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Santa Concordia Martire

13 agosto

m. 354

Della martire si ha notizie in un elenco di martiri del 354, che la pone nell'ambito del martirio di san Ippolito prete romano.
Iresti della santa sono deposti presso la chiesa parrocchiale di Ponzano Superiore, comune di Santo Stefano Magra in provincia di La Spezia. Sotto un'altare con vetro in esso si notano i resti ben conservati e rivestiti con broccati del 1500; sembra che i resti siano stati trovati presso il porto romano di Luni e per varie vicissitudini arrivato fino a Ponzano.
E' venerata in modo particolare a Concordia sulla Secchia. Nella Chiesa Parrocchiale gli è dedicato un altare.

Emblema: Palma


Santa Concordia, era secondo il Martirologio Romano la nutrice di Ippolito di Roma (tra l'altro autore di un "canone" della liturgia eucaristica che ancora adesso è in auge; terzo dei canoni attuali) che morì, dopo vivaci contrasti con i Papi Callisto (217-222) e Ponziano (230-235), assieme a quest'ultimo in Sardegna perché condannati entrambi ad metalla (cioè in miniera) dall'Imperatore Massimino il Trace durante una persecuzione politica e non religiosa. L'unica traccia di santa Concordia si ritrova, come su accennato, sul Martirologio Romano, infatti di Essa si legge " Passi sunt etiam eadem die beata Concordia ejus nutrix, quæ ante ipsum plumbatis cæsa, migravit ad Dominum, et alii decem et novem de domo sua qui extra porta Tiburtinam decollati sunt, et una cum ea in agro Verano sepulti"


Uno dei Protettori del Castello di Rubiera (RE) dopo i SS. Donnino e Biagio VV. e MM. titolari della Chiesa parrocchiale, è Santa Concordia Martire, le reliquie del cui sacro Corpo riposano sotto l'Altare maggiore della Chiesa principale, e la cui immagine si trova dipinta coi detti Santi nell'ancona dello stesso altare.
Fu un don Sabbatini (1621-1632) rettore della Parrocchia che nel 1621 ottenne da Roma queste S. Reliquie, estratte dalle Catacombe, e le collocò con molto rispetto e coll'autentica ricognizione di Monsignor Vicario del Vescovo sotto l'Altare Maggiore della sua Chiesa. La data della sua traslazione viene assicurata dalla seguente lettera, nella quale la Comunità scriveva a S.A. Serenissima il Duca di Modena Cesare !° d'Este il 2 ottobre 1621:
"Il nostro Rettore ha impetrato da Roma il Corpo di S.ta Concordia Martire Romana, quale dono a questa Terra e viene anco presa in protezione e per avvocata di Noi; e abbiamo determinato fare la traslazione domenica prossima, giorno settimo del presente, che sarà della fiera di S.Donnino;…. mandiamo il presente a posta per darne parte a Vostra Altezza Serenissima e supplicare a farci grazia del suo aiuto in tale occasione e concorrere per onore di detta Santa …, comandando al Signor Governatore che faccia tirare nell'ingresso che farà la processione dentro la terra, tutta l'artiglieria e farle dare la polvere necessaria per tal bisogno. Che, oltre l'A. V. S. farà opera gratissima a Sua Divina Maestà e a S.Concordia, noi le resteremo obbligatissimi".
Mosso dalla singolare protezione che la Santa accordava ai suoi devoti lo stesso Duca di Modena, fece nel 1625 le pratiche opportune perché una reliquia di S. Concordia fosse a lui concessa da donarsi a suo genero il Duca della Mirandola, e da collocarsi nella Pieve di S. Paolo di Concordia (MO); il che venne da don Sabattini e dalla Comunità di Rubiera volentieri eseguito, come da rogito 2 Aprile 1625, e dall'autenticazione che d'una reliquia di una gamba di Santa Concordia fece il Vicario di Reggio il 13 giugno successivo. In quell'occasione un'altra reliquia fu collocata in una teca d'argento per la Chiesa di Rubiera.
Passati cento e più anni dal suo ingresso in paese quando in occasione del passaggio della Collegiata dalla vecchia alla nuova Chiesa parrocchiale anche il corpo della Santa con la sua urna fu, in forza dell'atto del 6 ottobre 1722 fatto dal Parroco arciprete don Lombardini, trasferito solennemente nella nuova Chiesa e collocato nell'Altare Maggiore, sotto la triplice custodia, prima dell'Arciprete, dei Consorziali, e della Comunità, dopo dell'Arciprete, dei Canonici, e del Comune.
Alla fine del '700 delle truppe franco - napoletane di passaggio da Rubiera imitando i sacrileghi attentati d'oltralpe, aprirono, frugarono, profanarono reliquie, e cose preziose rubando a Rubiera ed anche altrove; l'arca di S. Concordia fu così violata. Partiti quei profanatori, il venerando arciprete don Chierici (1791-1836) raccolse il restante delle sante reliquie, le ripose in una cassetta di legno appositamente preparata, e per autenticarle nel miglior modo possibile, ripose entro quell'urna l'atto primitivo di ricognizione delle stesse quando arrivarono da Roma, e del tutto stipulò un atto solenne l'8 ottobre 1799.
Così si legge in un saggio storico "Memorie Ecclesiastiche di Rubbiera" del 1894 conservato nell'archivio Vescovile di Reggio Emilia : "Supposto che la nostra Santa sia Vera Nominis, come tutto induce a credere e tenendo conto che in tutto il mondo nessun altra S. Concordia è venerata (Per persuadercene abbiamo consultato il generale "Repertorio delle sorgenti istoriche del Medio Evo" di U. Chevalier in cui trovasi il nome di tutti i Santi, Beati e Venerabili della storia cristiana) all'infuori della nutrice di S. Ippolito, è assai probabile che le preziose spoglie di questa illustre siano quelle venerate in Rubiera."


Autore:
Uber Siligardi

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Aggiunto/modificato il 2002-12-12

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