, anno della sua soppressione.
Rientrato in famiglia, si dedica all'assistenza dei ragazzi, aprendo nella propria casa una scuola gratuita. Continua questa attività al ritorno del governo austriaco, acquistandosi in breve tempo la stima e la fiducia della gente e della stessa autorità civile che lo nomina Ispettore Generale delle scuole del Trentino.
Padre Stefano vuole però rimanere fedele alla sua professione religiosa. Vista l'impossibilità di realizzare questo desiderio nella sua città, poiché il governo non permette di riaprire il convento di S. Marco, nel 1817 abbandona la carriera scolastica e, di nascosto, si rifugia a Bologna, nello Stato Pontificio, dove nel frattempo è stata ristabilita la vita religiosa. All'autorità civile di Trento, che pressantemente lo invita a ritornare, risponde risoluto che il legame, che lo tiene unito a Dio attraverso i voti religiosi e "all'amatissima mia Madre, che è la Religione" è di gran lunga più vincolante di qualunque altro.
Chiamato dal Generale dell'Ordine a Roma, per alcuni anni svolge il compito di maestro dei novizi. Nel 1826 viene mandato a Genazzano, nel santuario della Madonna del Buon Consiglio. Qui dedica gli ultimi anni della vita al ministero parrocchiale, attendendo con sollecitudine ai poveri e ai fanciulli. Muore il 2 febbraio del 1840 colpito dalla peste che aveva contratto assistendo i suoi parrocchiani.
I suoi resti riposano nel Santuario del Buon Consiglio a Genazzano.
Fu proclamato beato da S. Pio X nel 1904. E’ il primo Parroco elevato agli onori degli altari.
La sua memoria liturgica ricorre il 3 febbraio.


Autore:
P. Bruno Silvestrini O.S.A.

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Aggiunto il 2001-07-18

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