Tadhg MacCarthy, meglio noto in Italia come Taddeo Machar, apparteneva alla famiglia reale omonima di Munster in Irlanda. Nacque verso l’anno 1445 dal principe di Muskerry e dalla figlia di Fitz-Maurice, principe del Kerry. Assai poco sappiamo sui suoi primi anni di vita, ma è noto che lo contraddistinguessero alcune caratteristiche tipiche degli irlandesi suoi compatrioti: il fervore religioso, l’entusiasmo spirituale ed anche, come vedremo, l’impazienza, per non dire il furore. Intraprese gli studi ecclesiastici pressi i frati minori a Kilcrea, per poi recarsi all’estero. Nel 1482 si trovava evidentemente a Roma quando il pontefice Sisto IV lo nominò vescovo di Ross, in Irlanda.Taddeo non godette però di lunga pace. Infatti tre anni dopo, quando Enrico Tudor ascese al trono, i suoi avversari della casa di York tentarono di consolidare il dominio sull’Irlanda impossessandosi del maggior numero possibile di cattedre episcopali. Ugo O’Driscoll, già vescovo ausiliare di Ross, fu indicato dai sostenitori degli York quale unico e legittimo vescovo di tale diocesi. Provvedettero inoltre a muovere accuse a Roma contro il povero Taddeo, che nel 1488 fu sospeso dal papa. Nel frattempo Taddeo fu costretto a lasciare la diocesi e si stabilì in un’abbazia cistercense che il vescovo di Clogher gli aveva donato “in commendam”. Meditò però di difendere in prima persona la propria causa ed a tal fine tornò a Roma. Due anni dopo, pur confermando Ugo alla cattedra di Ross, papa Innocenzo VIII lo destinò a reggere la diocesi unificata di Cork e Cloyne. Giunto così nella nuova sede, Taddeo trovò però la cattedrale chiusa e tutte le donazioni in mano ai suoi vecchi avversari. Non riuscendo a far valere i propri diritti episcopali, non gli restò che fare ritorno a Roma per l’ennesima volta. Dal sommo pontefice ottenne pieno appoggio e potè ripartire con delle lettere papali per il potente conte di Kildare d’Irlanda ed altri eminanti personaggi, con le quali si ordinava di aiutare il vescovo a prendere possesso della sua diocesi. Incamminatosi, dovette però fermarsi ad Ivrea, ai piedi delle Alpi in Piemonte, stremato dalle fatiche. Ricoverato presso i Canonici Regolari di San Bernardo, rese l’anima a Dio il 24 ottobre 1497. La storia di questo vescovo esule e pellegrino dal successore di Pietro colpì molto i fedeli eporediesi e canavesani, che presero a venerarlo come un santo. La sua tomba nella cattedrale cittadina divenne meta di pellegrinaggi e fonte di miracoli. Il suo culto fu ufficialmente confermato solo nel 1895 da Papa Leone XIII, su interessamento dei vescovi di Ivrea e York.
PREGHIERA Dio, Padre misericordioso, Tu hai offerto nella Chiesa eporediese l’ultima accoglienza terrena al vescovo d’Irlanda Taddeo McCarthy, ammirevole esempio di fedeltà alla Chiesa, di fortezza di spirito, di povertà evangelica, di operatore di giustizia e di pace. Alla Cattedrale di Ivrea hai fatto dono delle sue spoglie mortali. Con la sua potente intercessione noi Ti preghiamo, o Signore, che la Chiesa che è in Ivrea e le Chiese sorelle di Cork, di Ross e di Cloyne siano presenza viva di Cristo nel mondo, specialmente con i piccoli e i poveri e, in comunione con i loro vescovi, sappiano, sull’esempio del Beato Taddeo, renderne testimonianza, collaborando a stabilire tra i popoli un’autentica pace. Te lo chiediamo con l’umiltà e la fiducia della Vergine Maria, per Cristo nostro Signore. Amen.
Autore: Fabio Arduino
Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
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Sacrari, santi patroni e preghiere militari,
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I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
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Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari,
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- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
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Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine
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Aggiunto il 2006-10-22
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