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San Lupo di Soissons Vescovo

19 ottobre

Sec. VI

Emblema: Bastone pastorale


Due giorni or sono, parlando di San Rodolfo, Vescovo di Gubbio, non potemmo fare a meno d'accennare a quel lupo di Gubbio famosissimo per il capitolo a lui dedicato nei Fioretti di San Francesco.
Quel lupo ammansito, che dopo l'ammonimento di San Francesco visse fino alla morte in modo esemplare, come un vero convertito, non potrebbe davvero aspirare a nessun titolo di santità.
Nel catalogo dei Santi è presente anche il nome di Lupo e viene ripetuto molte volte, mentre quello di un altro animale feroce, Orso, ricorre sei volte, con in più i diminutivi di Ursino, Ursicino e Orsola.
Quasi per contrasto, nove dei Santi col nome di Lupo sono Vescovi, cioè pastori, e quindi nemici dei veri lupi minaccianti i greggi dei fedeli. Il Vangelo mette in guardia dai lupi rivestiti con la pelle d'agnello, ma evidentemente i vari Lupi di cui parleremo oggi non avevano pelle d'agnello e zanne di lupo, se alla fine della loro opera pastorale furono ritenuti degni dell'aureola.
Il primo Lupo che s'incontra nel Calendario, il 27 gennaio, è l'ottavo Vescovo di Chalon-sur-Saône, al tempo di Gregorio Magno, che gli indirizzò una lettera, nel 601. Passato l'inverno, nel maggio abbiamo San Lupo di Limoges e nel luglio, si incontra un terzo Lupo, Santo Vescovo di Troyes nei tempestosi tempi di Attila, dal quale fu trascinato fuor dalla sua diocesi. Morì eremita sopra una montagna.
Di San Lupo, Vescovo di Angers, ricordato il 17 ottobre, si sa soltanto che, per umiltà, non volle essere sepolto nella cattedrale, e preferì il cimitero dei poveri, tra i quali era vissuto.
Il 25 ottobre, ecco un Lupo Vescovo di Bayeux e il 1° settembre è la volta di San Lupo Vescovo di Sens, anch'egli esiliato al tempo del Re Clotario e morto fuori della sua diocesi, nel 623.
Il 25 settembre, la città di Lione festeggia il suo San Lupo Vescovo, morto nel 542.
Quello di oggi, anch'egli vissuto in Francia, come tutti gli altri, fu nipote del grande San Remigio, che lo ricordò nel testamento, come suo erede. Anch'egli ebbe giurisdizione episcopale, a Soissons. Mori verso il 535.
L'ultimo dell'anno sarà un Lupo italiano, anch'egli Vescovo, a Verona, dove viene ancora onorato il 2 dicembre, per quanto non si ricordi più nulla della sua vita. Si sa che fu un lupo Santo, un pastore degno.
E il suo nome, tutt'altro che promettente, è l'unica testimonianza di una presenza luminosa nelle oscure vicende italiane del VI secolo, in piena epoca barbarica, quando i Vescovi dovettero lottare con l'energia dei lupi per difendere i loro greggi assaliti da ogni lato, dilaniati dalle guerre e dispersi dalle invasioni.


Fonte:
Archivio Parrocchia

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Aggiunto/modificato il 2001-10-30

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