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Beato Modestino di Gesù e Maria (Domenico Mazzarella) Francescano

24 luglio

Frattamaggiore (NA), 5 settembre 1802 - 24 luglio 1854

Martirologio Romano: A Napoli, beato Modestino di Gesù e Maria (Domenico) Mazzarello, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, che fu vicino a ogni genere di poveri e di afflitti e durante un’epidemia morì colpito lui stesso dal colera mentre assisteva i moribondi.


Domenico Mazzarella nacque a Frattamaggiore (NA) il 5-9-1802 da genitori poveri, il papà funaio, la mamma tessitrice, ultimo di sei figli. Frequentò prima la scuola parrocchiale di s. Sossio poi dietro invito del vescovo di Aversa stette tre anni in seminario come inserviente del Capitolo del Duomo, per l’improvvisa morte del vescovo, fu costretto a lasciare quest’incarico e ormai ventenne cominciò a frequentare il convento francescano alcantarino di Grumo Nevano, scoprendo così la vocazione religiosa.
Nel 1822 vestì l’abito a Piedimonte Matese trascorrendo un periodo di ritiro nell’eremo della “Solitudine”.
Il 22-12-1827 fu ordinato sacerdote e la prima Messa la celebrò in Grumo Nevano. Comincia l’infaticabile opera d’apostolato di P. Modestino nella stessa Grumo Nevano, a Marcianise, a Portici, a Mirabella Eclano, a
Pignataro Maggiore e poi a Napoli a s. Lucia al Monte, ma soprattutto nel popolare rione della Sanità.
Si dedicò all’annuncio della Parola di Dio con linguaggio facile, popolare ed evangelico, alla direzione spirituale, soprattutto per lunghe ore alle confessioni. Ebbe particolare cura per i carcerati del “Granatello” di Portici e di Castel Capuano di Napoli, visitava gli ospedali e i ‘bassi’ della città. Agli ammalati portava l‘im-
magine della Madonna del Buon consiglio, incoraggiava le partorienti ad accogliere il dono della maternità e di una nuova vita.
Cercava di trovare un posto accogliente per le giovani abbandonate, ai poveri provvedeva cibo e denaro avuto in elemosina dai ricchi. La gente del popolo l’ammirava per la sua vita evangelica e per il potere di ottenere guarigioni da Dio, lo chiamava “Gesùcristiello” (piccolo Gesù Cristo). Il papa Pio IX, che gli era amico, lo chiamava ‘il pazzo della Beata Vergine’, veniva consultato dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Sisto Riario Sforza e anche dal re Ferdinando II di Borbone.
La sua giaculatoria che proponeva a tutti era: “Lodiamo sempre insieme col Figlio, la dolce Madre del Buon Consiglio”. Quando Napoli fu colpita dal colera, P. Modestino non si risparmiò e accorreva in continuazione al capezzale degli ammalati nelle loro case confortando ed aiutando tutti. Ma indebolito dai continui digiuni a cui si sottoponeva e il contatto con i contagiati, fece sì che anche lui si ammalasse e il 24 luglio 1854 con il conforto dei suoi confratelli e il dolore di tutto il rione “Sanità” rese la sua anima a Dio. Il suo corpo riposa nella Basilica di s. Maria della Sanità in Napoli.
Il 29 gennaio 1995 papa Giovanni Paolo II, lo ha proclamato Beato.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2001-09-03

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