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San Francesco Fogolla Vescovo e martire

9 luglio

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Montereggio, Mulazzo, Massa Carrara, 4 ottobre 1839 - Taiyuan, Cina, 9 luglio 1900

Dopo una gioventù dedicata all'istruzione, il 19 settembre 1863 venne ordinato sacerdote a Parma. Partì per l'Oriente nel 1866, e due anni dopo fu nominato missionario per la regione dello Shanxi, vivendo per 7 anni in una regione con solamente 1.500 cristiani. Nel 1877 ricevette la nomina a Vicario generale dello Shanxi. Nel 1897 fece ritorno in Italia, tornando poi in Cina fresco della nomina a vescovo, con il titolo della sede di Bagi, in qualità di coadiutore del vicario apostolico di Shansi Settentrionale. Nel 1900 scoppiò la rivolta dei Boxer, e un funzionario reale fu inviato da Fogolla per invitarlo a rifiutare la fede cristiana, cosa che non fece, dando così il via ad una sanguinosa rivolta contro i cristiani, che culminò con il suo martirio, insieme ad altri religiosi tra cui San Gregorio Maria Grassi) e il fraterno amico e confratello Sant'Elia Facchini il 9 luglio dello stesso anno. Venne beatificato da papa Pio XII nel 1946 e canonizzato il 1º ottobre 2000 da papa Giovanni Paolo II.

Patronato: Librai

Emblema: Palma, Mitria, Pastorale

Martirologio Romano: Nella città di Taiyuan nella provincia dello Shanxi sempre in Cina, passione dei santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla, vescovi dell’Ordine dei Frati Minori, e ventiquattro compagni, martiri, che durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer furono uccisi in odio al nome di Cristo.


Nacque a Montereggio nella Lunigiana in Diocesi di Pontremoli il 4 ottobre 1839. A Parma, dove si era trasferito con i genitori, sentì crescere nel cuore la vocazione francescana e missionaria. Vestì l’abito francescano e nel 1858, a vent‚anni, emise la sua professione religiosa. Nel 1866 partì per le missioni in Cina tra anni dopo l’ordinazione sacerdotale destinato a Tayuanfu, nello Shansi, con Mons. Grassi. Visse le sue prime esperienze missionarie nel nord della regione e poi a Ki-sien e Miniao, svolgendo con zelo il suo ministero e approfondendo la conoscenza della lingua cinese tanto da diventare maestro dei missionari e destare l’ammirazione degli autoctoni. Proprio per la sua perizia nella lingua fu chiamato quale predicatore ufficiale nei due Sinodi cinesi del 1880 e 1885.
Il 24 agosto 1898 fu consacrato Vescovo Coadiutore di Mons. Grassi durante un suo viaggio in Europa dal quale rientrò in Cina con un drapello di nove giovani missionari e sette Francescane di Maria. Subito, nel 1900, lo colse la tempesta con l’avvento del sanguinario governatore Ju-sien. Al fratello che lo invitava insistentemente a tornare in Italia, scriveva: “Desidero di morire con le armi in mano combattendo contro l’inferno per essere più vicino di volarmene al cielo”. E meritò la palma del martirio.
Sommariamente giudicati fra le ingiurie dei soldati e le maledizioni dei Boxers affollati lungo le vie dove senza opporre resistenza passavano furono barbaramente trucidati a colpi di spada, con più o meno sevizia a secondo dell’abilità e dei ferri taglienti e dell’odio che li animava, dopo aver risposto all’interrogatorio del Viceré che li accusava di aver danneggiato molti facendoli cristiani e resi cocciuti ed ostinati. Fogolla rispose fermo: “non abbiamo nociuto a chicchessia e anzi abbiamo beneficato molti. Non diamo nessuna medicina per far dei cristiani, ed essi sono pienamente liberi; solamente conoscono ben chiaro il loro dovere di non apostatare, perché convinti che ciò è male e che è peccato non adorare il Dio del Cielo”.
San Francesco Fogolla è stato canonizzato il 1° ottobre del 2000 tra i martiri cinesi. Nella diocesi di Massa è memoria e si festeggia il 9 luglio, giorno della sua nascita al cielo nel martirio.

Autore: Don Luca Franceschini

 


 

Francesco Fogolla nacque a Montereggio di Mulazzo in Lunigiana, allora soggetta al Ducato di Parma, da Gioacchino e da Elisabetta Ferrari il 4 ottobre 1839. Compì i primi studi a Tordenaso di Langhirano e a Pontremoli, e dal 1852 a Parma, affidato alle cure del sacerdote L. Bianchi. Nel 1856 il Fogolla decise di vestire l'abito francescano: fu ammesso nell'Ordine il 1° novembre 1856 a Bologna e un mese dopo partì per il convento di Montiano presso Cesena; ma, il 14 settembre 1857, prima di finire il noviziato, fu costretto a ritornare a casa dei genitori a Parma (ove essi risiedevano dal 1855) a causa di una malattia "contagiosa e incurabile". A dispetto dell'infausta diagnosi si ristabilì presto e riprese il noviziato a Rimini, ove pronunciò i voti semplici il 21 agosto 1859. Il 21 agosto 1862 fece la professione solenne e il 19 settembre 1863, prima di terminare gli studi teologici, fu ordinato sacerdote.
Nel 1866, costretto a ritirarsi nella casa paterna a seguito della soppressione delle comunità religiose, chiese di essere inviato nelle missioni. La richiesta venne accolta e il Fogolla in ottobre si trasferì a Roma, ove completò la sua formazione nel convento di San Bartolomeo dell'Isola. Il 13 dicembre 1866 venne esaminato e ritenuto idoneo alle missioni dalla congregazione de Propaganda Fide.
Nella primavera del 1877 si imbarcò alla volta della Cina, giungendo a Hong Kong il 30 maggio. Di qui, accolto gratuitamente a bordo di un piroscafo americano, salpò per Shangai dove giunse il 15 giugno, quindi raggiunse il 14 luglio il porto di Tiensin, nello Shantung e infine la missione di Tsinan, capoluogo della provincia. Qui incontrò mons. L. Moccagatta da Castellazzo, vicario apostolico dello Shantung ed amministratore apostolico dello Shansi, in compagnia del quale in novembre si recò a Pechino. In seguito fu inviato per un breve periodo nella missione di Tatong, dove rimase fino al 3 febbraio 1868. Dall'11 febbraio fu a Taiyuan, capoluogo dello Shansi. Qui studiò per quattro mesi la lingua cinese e quindi fu inviato ancora nella missione di Tatong, al confine con la Mongolia, dove curò una comunità di circa 700 fedeli.
Durante i primi anni di permanenza la scarsa conoscenza delle consuetudini cinesi fu all'origine di diversi malintesi tra il Fogolla e la popolazione. Anche se, in osservanza dei trattati imposti dalle potenze europee, i missionari godevano della protezione delle autorità provinciali, i loro rapporti con la popolazione locale erano tesi. In quegli anni molti contadini emigrarono nella vicina Mongolia a causa di una grave carestia dovuta alla siccità e tra essi era diffusa l'opinione che la pratica della religione cristiana avesse indispettito le divinità locali. Nonostante la situazione generale suggerisse prudenza, il Fogolla predicò spesso in pubblico, per la qual cosa fu ammonito dalle autorità.
All'inizio del 1870 egli venne condannato a due giorni di prigione perché considerato responsabile di disordini di piazza. L'episodio indusse i suoi superiori a richiamarlo a Taiyuan per qualche tempo e ad assegnarlo alla cura delle missioni di Kisien e Pinjao. In questi anni il Fogolla acquisì un'ottima padronanza della lingua cinese e studiò approfonditamente la legislazione locale. Nel 1877 Propaganda Fide divise in due parti il vicariato dello Shansi e il Fogolla fu nominato vicario generale della zona meridionale, con sede a Lungan: "dove vi sono da tre a quattromila cristiani con 200 o 300 catecumeni e tre Sacerdoti cinesi in aiuto, essendo l'estensione di tutta la Missione come un terzo d'Italia" (Ricci, Barbarie). Dal 1877 al 1879 un'altra grave siccità colpì lo Shansi e il principale impegno dei missionari fu tentare di alleviare le sofferenze della popolazione. Nel 1879 il Fogolla si adoperò, con l'aiuto finanziario dell'oeuvre de la Propagation de la Foi, a costruire una chiesa dedicata al Sacro Cuore a Lungan; il procuratore delle missioni non fece mancare il suo sostegno al progetto e altri fondi furono raccolti dai fedeli.
All'impegno pastorale si aggiunse in questi anni quello legale: la competenza acquisita dal Fogolla ne fece il difensore dei diritti dei cristiani presso i tribunali cinesi. In particolare si batté con successo perché venisse rispettato il diritto dei cristiani ad accedere agli studi più elevati che rendevano idonei ad acquisire le più alte cariche nella pubblica amministrazione.
Il 27 aprile 1879 Propaganda Fide invitò i vicari apostolici a convocare per la prima volta sinodi regionali in Cina (6 giugno - 4 luglio 1880). Il Fogolla fu tra i teologi e promotori dell'assise e, anche in virtù della padronanza della lingua cinese, rivestì l'ufficio di predicatore. Tornato all'attività pastorale nella missione di Lungan il 20 febbraio 1883 fu colpito da una grave forma di febbre tifoide. L'8 settembre 1884, nonostante le precarie condizioni di salute, poté presenziare alla consacrazione della nuova chiesa del Sacro Cuore. Nel maggio 1885 una nuova acutizzazione del male indusse i superiori a far curare il Fogolla nell'ospedale delle suore della Carità a Tientsin. Il 28 settembre, completamente guarito, tornò a Taiyuan dove rivestì l'incarico di rettore e insegnante nel seminario maggiore che contava allora 20 allievi e contribuì alla realizzazione di un orfanotrofio. Nel 1888 il Fogolla venne eletto vicario generale di mons. Gregorio Grassi, successore del Moccagatta, e gli fu affidata la cura degli affari discussi dai tribunali superiori. Nel 1885 prese parte al secondo sinodo regionale. Dal maggio al luglio 1896 compì la visita pastorale delle missioni del Nord. In questa occasione organizzò nella regione l'attività dell'oeuvre de la Sainte-Enfance di Parigi.
Il 2 novembre 1897 partì alla volta di Torino per partecipare all'Esposizione internazionale organizzata dall'Associazione nazionale per soccorrere i missionari italiani animata da Ernesto Schiaparelli. Sbarcato a Napoli il 29 gennaio 1898, incontrò a Roma il generale dell'Ordine e consegnò a Propaganda Fide una relazione di mons. Grassi.
Utilizzò la lunga permanenza in Europa per raccogliere fondi e sollecitare nuovi missionari per la Cina. A Parma incontrò mons. Guido Maria Conforti, che destinò due missionari del giovane istituto saveriano allo Shansi. Durante l'Esposizione il Fogolla attirò l'attenzione dei cartografi per la dettagliata conoscenza dello Shansi e quella dei geologi per una collezione di flora fossile che fu acquistata dal Real Museo geologico di Torino.
A Parigi, dove giunse in luglio per incontrare P.E. Dupron, seppe di essere stato nominato coadiutore con diritto di successione di mons. Grassi e vescovo titolare di Bagi (nomina del 28 giugno); il 24 agosto fu consacrato vescovo dal nunzio apostolico a Parigi, mons. E. Clari. Dopo essersi recato a Bruxelles e a Londra alla ricerca di altri aiuti per le missioni, e a Lourdes in pellegrinaggio, il Fogolla partì da Marsiglia il 12 marzo 1899 insieme con otto suore e nove missionari e rientrò a Taiyuan il 4 maggio 1899.
Le notizie giunte dal confinante Shantung all'inizio del 1900, sulle violente uccisioni di europei e cristiani ad opera del movimento xenofobo dei Boxers, furono accolte dal Fogolla senza eccessiva preoccupazione, in quanto egli - oltre ad avere fiducia nelle leggi e consuetudini cinesi, che ben conosceva - confidava anche nel favore mostrato dal governatore della provincia nei confronti dei cristiani. Ma in aprile, proprio a causa della scarsa energia mostrata nei confronti degli Europei, questi venne destituito e sostituito dal responsabile dei massacri avvenuti nello Shantung, Yu Hsien. Anche con quest'ultimo il Fogolla tentò di stabilire relazioni amichevoli: si recò da lui il 13 maggio ricevendo vaghe assicurazioni sulla sicurezza dei missionari. Il 27 giugno ebbero inizio violenze e saccheggi nelle missioni protestanti dello Shansi e il giorno stesso il Fogolla tentò inutilmente di incontrare di nuovo il governatore, mentre l'ostilità verso i cristiani cinesi e gli europei si diffondeva nella popolazione.
Da aprile a giugno la regione fu colpita da una ennesima epidemia di tifo. Nella notte tra il 5 e il 6 luglio il Fogolla fu tratto in arresto con mons. Grassi ed un gruppo di suore e catechisti cinesi e tenuto in custodia presso una residenza mandarinale fino al pomeriggio del 9 luglio, quando, condotti nel cortile del tribunale, vennero tutti trucidati senza alcun processo.
Il Fogolla e i suoi compagni di martirio furono beatificati da Pio XII il 24 novembre 1946.


Autore:
Giuseppe Brancaccio


Fonte:
www.treccani.it

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Aggiunto il 2015-08-16

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