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Nicomedia, Bitinia, oggi İzmit, Turchia, tra il III e il IV sec.
E' ricordato come martire di Nicomedia, importante centro dell'Impero romano in Bitinia e residenza imperiale di Diocleziano. Le fonti liturgiche lo presentano come un cristiano ucciso durante la persecuzione dell'inizio del IV secolo insieme a numerosi altri fedeli, ma le informazioni biografiche individuali sono estremamente limitate. I martirologi medievali svilupparono attorno al suo nome un racconto secondo il quale una parte del palazzo imperiale sarebbe stata incendiata e i cristiani sarebbero stati accusati ingiustamente dell'incendio, subendo una strage collettiva. In questa tradizione Eleuterio occupa una posizione preminente e viene descritto come colui che affrontò i supplizi fino alla morte. Il racconto è tuttavia più tardo rispetto agli eventi e non può essere utilizzato senza distinzione dalla documentazione contemporanea della persecuzione di Diocleziano. La memoria di Eleuterio è comunque antica: il suo nome compare nel Martyrologium Hieronymianum alla data del 2 ottobre e successivamente nei principali martirologi medievali.
Etimologia: Dal greco Ἐλευθέριος, derivato da ἐλεύθερος, con il significato di 'libero' e, in senso derivato, 'liberatore'.
Martirologio Romano: A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Eleuterio, martire.
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Eleuterio è associato a Nicomedia, capitale della Bitinia e una delle principali sedi imperiali dell'età tetrarchica. La città fu direttamente coinvolta nelle prime fasi della persecuzione contro i cristiani promossa da Diocleziano e Galerio all'inizio del IV secolo. La data precisa della morte di Eleuterio non è documentata. Il Martirologio Romano contemporaneo colloca la sua commemorazione nell'ambito del III-IV secolo, mentre la tradizione occidentale più antica la inserisce nel contesto della persecuzione di Diocleziano. L'anno 303, spesso indicato nelle biografie moderne, deve pertanto essere considerato una data tradizionale o ricostruttiva, non una data storicamente accertata. Il Martyrologium Hieronymianum registra a Nicomedia, il 2 ottobre, il martire Eleuterio. La notizia è estremamente breve e non conserva particolari biografici sufficienti a ricostruirne la vita. Uno studio di T. D. Barnes identifica Eleuterio come un martire cristiano di Nicomedia e osserva che normalmente egli viene messo in relazione con le vittime appartenenti all'ambiente della corte imperiale ricordate da Lattanzio, ma tale identificazione non è dimostrabile con certezza.
Il racconto dell'incendio del palazzo La tradizione agiografica sviluppata nei martirologi medievali racconta che una parte del palazzo di Diocleziano a Nicomedia sarebbe stata incendiata e che l'imperatore avrebbe attribuito falsamente l'incendio ai cristiani. Eleuterio viene presentato come il principale tra i condannati e come colui che incoraggiava gli altri a perseverare nella fede. Il Martyrologium di Adone di Vienne, alla data del 2 ottobre, descrive la raccolta dei cristiani e la loro uccisione in massa: alcuni sarebbero stati colpiti con la spada, altri bruciati. Eleuterio è presentato come il primo tra loro e come colui che incoraggiava gli altri ad affrontare la morte. Una formulazione analoga compare nel martirologio di Usuardo. Qui i compagni sono descritti come un numero innumerevole e vengono ricordate diverse modalità di esecuzione, tra cui la morte per spada, il fuoco e l'annegamento. Anche Eleuterio viene indicato come colui che, dopo molte sofferenze, avrebbe completato il martirio nel fuoco. Questi particolari appartengono però alla tradizione martirologica e non sono confermati da una testimonianza contemporanea specificamente riferita a Eleuterio.
Il confronto con Lattanzio La situazione è particolarmente significativa perché Lattanzio, che soggiornò a Nicomedia durante il regno di Diocleziano, descrive gli episodi relativi agli incendi del palazzo imperiale e alla successiva persecuzione. Secondo il suo racconto, un incendio scoppiò nel palazzo e Galerio convinse Diocleziano che vi fosse una congiura cristiana. Furono sottoposti a interrogatori e torture membri della corte imperiale, compresi potenti eunuchi del palazzo. Lattanzio, tuttavia, non nomina Eleuterio tra queste persone. Questo dato rende problematica l'identificazione tradizionale di Eleuterio con uno specifico membro della casa imperiale. Il collegamento è stato proposto dalla storiografia moderna, ma non può essere considerato dimostrato. La tradizione del martirio di Eleuterio sembra dunque conservare la memoria di una vittima cristiana di Nicomedia, mentre i particolari relativi all'incendio del palazzo, alla falsa accusa e alle modalità individuali del supplizio appartengono a una elaborazione agiografica successiva.
I compagni di martirio Le fonti non forniscono un elenco attendibile dei compagni di Eleuterio. Il Martyrologium Hieronymianum conserva il nome individuale di Eleuterio, mentre le tradizioni successive parlano genericamente di numerosi o innumerevoli cristiani. Il titolo tradizionale 'Eleuterio e compagni' deve quindi essere inteso come riferimento a un gruppo di martiri associati alla sua memoria, non come indicazione di un gruppo i cui membri siano tutti storicamente identificabili. Il Martirologio Romano attualmente in vigore ha ulteriormente ridotto il testo del 2 ottobre: 'A Nicomedia in Bitinia, sant'Eleuterio, martire'. La formulazione contemporanea non ripropone i dettagli narrativi dell'antica tradizione e non attribuisce un numero determinato ai suoi compagni.
La persecuzione di Nicomedia Nicomedia fu uno dei principali luoghi della persecuzione dioclezianea. Lattanzio, che conosceva direttamente la città, riferisce che nel 303 la chiesa cristiana di Nicomedia fu distrutta e che il giorno successivo venne pubblicato l'editto contro i cristiani. La persecuzione coinvolse progressivamente il clero, i membri delle comunità cristiane e, in determinate circostanze, persone appartenenti all'ambiente imperiale. Il contesto storico rende quindi plausibile l'esistenza di numerose vittime cristiane a Nicomedia durante il regno di Diocleziano, ma non permette di ricostruire autonomamente la vicenda personale di Eleuterio.
La tradizione martirologica Il nome di Eleuterio compare nei martirologi occidentali medievali, tra cui quelli di Adone e Usuardo. Adone sviluppa già un racconto articolato nel quale l'incendio del palazzo e la persecuzione dei cristiani sono collegati direttamente alla morte del martire. La presenza del nome nel Martyrologium Hieronymianum costituisce invece un'attestazione più antica del culto e della memoria di un martire di Nicomedia, ma non conserva i dettagli narrativi trasmessi dalle fonti medievali.
Un problema di identificazione Eleuterio di Nicomedia non deve essere confuso con altri santi omonimi, in particolare con Eleuterio, papa del II secolo, con Eleuterio di Tournai, con Eleuterio di Auxerre, con Eleuterio di Tarso e con Eleuterio, diacono associato alla tradizione di Dionigi di Parigi. La diversa collocazione cronologica e geografica permette di distinguere queste figure.
Curiosità - Il nome Eleuterio deriva dal greco Ἐλευθέριος ed è collegato alla nozione di libertà. La stessa forma era già utilizzata nel mondo greco come epiteto connesso all'idea di liberazione. - Il racconto medievale del martirio presenta Eleuterio come figura principale di un gruppo molto numeroso, ma le fonti non conservano i nomi dei suoi compagni. - Lattanzio, testimone particolarmente importante per la persecuzione di Nicomedia, racconta l'incendio del palazzo imperiale ma non nomina Eleuterio. Questa divergenza costituisce uno dei principali problemi storico-critici della tradizione.
Cronologia - III-IV secolo - Periodo al quale il Martirologio Romano riconduce il martirio di Eleuterio a Nicomedia. - 303 - Inizio della grande persecuzione dioclezianea a Nicomedia e distruzione della chiesa cristiana della città, secondo Lattanzio. - VI-VII secolo circa - La memoria di Eleuterio è attestata nella tradizione dei martirologi antichi alla data del 2 ottobre. - IX secolo - Il Martyrologium di Adone presenta una narrazione più ampia del martirio di Eleuterio e dei cristiani uccisi a Nicomedia. - IX secolo - Il martirologio di Usuardo ricorda Eleuterio e gli innumerevoli compagni di Nicomedia. - 2004 - Il Martirologio Romano, nella revisione contemporanea, commemora a Nicomedia sant'Eleuterio come martire, senza riprendere i particolari della tradizione medievale.
Valutazione storico-critica - L'esistenza di una memoria martiriale relativa a Eleuterio di Nicomedia è antica ed è attestata dal Martyrologium Hieronymianum alla data del 2 ottobre. - Il dato storicamente più solido riguarda quindi l'associazione di un martire chiamato Eleuterio con Nicomedia. Le fonti non consentono invece di ricostruirne la nascita, la famiglia, la carriera militare o altri aspetti della vita personale. - L'appartenenza di Eleuterio all'esercito romano è presente nella tradizione del Martirologio Romano antico, che lo definiva miles et martyr. La qualifica di soldato non è tuttavia confermata da una testimonianza contemporanea indipendente. - La data del 303 è tradizionalmente collegata al martirio, ma il Martirologio Romano attuale indica più prudentemente il III-IV secolo. Non esiste una documentazione sufficiente per stabilire il giorno o l'anno della morte. - Il racconto dell'incendio del palazzo imperiale e della conseguente strage dei cristiani è attestato nei martirologi medievali, in particolare in Adone e Usuardo. La sua forma narrativa è posteriore alla persecuzione. - Lattanzio conferma il contesto storico di un incendio nel palazzo di Nicomedia e la conseguente repressione nell'ambiente imperiale, ma non collega esplicitamente questi fatti a un martire chiamato Eleuterio. L'identificazione tradizionale rimane pertanto non dimostrata. - Il numero e l'identità dei compagni di Eleuterio non sono documentati. L'espressione 'innumerabili' appartiene alla tradizione martirologica e non permette di stabilire un gruppo storico nominativamente definito. - Il culto di Eleuterio è attestato dalla tradizione martirologica occidentale e la memoria liturgica del 2 ottobre è tuttora conservata nel Martirologio Romano. - Non risultano una causa di beatificazione o canonizzazione in senso moderno: la venerazione appartiene al culto antico dei martiri, anteriore all'attuale disciplina canonica.
Fonti e bibliografia essenziale - Martyrologium Hieronymianum, 2 ottobre, memoria di Eleutherius a Nicomedia; l'attestazione è discussa nell'edizione critica dell'Acta Sanctorum, Novembris, II, 2, p. 537. - Lattanzio, De mortibus persecutorum, capp. 12-15, testimonianza contemporanea alla generazione della persecuzione dioclezianea e particolarmente importante per gli avvenimenti di Nicomedia. - Adone di Vienne, Martyrologium, 2 ottobre, memoria di sant'Eleuterio martire a Nicomedia e narrazione della persecuzione collegata all'incendio del palazzo. - Usuardo, Martyrologium, 2 ottobre, memoria di Eleuterio martire con gli innumerevoli compagni di Nicomedia. - Martyrologium Romanum, editio typica 2004, 2 ottobre: 'Nicomediae in Bithynia, sancti Eleutherii, martyris'. - Barnes, T. D., 'More Missing Names (A.D. 260-395)', Phoenix 27, 1973, p. 142, per l'identificazione problematica di Eleuterio di Nicomedia e il rapporto con le vittime della persecuzione nell'ambiente imperiale.
Autore: Giampietro Cattini
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