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Santa Greca Vergine e martire

Ultima domenica di settembre

Emblema: Palma


Il suo nome si trova in un volume della Collettoria del Vaticano, dove sono state registrate le decime da versare alla Santa Sede, raccolte in Sardegna negli anni 1346-1350. La si ricorda, inoltre, in un testamento di Raimondo, vescovo sulcitano, del 21 gennaio 1359, custodito nell'Archivio Vaticano; ed ancora, in un documento del 1363, conservato nell'Archivio di Stato di Cagliari. Ebbene in questi documenti viene ricordato il "Monastero di santa Greca" esistente in Decimomannu.
E' vero che in questi scritti al nome "Greca" non si trova aggiunta la qualifica di "martire", ma ciò non giustifica affatto la tesi secondo la quale il monastero abbia preso il nome di "Greca" al ricordo di una "Greca"che di tale cenobio era stata "abbadessa" o, comunque, una monaca di singolari virtù, tanto da essere considerata una "santa". Prova ne sia la scoperta di un documento, stando il quale si viene a sapere che nel 1413 l'arcivescovo di Cagliari Antonio Dexart nominò una nobildonna valenzana abbadessa "in monasterio et ecclesiae sanctae Grecae martyris in villa deDecimo"; ne consegue che la tradizione locale più antica conosceva esplicitamente Greca in qualità di martire.
I monasteri medioevali sorgevano quasi sempre a custodia di sepolture di santi; tanto è vero che i monaci Vittoriani, a partire proprio dall'XI secolo, cercarono di accaparrarsi tutti i principali santuari martoriali della Sardegna meridionale (s. Saturnino a Cagliari, s. Efisio a Nora, s.Antioco nel Sulcis).
Nel tardo medioevo, per motivi sconosciuti, il monastero di s. Greca di Decimomannu fu abbandonato e la chiesa cadde in rovina.
Verso il 1560 l'arcivescovo Antonio Parraguez de Castellejo ordinò che la chiesa fosse restaurata, e durante i lavori tra le macerie fu ritrovata un'epigrafe marmorea contenente il nome di Greca. Per motivi di sicurezza l'epigrafe fu portata in una chiesa vicina. Solo a restauri conclusi, il nuovo arcivescovo Francisco del Val, verso il 1590, ordinò che l'epigrafe fosse riportata nella chiesa da cui proveniva.
Come ho già ricordato, nel 1618 l'arcivescovo Francesco l'Esquivel,riordinando il calendario liturgico della diocesi, sulla base della tradizione e dell'epigrafe, inserì tra le feste dei santi anche quella della "martire Greca".
Nel 1624 il cappuccino Serafino Esquirro, diretto collaboratore di mons. Desquivel, pubblicò il testo dell'epigrafe e annunciò che presto sarebbero stati effettuati gli scavi alla ricerca delle relative reliquie; ma questi lavori di scavo poterono avere inizio solo nel 1633, sotto l'episcopato di mons. Ambrogio Machin de Aquena.
Essendosi scavato l'intero pavimento della Chiesa, si trovò una sola tomba verso il centro dell'aula sul lato sinistro. Si trattava di un cassone in pietra coperto da pesanti lastroni, che conteneva uno scheletro femminile:per esclusione fu ritenuta la tomba di santa Greca.
Le reliquie furono divise in due parti: una fu lasciata a Decimomannu e conservata dell'altare maggiore della chiesa parrocchiale; l'altra fu portata a Cagliari per essere custodita nel "Santuario dei Martiri", sotto l'altare maggiore della Cattedrale.
Il tempo entro il quale si deve tenere un'omelia non mi permette di entrare nei dettagli (mi auguro che lo si possa fare in altra occasione), tuttavia non voglio tacere su alcuni interventi espliciti della Santa Sede a proposito del culto di santa Greca.
Nel 1882 il suo nome, assieme a tanti altri santi sardi, fu tolto dal Calendario Diocesano per volontà della Sacra Congregazione dei Riti, ma l'anno appresso (1883), la Sacra Congregazione a nome di papa Leone XIII ordinava che nell'elenco delle feste, tra i nomi venerati con culto locale venisse reinserito anche quello di santa Greca, con la qualifica di martire.Un altro intervento della stessa Sacra Congregazione si ebbe quando, con decreto del 15 maggio 1914, fu estesa a tutta la Sardegna l'ufficiatura dei"Martiri Cagliaritani", tra i quali è ricordata santa Greca.


Fonte:
Dal Discorso di S. E. Mons. Ottorino Pietro Alberti, tenuto il 29 settembre 2001, in occasione della proclamazione di santa Greca quale Compatrona di Decimomannu.

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Aggiunto/modificato il 2001-10-09

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