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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe (Anna Maria Gallo) Condividi su Facebook

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe (Anna Maria Gallo) Vergine

Festa: 6 ottobre

Napoli, 26 marzo 1715 - Napoli, 6 ottobre 1791

Fu una terziaria francescana secolare vissuta nella Napoli del XVIII secolo, soprattutto nei Quartieri Spagnoli, dove trascorse quasi tutta la vita. Proveniente da una famiglia di modesti artigiani, a sedici anni rifiutò il matrimonio voluto dal padre e scelse la consacrazione religiosa nella forma allora praticata dalle cosiddette bizzoche, donne che conducevano una vita religiosa senza entrare in clausura. L'8 settembre 1731 ricevette l'abito della Riforma di San Pietro d'Alcantara assumendo il nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe. La sua esperienza religiosa fu caratterizzata dalla devozione alla Passione di Cristo, dalla penitenza, dall'assistenza ai poveri e ai malati e da una crescente fama di santità, accompagnata da racconti di estasi, profezie e fatti prodigiosi. La sua figura suscitò però anche sospetti, opposizioni e controversie, documentati nei processi canonici. Morì a Napoli il 6 ottobre 1791. La causa fu avviata pochi mesi dopo la morte; fu beatificata da Gregorio XVI nel 1843 e canonizzata da Pio IX nel 1867. Il suo culto rimase particolarmente radicato nei Quartieri Spagnoli, dove la casa nella quale visse è divenuta santuario.

Etimologia: Maria è un nome di origine egiziana; la forma ebraica è Miriam. Francesca deriva dal latino Franciscus, da Francus, con il significato originario di francese o appartenente ai Franchi.

Martirologio Romano: A Napoli, santa Maria Francesca delle Piaghe del Signore nostro Gesù Cristo (Anna Maria) Gallo, vergine del Terz’Ordine Secolare di San Francesco, ammirevole per la pazienza di fronte alle innumerevoli e continue sofferenze e avversità, per le penitenze e per l’amore di Dio e delle anime.


Anna Maria Gallo nacque a Napoli in una famiglia modesta. Il Dizionario Biografico degli Italiani la identifica come quarta figlia di Francesco Gallo e Barbara Basinsi, o Basingi, e collega il sostentamento familiare a una piccola manifattura tessile domestica nella quale si lavoravano fili d'oro e si tessevano galloni. Il registro parrocchiale costituisce un riferimento importante per la cronologia della sua nascita: secondo la ricostruzione di Genoveffa Palumbo, Anna Maria nacque il 26 marzo 1715 e fu battezzata il 28 marzo. La data del 25 marzo, molto diffusa nella tradizione agiografica e riportata anche dal Dicastero delle Cause dei Santi, è quindi oggetto di una precisa divergenza documentaria.
La sua infanzia e adolescenza si svolsero nei Quartieri Spagnoli, area densamente popolata di Napoli nella quale convivevano condizioni sociali difficili e una intensa presenza di chiese, conventi e attività religiose. Fin da giovane frequentò la chiesa di Santa Lucia al Monte, affidata ai francescani alcantarini, e sviluppò una particolare devozione alla Passione di Cristo.
Le testimonianze raccolte nei processi di beatificazione e canonizzazione descrivono una precoce fama di pietà. La tradizione riferisce inoltre che avrebbe ricevuto la prima Comunione all'età di sette anni. La fama popolare le attribuì già in giovane età il soprannome di santarella.

La scelta della vita consacrata
Quando aveva sedici anni, il padre avrebbe voluto indirizzarla al matrimonio con un giovane benestante. Anna Maria rifiutò e manifestò il desiderio di consacrarsi a Dio. L'impossibilità di sostenere la dote richiesta per l'ingresso in un monastero rese impraticabile la vita claustrale e la condusse verso la forma di consacrazione propria delle bizzoche, donne che vivevano nel mondo assumendo un abito e una disciplina religiosa.
L'8 settembre 1731 ricevette l'abito del Terz'Ordine francescano nella tradizione della Riforma di San Pietro d'Alcantara e assunse il nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù Cristo. Rimase tuttavia nella condizione secolare e continuò a vivere nell'ambiente familiare e di quartiere. Dal 1777 risulta inoltre aggregata alla Congregazione dei padri somaschi.
La scelta della vita bizzocale collocava Maria Francesca in una realtà religiosa femminile particolarmente significativa nella Napoli del Settecento. Essa consentiva di condurre una vita consacrata senza entrare in monastero, ma esponeva anche a sospetti e contestazioni, proprio perché mancavano la protezione istituzionale e la separazione dal mondo proprie della clausura.

Sofferenze, direzione spirituale e fama di santità
La vita di Maria Francesca fu segnata da numerose prove familiari, sociali e religiose. Le testimonianze processuali ricordano contrasti con parenti e vicini e accuse rivoltele da alcune persone che mettevano in dubbio la sua sincerità religiosa. Anche alcuni ecclesiastici che ebbero responsabilità nella sua direzione spirituale manifestarono atteggiamenti severi nei suoi confronti. La sua esperienza va quindi distinta dall'immagine esclusivamente edificante trasmessa da alcune biografie devozionali: i processi conservano anche testimonianze di opposizioni, sospetti e controversie.
Particolare rilievo ebbe la devozione alla Passione di Cristo. Il nome religioso scelto da Anna Maria esprime direttamente questo orientamento spirituale. Secondo le testimonianze raccolte nei processi, Maria Francesca viveva le proprie sofferenze fisiche e morali in relazione alla Passione e attribuiva alla penitenza un valore di partecipazione alle sofferenze di Cristo.
Alla sua esperienza religiosa furono inoltre attribuiti fenomeni mistici, tra cui estasi, visioni e capacità profetiche. Tali elementi appartengono alla documentazione processuale e alla tradizione agiografica, ma la loro interpretazione come fenomeni soprannaturali costituisce un giudizio religioso e non un dato storico autonomamente verificabile. Le testimonianze mostrano comunque che la fama di Maria Francesca come donna dotata di particolari carismi si era diffusa già durante la sua vita.

Attività religiosa e caritativa
La sua casa divenne progressivamente un luogo frequentato da persone che cercavano consiglio, preghiera e assistenza. Intorno a lei si formò una rete composta da laici, religiosi e membri di famiglie socialmente differenti. Tra coloro che ebbero rapporti con lei vi fu Francesco Saverio Maria Bianchi, barnabita, che divenne uno dei suoi più convinti estimatori e in seguito fu canonizzato. La relazione con Bianchi testimonia la posizione raggiunta da Maria Francesca nell'ambiente religioso napoletano del secondo Settecento.
La sua attività non si limitò alla devozione personale. Le testimonianze la ricordano in rapporto con poveri, malati e persone che ricorrevano a lei per consigli spirituali. La casa nella quale viveva divenne un punto di riferimento religioso per una parte della popolazione dei Quartieri Spagnoli.
A partire dall'età di circa trentotto anni, Maria Francesca visse nella casa del sacerdote Giovanni Pessiri, in vico Tre Re a Toledo, insieme alla terziaria Maria Felice. Vi rimase fino alla morte, per circa trentotto anni. L'edificio, successivamente trasformato in casa-santuario, conserva ancora la struttura essenziale dell'antica abitazione.

La morte e la prima memoria
Maria Francesca morì a Napoli il 6 ottobre 1791, nei Quartieri Spagnoli dove aveva trascorso la vita. Fu inizialmente sepolta nella chiesa di Santa Lucia al Monte. La partecipazione popolare ai funerali fu molto ampia e le testimonianze ricordano un'intensa richiesta di oggetti appartenuti alla defunta, segno della fama di santità già consolidata al momento della morte.
Pochi mesi dopo la morte fu avviato il procedimento destinato a esaminare la sua fama di santità. Il 22 marzo 1792 furono nominati il postulatore e il procuratore della causa. Il processo fu aperto a Massalubrense il 7 maggio 1794 e trasferito nuovamente a Napoli, dove fu inaugurato il 13 giugno dello stesso anno. Le vicende politiche del Regno di Napoli provocarono diverse interruzioni. Nel 1803 la causa entrò nella fase apostolica.

Beatificazione e canonizzazione
Il processo proseguì attraverso una lunga raccolta di testimonianze e documenti. Tra i sostenitori della causa comparvero religiosi, esponenti di famiglie napoletane e personaggi di rilievo politico e religioso. Il carteggio processuale conserva anche lettere postulatorie provenienti da ambienti differenti, a testimonianza della diffusione della fama di santità di Maria Francesca.
Il riconoscimento ecclesiastico delle virtù raggiunse una fase decisiva con Gregorio XVI. Il Dicastero delle Cause dei Santi registra la beatificazione al 12 novembre 1843, sotto il pontificato di Gregorio XVI. La stessa data è quella riportata dalla documentazione ufficiale oggi pubblicata dalla Santa Sede.
La causa proseguì sotto Pio IX. Furono esaminati anche due miracoli attribuiti all'intercessione della beata e nel 1864 venne pubblicato il decreto che consentiva di procedere alla canonizzazione. Il 29 giugno 1867 Pio IX celebrò nella Basilica Vaticana la canonizzazione di Maria Francesca delle Cinque Piaghe. Con lei furono canonizzati anche Leonardo di Porto Maurizio e Paolo della Croce.

Il culto a Napoli
Il culto di Maria Francesca rimase particolarmente intenso nei Quartieri Spagnoli. La sua antica abitazione di vico Tre Re a Toledo divenne progressivamente un luogo di venerazione e conserva numerosi oggetti collegati alla sua vita. Nel 2001 il corpo fu trasferito dalla chiesa di Santa Lucia al Monte alla chiesa-santuario sorta nella casa dove la santa aveva vissuto per decenni.
Tra gli oggetti conservati nel santuario è particolarmente nota la sedia sulla quale, secondo la tradizione, Maria Francesca sedeva durante le proprie sofferenze. La devozione popolare l'ha trasformata in un oggetto al quale vengono associate richieste di intercessione, soprattutto da parte di donne che desiderano una gravidanza. Tale pratica appartiene alla storia contemporanea della devozione popolare e non costituisce, di per sé, una prova storica di guarigioni o miracoli.
Il culto conserva inoltre una forte dimensione locale. La casa-santuario continua a essere meta di pellegrinaggi e il 6 ottobre costituisce il principale momento annuale della memoria liturgica. L'iconografia e gli ex voto conservati nella casa testimoniano la diffusione della devozione popolare già nei decenni successivi alla morte.

La condizione delle bizzoche nella Napoli del Settecento
La vicenda di Maria Francesca è strettamente legata alla condizione delle bizzoche, donne che sceglievano una forma di vita religiosa senza entrare in monastero. Questa esperienza permetteva di mantenere legami familiari e sociali e, nello stesso tempo, di assumere abito, disciplina e pratiche religiose. Il fenomeno era particolarmente significativo nella società napoletana del Settecento. La posizione delle bizzoche rimaneva tuttavia ambigua e poteva suscitare diffidenza da parte delle autorità ecclesiastiche e della comunità locale. La vicenda processuale di Maria Francesca documenta concretamente tali tensioni.

Devozione alla Passione
La spiritualità di Maria Francesca si sviluppò intorno alla devozione alle Cinque Piaghe di Cristo e alla Passione. Genoveffa Palumbo ha collocato questa devozione nel più ampio ambiente religioso napoletano del XVIII secolo, nel quale la predicazione sulla Passione, la Via Crucis e la pratica penitenziale avevano un ruolo rilevante. Il nome religioso assunto nel 1731 rappresenta una sintesi particolarmente evidente di questo orientamento spirituale.

La casa-santuario
L'abitazione di vico Tre Re a Toledo costituisce uno degli elementi più caratteristici del culto contemporaneo. La casa, rimasta legata alla memoria della santa, conserva ambienti, oggetti e testimonianze della devozione sviluppatasi nel tempo. Il trasferimento del corpo nel 2001 ha ulteriormente rafforzato il rapporto tra la memoria della santa e il luogo nel quale trascorse gli ultimi decenni della sua vita.

Curiosità
- Il soprannome popolare santarella era già associato a Maria Francesca durante la sua vita e rimase legato alla memoria della santa nei Quartieri Spagnoli.
- Una parte significativa dell'iconografia antica era richiesta dai fedeli come oggetto di devozione. Nei processi è conservata anche la testimonianza di un commerciante che dichiarò di avere fatto stampare circa 60.000 immagini della santa, dato che testimonia l'ampia diffusione della sua fama nell'Ottocento.
- La casa di vico Tre Re a Toledo conserva ancora un paliotto d'altare ricamato da Maria Francesca, collegato alla sua esperienza giovanile nel lavoro tessile domestico.

Cronologia
- 26 marzo 1715 - Nascita di Anna Maria Gallo a Napoli, secondo la ricostruzione fondata sul registro parrocchiale; la tradizione agiografica indica invece il 25 marzo.
- 28 marzo 1715 - Battesimo di Anna Maria Gallo, secondo il registro parrocchiale indicato nel Dizionario Biografico degli Italiani.
- 8 settembre 1731 - Ricezione dell'abito del Terz'Ordine nella tradizione della Riforma di San Pietro d'Alcantara e assunzione del nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù Cristo.
- 1777 - Aggregazione alla Congregazione dei padri somaschi.
- 1791-10-06 - Morte a Napoli, nei Quartieri Spagnoli.
- 22 marzo 1792 - Nomina del postulatore e del procuratore della causa di canonizzazione.
- 7 maggio 1794 - Apertura ufficiale del processo a Massalubrense.
- 13 giugno 1794 - Inaugurazione del processo a Napoli dopo il trasferimento da Massalubrense.
- 18 maggio 1803 - Introduzione del processo apostolico e riconoscimento del titolo di Venerabile.
- 22 maggio 1816 - Ripresa della seconda fase del processo dopo le interruzioni legate alle vicende politiche del Regno.
- 11 febbraio 1832 - Gregorio XVI ordina la pubblicazione del decreto relativo all'esercizio eroico delle virtù.
- 12 novembre 1843 - Beatificazione a opera di papa Gregorio XVI.
- 17 gennaio 1864 - Pio IX riconosce l'esistenza di due miracoli attribuiti all'intercessione della beata Maria Francesca, secondo gli atti della causa.
- 24 aprile 1864 - Pubblicazione del decreto con cui Pio IX dichiara che si può procedere alla canonizzazione.
- 29 giugno 1867 - Canonizzazione nella Basilica Vaticana da parte di papa Pio IX.
- 2001 - Trasferimento del corpo dalla chiesa di Santa Lucia al Monte alla chiesa-santuario di vico Tre Re a Toledo.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Maria Francesca delle Cinque Piaghe con Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo è solidamente documentata dai processi di beatificazione e dal registro parrocchiale dei battezzati.
- La data di nascita presenta una divergenza precisa. Il registro parrocchiale, secondo Genoveffa Palumbo, indica il 26 marzo 1715, con battesimo il 28 marzo; la tradizione successiva ha fissato il 25 marzo, data tuttora riportata anche dal Dicastero delle Cause dei Santi. La coincidenza con la festa dell'Annunciazione appare quindi legata alla tradizione agiografica posteriore e non al dato anagrafico più antico individuato nel registro.
- La condizione di terziaria francescana secolare è documentata. Maria Francesca apparteneva alla particolare forma di vita religiosa delle bizzoche e non fu monaca claustrale. La sua vicenda costituisce pertanto un esempio significativo della religiosità femminile non claustrale nella Napoli del Settecento.
- Le testimonianze processuali sono particolarmente importanti perché conservano non soltanto racconti edificanti, ma anche le accuse, le opposizioni e i conflitti che accompagnarono la sua vita. La fama di santità si sviluppò quindi in un ambiente nel quale ammirazione e diffidenza coesistevano.
- Le estasi, le profezie, le visioni e i fatti prodigiosi appartengono alla testimonianza agiografica e processuale. La loro esistenza come racconti storicamente attestati è documentabile; la loro natura soprannaturale appartiene invece alla valutazione religiosa e non può essere trattata come un fatto storico dimostrabile con gli stessi strumenti utilizzati per date, luoghi e atti processuali.
- La causa di canonizzazione ebbe una durata eccezionalmente lunga, iniziando pochi mesi dopo la morte e attraversando le vicende politiche della Repubblica napoletana del 1799 e della successiva restaurazione. La documentazione processuale comprende testimonianze socialmente e culturalmente diversificate.
- La beatificazione è fissata al 12 novembre 1843 dalla documentazione ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi. La data del 15 ottobre 1843 riportata in alcuni studi secondari, tra cui il Dizionario Biografico degli Italiani, diverge dalla data ufficiale della celebrazione indicata dalla Santa Sede.
- La canonizzazione del 29 giugno 1867 è concordemente attestata dalla documentazione ecclesiastica ufficiale. Maria Francesca fu la prima donna napoletana canonizzata dalla Chiesa cattolica, secondo la documentazione del Dicastero delle Cause dei Santi.
- Il culto contemporaneo conserva una marcata dimensione locale e popolare, concentrata soprattutto nella casa-santuario di vico Tre Re a Toledo. La devozione alla sedia della santa e le richieste di intercessione per la maternità appartengono alla storia del culto e della pietà popolare, senza costituire automaticamente attestazioni di miracoli riconosciuti dalla Chiesa.

Fonti e bibliografia essenziale
- Dicastero delle Cause dei Santi, Maria Francesca delle Cinque Piaghe, scheda ufficiale della Santa Sede, con dati relativi a beatificazione, canonizzazione e memoria liturgica.
- Palumbo, Genoveffa, Maria Francesca delle Cinque Piaghe, santa, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 70, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, 2008. Lo studio utilizza, tra l'altro, il registro parrocchiale dei battezzati e i processi conservati nell'Archivio Storico Diocesano di Napoli.
- Archivio Storico Diocesano di Napoli, Processus originalis informationis in civitate Massalubrensis inceptus et Neapoli completus super fama sanctitatis, nn. 161-173, fondo Cause dei Santi, Maria Francesca delle Cinque Piaghe.
- Archivio Storico Diocesano di Napoli, Parrocchia dei Santi Francesco e Matteo, Libro V dei battezzati, anno 1715, c. 15v; Libro V dei defunti, anno 1791, c. 129r.
- Archivio Segreto Vaticano, Congregazione dei Riti, Processus, anni 1954-1959, Neapolitan. M. Francisca a Vulneribus (Gallo).
- Laviosa, Bernardo, Vita della venerabile serva di Dio suor Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù Cristo, Pisa 1805; successive edizioni Roma 1866 e Napoli 1867.
- Palmieri, Norberto, Vita della beata Maria Francesca delle cinque piaghe di Gesù Cristo, terziaria dell'Ordine alcantarino, Roma, 1843.
- Sodano, Giovanni, Santi, beati e venerabili ai tempi di Maria Francesca delle Cinque Piaghe, in Campania Sacra, 22, 1991, pp. 441-460.
- Palumbo, Genoveffa, La Santa dei quartieri, in Campania Sacra, 22, 1991, pp. 461-488.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

nna Maria Gallo nacque a Napoli il 25 marzo 1715 da piccoli commercianti di mercerie. Ricevette la Prima Comunione all’età di sette anni. Nacque e visse nei famosi “Quartieri spagnoli” di Napoli, zona popolosa e non certamente rinomata; trattasi di tanti vicoletti intersecati a scacchiera ove le truppe spagnole vicereali del ‘600 venivano ‘accquartierati’ in casette di 1-2 stanze, alte massimo 1 piano a poca distanza dal Palazzo Reale, pronti ad intervenire alla prima chiamata. In seguito quasi finita l’occupazione spagnola, queste case furono sopraelevate di altri piani, visto che era proibito costruire fuori le mura della città e tolte le truppe entrarono i cittadini per abitarci.
Il nome di questo rione, a ridosso della strada principale di Napoli, via Toledo, formato da un reticolato di alti palazzi ma in vicoli stretti e senza luce viene ancora chiamato “sopra i Quartieri”, la popolazione abita praticamente a brevissima distanza dalle finestre e balconi del muro di fronte; aldilà dell’origine storica, c’è il reale problema del soccorso in caso di pericolo, soprattutto d’incendio, perché le autobotti dei Vigili del fuoco non passano.
All’epoca della nostra Santa non c’era solo un pericolo per la promiscuità e la violenza sviluppatosi, ma vi era anche un fervore di opere religiose con conventi e chiese i cui Ordini si stabilivano lì, per poter dare concreto aiuto spirituale e materiale ai fedeli.
La ragazza man mano che cresceva mostrò una pratica religiosa delle virtù cristiane tale da essere soprannominata la “santarella” conobbe e si fece guidare dal futuro santo Giovan Giuseppe della Croce, alcantarino del convento di s. Lucia al Monte, la cui chiesa Anna Maria frequentava.
A sedici anni vincendo le resistenze e le percosse del violento padre, che la voleva sposa di un ricco giovane, che l’aveva chiesta, Anna Maria entrò nell’Ordine della Riforma di s. Pietro d’Alcantara, vestendone l’abito e pronunciando i prescritti voti, cambiando il nome di battesimo in quello di Maria Francesca delle Cinque Piaghe, rimanendo nel mondo secolare.
Suo Direttore spirituale era il padre Giovanni Pessiri, il quale in seguito ammise la religiosa insieme alla Terziaria Maria Felice, nella sua casa in vico Tre Re a Toledo, dove rimase per 38 anni fino alla morte.
L’edificio prese in seguito il nome di convento per la dimora delle suore, ma esso non era stato costruito per questo uso e quindi ha ancora oggi tutte le caratteristiche di un’abitazione comoda per famiglia di tre stanze tramutate in cappella e opere annesse.
La vita di s. Maria Francesca è tutto un susseguirsi di sofferenze fisiche e morali, che in continuità si accanirono contro di lei, donate a Cristo come pegno per i peccatori; la sua casa divenne meta continua di fedeli fra i quali s. Francesco Saverio Bianchi a cui predisse la santità.
Ebbe il dono della profezia e ancora vivente si operarono fatti prodigiosi cui il popolo li considerò come miracoli. Ancora oggi a distanza di oltre due secoli, il popolo accorre a chiedere grazie come è attestato da due lapidi all’esterno della casa-cappella, la seconda è per lo scampato disastro della II guerra mondiale che con i suoi 105 bombardamenti su Napoli, risparmiò i ‘Quartieri’ e il suo denso popolo.
Nella cappella vi è ancora la sua sedia di dolore su cui, specie le donne desiderose di avere un figlio devotamente si siedono ad impetrare la grazia. Morì il 6 ottobre 1791 a 76 anni e il suo corpo riposa nel Santuario-Casa della Santa in Vico Tre Re a Toledo. Ai funerali partecipò una grande folla e giunta la bara alla chiesa questa fu presa d’assalto da chi voleva ad ogni costo un reliquia, dovettero intervenire le Guardie del Corpo del Re.
Fu beatificata il 12 novembre 1843 da papa Gregorio XVI e canonizzata il 29 giugno 1867 dal Pontefice Pio IX, prima santa napoletana della Chiesa.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-09-18

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