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San Liborio Vescovo di Le Mans
9 aprile
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Sec. IV
Secondo alcune fonti antiche Liborio sarebbe stato il quarto vescovo di Le Mans in Francia, ma non è possibile tracciarne una cronologia precisa. Il suo pontificato durò 49 anni, intorno al 380. Secondo alcuni documenti un suo successore, il vescovo Aldrico, consacrando la cattedrale nell'835 volle che uno degli altari fosse dedicato ai santi di Le Mans fra cui Liborio. Nell'836 il vescovo di Paderborn inviò una delegazione a Le Mans per avere delle reliquie del santo. In occasione della traslazione avvennero dei miracoli. San Liborio divenne così patrono anche di Paderborn. L'iconografia lo rappresenta come un vescovo anziano, caratterizzato dalla presenza di piccole pietre: è, infatti, protettore dei malati di calcolosi renale. Viene raffigurato anche assieme a un pavone o a qualche penna di pavone in ricordo del leggendario uccello che accompagnò la traslazione delle reliquie. Il culto è particolarmente diffuso in Francia, Germania, Spagna e Italia. (Avvenire)
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: A Le Mans nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Liborio, vescovo.
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San Liborio è indicato in genere come il quarto vescovo di Le Mans in Francia, ma è difficile determinare l’epoca. Il suo pontificato durò a lungo ben 49 anni, intorno al 380. Si narra in alcuni documenti che un successivo vescovo Aldrico, consacrando la sua cattedrale (21 giugno 835) volle che uno degli altari fosse dedicato ai santi di Le Mans fra cui Liborio. Nell’836 il vescovo di Paderborn inviò una delegazione a Le Mans per avere delle reliquie del santo, nella circostanza della traslazione avvennero dei miracoli. Si stabilì fra le due Diocesi una sorta di “Fraternità” per cui s. Liborio divenne patrono anche di Paderborn. Nel Martirologio Romano il santo è iscritto al 9 aprile, e non più al 23 luglio come in precedenza. E’ protettore dei malati di calcolosi renale, infatti le sue immagini oltre che rappresentarlo come un vecchio vescovo, gli danno come attributo identificativo delle piccole pietre, oppure un pavone o qualche penna di pavone in ricordo del leggendario uccello che accompagnò la traslazione delle reliquie. Il culto fu ed è molto diffuso in Francia, Germania, Spagna e Italia.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2001-08-31
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