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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera C > Beato Cristiano da Perugia Condividi su Facebook

Beato Cristiano da Perugia Sacerdote domenicano

Festa: 15 settembre

Perugia, 1200 c. - Perugia, verso il 1276

Nato a Perugia intorno al 1200 da nobile famiglia, la sua esistenza si intreccia con la storia dell'Ordine dei Predicatori nei suoi decenni formativi. Secondo le fonti agiografiche, ricevette l'abito religioso direttamente da San Domenico a Bologna, dove i genitori lo avevano inviato per studiare all'università. La tradizione vuole che lo stesso fondatore dell'Ordine lo abbia poi inviato a Perugia insieme al Beato Nicola da Giovinazzo per fondarvi un convento. I due frati arrivarono nella città umbra intorno al 1230, diventando i primi domenicani a stabilirvisi. Grazie alla loro predicazione e al loro esempio, conquistarono rapidamente la stima dei perugini, che concessero loro terreno e risorse per edificare la chiesa e il convento di San Domenico, completati nel 1260 e consacrati nel 1264 da Papa Clemente IV. Cristiano ricoprì la carica di priore del convento e si distinse per la santità della vita, la devozione a Sant'Agostino e la capacità di governo. Morì verso il 1276 dopo cinquantacinque anni di vita religiosa. Il suo culto come beato è documentato dai Bollandisti e dagli agiografi umbri.

Etimologia: Dal latino christianus, che significa seguace di Cristo, appartenente a Cristo.

Emblema: Abito domenicano (bianco e nero), croce, libro (simbolo dello studio e della predicazione).


Cristiano Ermanni della Staffa nacque a Perugia intorno all'anno 1200, membro di una famiglia nobile della città. I suoi genitori, riconoscendo le qualità intellettuali del giovane, decisero di inviarlo a Bologna per intraprendere gli studi universitari, seguendo una prassi comune tra le famiglie aristocratiche dell'epoca che desideravano per i figli una solida formazione culturale.
Bologna, sede della più antica università del mondo occidentale, rappresentava nel Duecento un vivace centro di studi e di vita culturale. Fu in questo contesto che Cristiano incontrò Domenico di Guzmán, il fondatore dell'Ordine dei Predicatori, approvato da Papa Onorio III nel 1216. Secondo le fonti agiografiche, fu lo stesso San Domenico a rivestire Cristiano dell'abito religioso, segnando l'inizio di un cammino di cinquantacinque anni nell'Ordine.
L'ingresso di Cristiano tra i domenicani si colloca probabilmente nei primi decenni di vita dell'Ordine, quando ancora era vivo il carisma del fondatore e si definivano le caratteristiche della spiritualità domenicana: studio, preghiera comunitaria, predicazione e vita fraterna. La scelta di un giovane nobile perugino di abbracciare la vita religiosa mendicante testimonia l'impatto che il movimento domenicano esercitava sulle nuove generazioni, attratte dall'ideale di una vita dedicata alla predicazione e allo studio della Parola di Dio.

La missione a Perugia e la fondazione del convento
Completata la formazione, secondo quanto riferisce l'agiografo domenicano Fontana, fu lo stesso San Domenico a inviare Cristiano a Perugia insieme al Beato Nicola da Giovinazzo (anche noto come Nicola Paglia), con il compito di fondarvi un convento. I due frati arrivarono nella città umbra intorno al 1230, diventando i primi rappresentanti degli Ordini mendicanti a stabilirvisi.
L'accoglienza riservata ai due domenicani fu eccezionale. La loro predicazione e il loro esempio di vita evangelica conquistarono rapidamente gli animi dei perugini, che manifestarono un generoso sostegno alla loro opera. Il comune di Perugia concesse ai due frati la facoltà di scegliere il luogo più adatto per la costruzione della chiesa e del convento, impegnandosi a sostenerne le spese.
Nel 1234, il podestà Ramberto de Gisleriis assegnò formalmente ai domenicani due appezzamenti di terreno adiacenti alla pieve di Santo Stefano del Castellare, un edificio di culto risalente al V secolo. Questo sito divenne il nucleo intorno al quale si sviluppò il complesso conventuale di San Domenico. Papa Gregorio IX, nel 1235, concesse un'indulgenza a tutti coloro che avessero collaborato alla costruzione dell'edificio, incentivando così la partecipazione popolare all'impresa.
I frati iniziarono a officiare la chiesa già dal 1240, sebbene i lavori di costruzione proseguissero ancora per due decenni. La chiesa, dedicata a San Domenico e a Santo Stefano protomartire, fu completata nel 1260 e solennemente consacrata da Papa Clemente IV nel 1264. Questo edificio divenne uno dei più importanti centri religiosi di Perugia e dell'Umbria, teatro di eventi significativi per la storia della Chiesa: proprio in questa chiesa, nel 1235, Papa Gregorio IX proclamò santa Elisabetta d'Ungheria, e in seguito Papa Innocenzo IV canonizzò San Pietro Martire.

Il governo del convento e la vita religiosa
Cristiano ricoprì la carica di priore del convento perugino, dimostrando qualità di governo e di animazione della vita comunitaria. Il necrologio del convento lo ricorda con le parole "quam plurimum gratus fratribus", sottolineando quanto fosse caro ai confratelli. Questa testimonianza rivela non solo le sue capacità organizzative, ma soprattutto la sua abilità nel creare un clima di fraternità e di reciproco sostegno all'interno della comunità.
Le fonti agiografiche, in particolare il Fontana, annoverano Cristiano tra i frati che "vitae sanctitate floruere", fiorirono per santità di vita. Questa espressione, tipica del linguaggio agiografico domenicano, indica una vita caratterizzata da virtù eroiche e da una profonda adesione al Vangelo.
Particolarmente significativa fu la devozione di Cristiano verso Sant'Agostino d'Ippona. La tradizione agiografica riferisce che il santo vescovo di Ippona gli sarebbe apparso, esortandolo a intraprendere una vita di penitenza più severa. Questo episodio, al di là del suo valore devozionale, rivela un aspetto importante della spiritualità di Cristiano: la ricerca costante di una sempre maggiore conformità a Cristo attraverso l'ascesi e la mortificazione. La devozione agostiniana si inserisce pienamente nella tradizione domenicana, dato che l'Ordine dei Predicatori segue la Regola di Sant'Agostino e la teologia agostiniana costituisce uno dei pilastri della sua formazione intellettuale e spirituale.
Oltre alla vita di preghiera e di penitenza, Cristiano si dedicò con impegno alla predicazione e al ministero pastorale, secondo il carisma domenicano che unisce la contemplazione alla trasmissione della Parola di Dio. La sua predicazione, unita all'esempio di vita coerente, contribuì a radicare il convento di San Domenico nel tessuto ecclesiale e civile di Perugia, facendone un punto di riferimento spirituale per l'intera città.

Gli ultimi anni e la morte
Cristiano concluse la sua esistenza terrena verso il 1276, dopo aver vissuto cinquantacinque anni nell'Ordine dei Predicatori. Considerando che ricevette l'abito religioso probabilmente intorno al 1221, la data della morte si colloca coerentemente negli anni settanta del Duecento.
La sua sepoltura fu collocata nella chiesa di San Domenico a Perugia, in un sepolcro comune con il Beato Nicola da Giovinazzo, il compagno con il quale aveva condiviso la missione fondativa del convento perugino. Questa scelta di una sepoltura condivisa sembra voler sottolineare, anche dopo la morte, l'unità del progetto apostolico che i due frati avevano realizzato insieme.
Cristiano morì lasciando memoria di sé come frate amato non solo dai confratelli ma anche dai concittadini, segno che la sua testimonianza aveva oltrepassato le mura del convento per raggiungere l'intera comunità civile. La sua vita, spesa al servizio della predicazione e del governo della comunità religiosa, rappresentò un modello di vita domenicana per le generazioni successive di frati.

Il culto e la memoria agiografica
Il culto del Beato Cristiano da Perugia è documentato da diverse fonti agiografiche. I Bollandisti, i celebri editori dell'Acta Sanctorum, lo collocano tra i praetermissi, cioè quei beati e santi il cui culto, pur esistendo, non era stato ancora oggetto di una trattazione estesa nella loro monumentale opera. Essi citano testualmente: "Vitam cum titulo Beati ad hunc diem (15 settembre) dat Jacobillus in Sanctis Umbriae", riferendosi all'agiografo umbro Jacobillus che nella sua opera sui santi dell'Umbria attribuisce a Cristiano il titolo di beato con memoria al 15 settembre.
Anche il Masetti e altri autori domenicani gli riconoscono il titolo di beato, testimoniando una tradizione cultuale radicata nell'Ordine e nella città di Perugia. Si tratta di un culto ab immemorabili, cioè riconosciuto per consuetudine antica, senza un formale decreto di beatificazione, secondo una prassi comune per molte figure di santità locale anteriori alla centralizzazione romana dei processi di canonizzazione.

La Basilica di San Domenico a Perugia
La chiesa di San Domenico a Perugia, fondata da Cristiano e Nicola da Giovinazzo, rappresenta uno dei più importanti edifici religiosi dell'Umbria. Sorta su una preesistente pieve del V secolo dedicata a Santo Stefano, la chiesa conobbe diverse fasi costruttive. L'edificio gotico originario, iniziato nel XIII secolo, subì radicali trasformazioni nel XVII secolo per ragioni statiche, con il rinforzo delle colonne e la creazione di volte.
Il convento annesso fu uno dei primi centri di studio domenicani in Italia centrale e ospitò nel corso dei secoli numerosi frati illustri per dottrina e santità di vita. La comunità domenicana è tuttora presente a Perugia, continuando l'opera di predicazione e di ministero pastorale iniziata da Beato Cristiano e dai suoi compagni oltre sette secoli fa.

Curiosità
- Cristiano da Perugia e il Beato Nicola da Giovinazzo furono i primi frati mendicanti a stabilirsi a Perugia, aprendo la strada alla presenza francescana e degli altri ordini religiosi nella città
- La chiesa di San Domenico a Perugia, da loro fondata, ospitò due importanti canonizzazioni papali: quella di Sant'Elisabetta d'Ungheria (1235) e quella di San Pietro Martire
- Il cognome "Ermanni della Staffa" apparteneva a una nobile famiglia perugina che primeggiava nel quartiere della città dove poi sorse il convento domenicano
- Il Beato Nicola da Giovinazzo, compagno di Cristiano, morì nel 1256 e fu sepolto nella stessa tomba del fondatore perugino

Cronologia
- 1200 circa: Nascita di Cristiano Ermanni della Staffa a Perugia da nobile famiglia
- 1216 circa: Studio all'università di Bologna
- 1221 circa: Riceve l'abito domenicano da San Domenico a Bologna
- 1230 circa: Arrivo a Perugia con il Beato Nicola da Giovinazzo per fondarvi un convento
- 1234: Il podestà Ramberto de Gisleriis concede ai domenicani i terreni per la costruzione
- 1235: Papa Gregorio IX concede indulgenze per la costruzione della chiesa
- 1240: I frati iniziano a officiare la chiesa di San Domenico
- 1260: Completamento della chiesa di San Domenico
- 1264: Consacrazione della chiesa da parte di Papa Clemente IV
- 1276 circa: Morte di Cristiano dopo 55 anni di vita religiosa
- 15 settembre: Memoria liturgica del Beato Cristiano.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Le notizie che abbiamo su questo frate non sono molte. Nacque a Perugia da nobile casato e pare abbia ricevuto l'abito religioso da s. Domenico a Bologna, dove era stato mandato dai genitori per frequentare l'università. Secondo il Fontana, lo stesso s. Domenico lo avrebbe mandato a Perugia insieme col b. Nicola da Giovinazzo, per erigervi un convento. I due domenicani conquistarono gli animi dei perugini, i quali concessero loro di scegliere il posto per la costruzione della chiesa e del convento da edificarsi a spese del comune. Nel 1235, Gregorio IX concesse un'indulgenza a coloro che avessero collaborato alla fabbrica che fu completata nel 1260 e consacrata da Clemente IV nel 1264, sebbene i frati avessero cominciato ad officiarla dal 1240, dedicandola a s. Domenico e a s. Stefano protomartire. In essa Gregorio IX canonizzò s. Elisabetta d'Ungheria, e Innocenzo IV s. Pietro martire.
Il Fontana, parlando degli uomini illustri del convento di Perugia, annovera Cristiano fra coloro che vitae sanclitate floruere, aggiungendo che ebbe particolare devozione per s. Agostino, il quale, apparendogli, lo esortò ad una vita più severa di penitenza. Fu priore del convento perugino e, come dice il necrologio, "quam plurimum gratus fratribus" e amato dai concittadini. Morì verso il 1276, dopo essere vissuto nell'Ordine cinquantacinque anni. Ebbe sepolcro comune con il b. Nicola da giovinazzo nella chiesa di S. Domenico.
I Bollandisti lo pongono tra i praetermissi con queste parole: "Vitam cum titulo Beati ad hunc diem (15 settembre) dat Jacobillus in Sanctis Umbriae". Anche il Masetti ed altri gli danno il titolo di beato.


Autore:
Sadoc M. Bertucci


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-07

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