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Santi Tolomeo e Lucio Martiri

19 ottobre

Sec. II

Emblema: Palma

Martirologio Romano: A Roma, commemorazione dei santi Tolomeo, Lucio e un altro compagno, che, come riferisce san Giustino, riconosciuti come cristiani per aver biasimato la licenziosità dei costumi e l’ingiustizia delle sentenze, furono condannati sotto l’imperatore Antonino Pio dal prefetto Lollo Urbico.


Furono tre, veramente, i Martiri che in uno stesso giorno, a Roma, verso l'anno 160, ebbero la testa mozzata per la loro fede, sotto il " Pio " Imperatore Antonino, o forse il suo successore il saggio Marc'Aurelio. Del terzo, però, non ci è stato tramandato il nome. Di Tolomeo, di Lucio e del terzo compagno innominato, ci parla uno scrittore del tempo li filosofo Giustino, anch'egli Martire dopo pochi anni.
Anche il Martire Tolomeo aveva qualcosa del filosofo, per il suo amore per la verità, la sua chiarezza non soltanto spirituale, ma anche intellettuale.
Era stato arrestato dal Prefetto di Roma, dietro denunzia di un marito vizioso e furioso, la cui moglie si era convertita al Cristianesimo. Il Martirologio Romano, calcando forse un po' troppo la mano, dice che l'accusa era partita da un libertino, dopo che una donna impudica, una volta convertita, si era convinta a vivere in castità.
Fatto sta che Tolomeo venne arrestato, imprigionato e finalmente interrogato da un Centurione. L'interrogatorio era assai semplice, consistendo in fondo in una sola domanda: quella di essere o meno cristiano.
Per il filosofo Tolomeo, c'erano soltanto due possibili risposte a questa domanda, ambedue semplicissime: sì, oppure no. Qualsiasi altra aggiunta, complicazione, spiegazione, sarebbe stata sterile e colpevole compromesso con la viltà. Perciò rispose brevemente e chiaramente sì.
Dopo una seconda reclusione, più dura, l'imputato venne sottoposto a un nuovo interrogatorio. Questa volta davanti al Prefetto, ma con la domanda sostanzialmente identica. E identica fu la risposta del cristiano Tolomeo.
Tale seconda confessione di fede equivaleva a una condanna. E a questo punto entrò in scena Lucio, cristiano anch'egIi, meno filosofo forse di Tolomeo, ma in compenso uomo di vivo buonsenso.
Presente al processo egli non seppe trattenersi dal rivolgersi al Prefetto, esclamando: " Che bella ragione! Quest'uomo non è né adultero, né ubriacone, né assassino, né brigante, né ladro; non ha fatto insomma nulla di male: ha soltanto riconosciuto la sua qualità di cristiano. E tu lo punisci? ".
" Mi sembri cristiano anche tu! ", esclamò per tutta risposta il Prefetto di Roma. " Certo! ", rispose Lucio. E anch'egli, venne associato alla condanna capitale.
In cammino verso il luogo dei supplizio, incontrarono il terzo compagno, di cui non ci è giunto il nome, come non conosciamo il motivo dei suo gesto. Forse era un cristiano di antica fede, che professandosi tale unì la sua sorte a quella gloriosa di Tolomeo e di Lucio.
O forse fu soltanto un contestatore, un uomo che sfidò la morte, in compagnia dei due Martiri cristiani, un po' per la fede, e un po' per protesta contro la società, e le sue ingiustizie.


Fonte:
Archivio Parocchia

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Aggiunto/modificato il 2001-10-30

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