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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > Beato Giacomo Gapp Condividi su Facebook

Beato Giacomo Gapp Sacerdote e martire

Festa: 13 agosto

Wattens, Tirolo, Austria, 26 luglio 1897 - Berlino, Germania, 13 agosto 1943

Cent'anni fa era un valoroso soldato dell'esercito austro-ungarico, decorato con la medaglia d'argento al valore e ferito in combattimento. Fatto prigioniero a Riva del Garda nel 1918, rimase internato in Italia fino all'agosto 1919. Tornato in patria, entrò nella Società di Maria e fu ordinato sacerdote nel 1930. Educatore e instancabile apostolo della carità, si distinse per l'aiuto ai poveri e per la ferma opposizione al nazismo, maturata alla luce dell'enciclica Mit brennender Sorge di Pio XI. Convinto dell'incompatibilità tra Vangelo e ideologia nazista, denunciò apertamente razzismo e culto di Hitler, attirando l'ostilità della Gestapo. Attirato con un inganno in Francia, fu arrestato nel 1942, processato a Berlino e decapitato il 13 agosto 1943. Giovanni Paolo II lo proclamò beato nel 1996 come martire della fede.

Etimologia: Dall'ebraico Ya'aqob, tradizionalmente interpretato come colui che segue oppure che tiene per il calcagno.

Emblema: Abito marianista, palma del martirio, croce, filo spinato, ghigliottina o carcere.

Martirologio Romano: A Berlino in località Plötzensee in Germania, beato Giacomo Gapp, sacerdote della Società di Maria e martire, che con fermezza d’animo proclamò che le empie decisioni di un regime nemico della dignità umana e cristiana non potevano in alcun modo accordarsi con la dottrina cristiana; per questo, fu perseguitato e condannato all’esilio in Francia e in Spagna e, arrestato da agenti nemici, fu infine decapitato.


Jakob Gapp nacque il 26 luglio 1897 a Wattens, nel Tirolo austriaco, in una famiglia numerosa e profondamente cristiana. Frequentò il ginnasio dei Francescani a Hall in Tirol, ma lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe gli studi. Arruolato nell'esercito austro-ungarico, combatté sul fronte italiano, riportò una grave ferita e fu decorato con la medaglia d'argento al valore. Negli ultimi mesi del conflitto cadde prigioniero delle truppe italiane e rimase internato fino all'agosto 1919.
L'esperienza della guerra segnò profondamente il giovane Jakob. Il contatto con la sofferenza e con la violenza lo spinse a interrogarsi sul senso della vita e maturò la decisione di consacrarsi interamente a Dio.

L'ingresso tra i Marianisti
Nel 1920 entrò nella Società di Maria, fondata dal beato Guglielmo Giuseppe Chaminade. Dopo il noviziato proseguì gli studi filosofici e teologici in Francia e in Svizzera.
Ricevette l'ordinazione sacerdotale nell'aprile 1930 nella cattedrale di Friburgo, in Svizzera. Fu quindi destinato all'insegnamento e alla formazione dei giovani nelle case marianiste di Graz e Freistadt.
I confratelli ricordavano un sacerdote austero con se stesso e straordinariamente generoso verso i poveri. Rinunciava spesso alle proprie comodità per aiutare le famiglie più bisognose, unendo all'attività educativa una costante attenzione alle necessità materiali della popolazione.

L'opposizione al nazismo
L'ascesa di Adolf Hitler cambiò radicalmente il clima politico dell'Europa centrale. Padre Gapp studiò con attenzione la dottrina nazista e le prese di posizione dell'episcopato tedesco e austriaco, trovando una decisiva conferma nell'enciclica Mit brennender Sorge di papa Pio XI, promulgata nel 1937.
Da quel momento sostenne apertamente che cristianesimo e nazionalsocialismo fossero incompatibili. Denunciava soprattutto il razzismo, il culto della razza, l'idolatria dello Stato e la persecuzione della Chiesa.
Dopo l'annessione dell'Austria al Terzo Reich nel 1938, le sue prediche suscitarono l'ostilità delle autorità naziste. Per evitare l'arresto dovette lasciare il Paese e rifugiarsi prima in Francia e poi in Spagna.

La trappola della Gestapo
La Gestapo, che lo considerava un avversario particolarmente pericoloso, organizzò un'operazione per catturarlo.
Due agenti si presentarono come presunti ebrei desiderosi di convertirsi al cattolicesimo e riuscirono lentamente a conquistarne la fiducia. Convinto di accompagnarli per seguirne il cammino spirituale, padre Gapp si recò con loro nella zona di confine tra Spagna e Francia.
Il 9 novembre 1942, a Hendaye, venne arrestato e trasferito immediatamente a Berlino.
Durante i lunghi mesi di carcere mantenne una grande serenità spirituale, consapevole che il martirio era ormai vicino.

Processo e martirio
Il processo davanti al Volksgerichtshof, il Tribunale del Popolo nazista, durò soltanto poche ore. L'accusa principale era di alto tradimento per avere contrastato pubblicamente il regime e diffuso idee considerate sovversive.
Il 2 luglio 1943 fu condannato a morte.
La sentenza venne eseguita mediante decapitazione il 13 agosto 1943 nel carcere di Berlino-Plötzensee.
Nelle lettere scritte poche ore prima dell'esecuzione manifestò una sorprendente pace interiore. Considerava ormai prossimo l'incontro definitivo con Cristo e affidava ai confratelli e ai familiari parole di fede, perdono e speranza.
Dopo la morte il corpo fu inviato all'Istituto di Anatomia dell'Università di Berlino per fini scientifici e non venne mai restituito ai parenti, probabilmente per impedire che la sua tomba diventasse luogo di venerazione.

Culto
Il sacrificio di padre Gapp fu presto riconosciuto come autentico martirio in odium fidei.
San Giovanni Paolo II lo proclamò beato il 24 novembre 1996, indicando nella sua testimonianza uno degli esempi più limpidi della resistenza cristiana ai totalitarismi del Novecento.
Il Martirologio Romano lo ricorda il 13 agosto come sacerdote della Società di Maria che proclamò con fermezza l'incompatibilità tra le decisioni di un regime ostile alla dignità umana e la dottrina cristiana.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Volontario austriaco nella guerra mondiale del 1915-18, Jakob Gapp cade prigioniero delle truppe italiane insieme con 300 mila commilitoni al termine del conflitto. E l’anno dopo è di nuovo volontario. Ma in una congregazione religiosa, stavolta: nella Società di Maria (i cui membri sono comunemente detti Marianisti), fondata nel 1817 a Bordeaux da padre Guglielmo Chaminade per l’educazione della gioventù, e diffusa successivamente in vari Paesi, tra cui l’Austria. Nel 1920 Jakob comincia il noviziato e poi va a studiare in Francia e Svizzera; viene ordinato sacerdote nel 1930, ma già da prima aveva iniziato a insegnare a Graz, in Stiria.
Nel 1933 Adolf Hitler sale al potere in Germania, e rapidamente la trasforma in uno Stato totalitario, fondato sulla superiorità della “razza ariana” e su un brutale espansionismo, che nel marzo 1938 porta all’invasione tedesca dell’Austria, dove subito "accorrono uomini d’affari e banchieri tedeschi a comprare per una frazione del loro effettivo valore le aziende tolte agli ebrei e agli antinazisti" (Shirer, Storia del Terzo Reich).
E subito antinazista convinto è stato padre Jakob Gapp, per radicale avversione alla visione razzista che papa Pio XI ha condannato nel marzo 1937 con la famosa enciclica Mit brennender Sorge (Con cocente preoccupazione). In essa papa Ratti scriveva: "Chi eleva la razza, il popolo, o una determinata sua forma od altri elementi della società umana a norma suprema di tutto, anche dei valori religiosi, perverte e falsa l’ordine delle cose creato e voluto da Dio".
Decine di migliaia di arresti diffondono la paura per l’onnipotente Gestapo: anche la vecchia “Austria felice” si trova condannata all’applauso o al silenzio. Ma padre Gapp non applaude e non sta affatto zitto. Parla anche per chi non osa. E spiega che nazismo e cristianesimo sono assolutamente incompatibili. O l’uno o l’altro, nessuna via di mezzo.
Disarmato e temuto, quindi in pericolo gravissimo, padre Jakob deve fuggire dall’Austria al più presto: passa in Francia, ma neppure lì sta zitto. Perciò deve cercare presto scampo in Spagna. Ma la Gestapo tiene troppo a quest’uomo armato soltanto della sua voce; e lo raggiunge anche lì, in una comunità marianista di Valencia, facendolo uscire con un trucco e portandolo poi dritto a Berlino.
Nella capitale tedesca lo aspettano sette lunghi mesi di carcere e poi un processo di sole due ore, terminato con la condanna a morte. Il 13 agosto 1943, nel penitenziario berlinese di Ploetzensee, padre Jakob viene decapitato. Poche ore prima aveva scritto lettere gioiose ai familiari e ai superiori: "Considero questo giorno come il più bello della mia vita". "Ho attraversato dure prove, ma adesso sono felice".
Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 2 novembre 1996.


Autore:
Domenico Agasso


Fonte:
Famiglia Cristiana

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Aggiunto/modificato il 2026-08-05

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