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Metz, Francia, inizio IV sec.
E' ricordato come il secondo vescovo di Metz, immediatamente dopo Clemente e prima di Felice. La sua figura appartiene a una fase molto antica della storia della Chiesa di Metz, ma le notizie biografiche sono estremamente scarse e sono state in seguito integrate da tradizioni agiografiche. Le ricostruzioni storiche più prudenti collocano il suo episcopato tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Una tradizione medievale lo presenta invece come compagno di Clemente e inviato in Gallia già nel I secolo da san Pietro, ma tale racconto è considerato una costruzione agiografica posteriore. Un antico catalogo dei vescovi di Metz, redatto tra il 776 e il 778, lo colloca al secondo posto della successione episcopale e gli attribuisce quindici anni di episcopato. La sua memoria liturgica ricorre il 14 ottobre. Le sue reliquie furono associate nel Medioevo all'abbazia di Marmoutier, in Alsazia, dove rimasero venerate fino alle devastazioni del 1525.
Etimologia: Dal latino Caelestis, 'celeste', 'del cielo', derivato da caelum, 'cielo'.
Emblema: Bastone pastorale
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Le informazioni storicamente utilizzabili su Celeste (Caelestis, Celestius, Coelestius, Coelestis, Coelestin) sono limitate. Il più antico elemento di rilievo per la successione episcopale è il catalogo dei vescovi di Metz compilato tra il 776 e il 778, nel quale Celestius compare al secondo posto, subito dopo Clemente e prima di Felice. La sua presenza nel catalogo mostra che alla fine dell'VIII secolo la Chiesa di Metz possedeva già una tradizione consolidata sulla successione dei suoi primi vescovi. La cronologia ricavabile da questo elenco conduce verso la fine del III o l'inizio del IV secolo. Una ricostruzione tradizionale attribuisce a Clemente un episcopato intorno al 280-300 e a Celeste quindici anni di governo episcopale, collocandolo quindi approssimativamente tra il 300 e il 315. Si tratta però di una ricostruzione cronologica, non di una successione documentata anno per anno. Il catalogo episcopale rappresenta pertanto una testimonianza importante per la memoria istituzionale della Chiesa di Metz, ma non permette di ricostruire una biografia dettagliata di Celeste. Non sono documentati con sicurezza il luogo della nascita, la famiglia, la formazione, l'ordinazione sacerdotale o episcopale e le circostanze della morte.
La tradizione apostolica La tradizione agiografica più tarda presenta Celeste in una prospettiva molto diversa. Secondo questo racconto, egli sarebbe stato sacerdote e avrebbe accompagnato Clemente e il diacono Felice nella missione di evangelizzazione della regione di Metz, dopo essere stato inviato da san Pietro. Questa tradizione colloca quindi Celeste nel I secolo e lo collega direttamente all'età apostolica. Tale cronologia non concorda con la ricostruzione storica basata sul catalogo episcopale, che colloca invece Celeste tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Studi sulla storia dei primi vescovi di Metz considerano la tradizione dell'arrivo apostolico una costruzione agiografica posteriore. Una ricerca storica sugli episcopati medievali di Metz osserva infatti che la tradizione che presenta Celeste come compagno di Clemente non è anteriore alla fine del X secolo. La tradizione su Celeste deve quindi essere distinta dalla ricostruzione cronologica dell'episcopato. Non esistono elementi sufficienti per considerare storicamente dimostrato un suo rapporto personale con l'apostolo Pietro.
L'episcopato Anche dell'attività pastorale di Celeste non sono conservate notizie sicure. Non sono documentati sermoni, lettere, opere scritte, fondazioni, controversie dottrinali o episodi specifici del suo episcopato. La sua posizione nella successione episcopale è tuttavia attestata dalla tradizione storica della Chiesa di Metz. Il catalogo episcopale dell'VIII secolo gli attribuisce quindici anni di episcopato. La durata complessiva della successione dei primi vescovi, però, presenta problemi cronologici: le cifre trasmesse per Felice non si accordano perfettamente con le altre informazioni relative ai successori. La cronologia del primo episcopato di Metz deve pertanto essere considerata approssimativa.
Le reliquie e Marmoutier La memoria di Celeste è legata soprattutto alla storia delle sue reliquie. Secondo una tradizione medievale, le sue spoglie furono trasferite dall'area della chiesa di San Clemente a Marmoutier, in Alsazia, insieme a quelle del vescovo Auctor. Anche la data della traslazione presenta una discrepanza nelle fonti. Alcune tradizioni la collocano nell'epoca del vescovo Drogone di Metz, nel IX secolo, mentre fonti storiche ricordano una traslazione nel 833 e altre indicano il 852. Uno studio dedicato alla storia degli episcopati di Metz considera comunque non sicuro che Drogone abbia effettivamente compiuto la traslazione nel IX secolo, mentre attesta la presenza delle reliquie a Marmoutier all'inizio del XII secolo. La tradizione agiografica raccontava inoltre che, durante una processione, le reliquie di Auctor, poste davanti a quelle di Celeste, non avrebbero potuto essere trasportate finché non furono invertite le posizioni. L'episodio appartiene alla tradizione miracolosa relativa alle reliquie e non possiede valore di testimonianza storica contemporanea. Nel 1525, durante la rivolta dei contadini in Alsazia, l'abbazia di Marmoutier fu saccheggiata e le reliquie custodite nella chiesa vennero disperse e mescolate. Da allora non fu più possibile distinguere con certezza le ossa attribuite a Celeste da quelle degli altri defunti.
Culto La memoria liturgica di Celeste ricorre il 14 ottobre. Il sito ufficiale dell'episcopato francese dedicato ai santi lo identifica come secondo vescovo di Metz e indica Marmoutier come luogo nel quale il suo corpo è tradizionalmente conservato. Il culto è quindi legato soprattutto alla Chiesa di Metz e alla memoria delle sue antiche origini episcopali. Non risulta invece una documentazione sufficiente per ricostruire una diffusione ampia della devozione al di fuori dell'area lorenese e alsaziana.
Cronologia - fine III secolo - inizio IV secolo: probabile periodo dell'episcopato di Celeste a Metz. - 776-778 circa: un antico catalogo dei vescovi di Metz colloca Celestius al secondo posto della successione episcopale e gli attribuisce quindici anni di episcopato. - fine X secolo o periodo successivo: compare nella tradizione agiografica la narrazione che presenta Celeste come compagno di Clemente nell'evangelizzazione di Metz. - IX secolo: le reliquie di Celeste sono tradizionalmente collegate alla traslazione a Marmoutier compiuta sotto il vescovo Drogone; la data precisa della traslazione rimane discussa. - 833: una tradizione relativa a Marmoutier colloca in questa data la traslazione delle reliquie di Celeste e Auctor. - 852: altre fonti collocano sotto Drogone la traslazione delle reliquie a Marmoutier. - inizio XII secolo: le reliquie di Celeste risultano sicuramente presenti a Marmoutier. - 1525: durante la rivolta dei contadini in Alsazia le reliquie conservate a Marmoutier vengono disperse e mescolate con altre ossa.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di una tradizione episcopale relativa a Celeste è attestata almeno dal catalogo dei vescovi di Metz compilato tra il 776 e il 778, che lo colloca al secondo posto dopo Clemente. - La collocazione dell'episcopato tra la fine del III e l'inizio del IV secolo è compatibile con la successione episcopale ricostruita per Metz, ma le date precise non sono documentate. - La tradizione che presenta Celeste come compagno di Clemente e inviato da san Pietro appartiene a una fase agiografica molto più tarda e non costituisce una testimonianza contemporanea agli eventi. - Non sono documentati con certezza nascita, famiglia, formazione, ordinazione e attività pastorale specifica di Celeste. - La durata di quindici anni dell'episcopato proviene dal catalogo medievale dei vescovi di Metz; la cronologia assoluta ottenuta da tale dato rimane ricostruttiva. - Le fonti divergono sulla data della traslazione delle reliquie a Marmoutier. La presenza delle reliquie nell'abbazia è comunque attestata all'inizio del XII secolo. - La narrazione secondo cui le reliquie di Auctor non avrebbero potuto essere trasportate prima di quelle di Celeste appartiene alla tradizione agiografica e non è una testimonianza storica contemporanea. - La dispersione delle reliquie nel 1525 rende oggi incerta l'identificazione materiale dei resti attribuiti individualmente a Celeste. - Celeste è riconosciuto dalla tradizione ecclesiale come secondo vescovo di Metz e la sua memoria liturgica ricorre il 14 ottobre. - Il suo nome non compare nel Martyrologium Romanum, né nelle edizioni precedenti né in quella del 2004, secondo il repertorio storico ecclesiastico consultato.
Fonti e bibliografia essenziale - Catalogo dei vescovi di Metz, redatto tra il 776 e il 778, testimonianza medievale fondamentale per la successione episcopale dei primi vescovi di Metz. - Arnaud Hari, studi sulla storia degli episcopati di Metz e sulla tradizione relativa ai primi vescovi, Université de Lorraine. - Charles-Joseph Hefele? [Non utilizzato] - Dictionnaire hagiographique, abbé Pétin, XIX secolo, per la tradizione relativa alle reliquie di Celeste a Marmoutier. - Fédération des Sociétés d'Histoire et d'Archéologie d'Alsace, documentazione storica relativa a Marmoutier e alle tradizioni sull'abbazia. - Conférence des évêques de France, Nominis, scheda di san Celeste, secondo vescovo di Metz.
Autore: Giampietro Cattini
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