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Beata Lucia Bartolini Rucellai Monaca

22 ottobre

Sec. XV


I Rucellai erano mercanti che avevano fatto fortuna soprattutto con la tintura delle stoffe. Conservarono gelosamente il segreto -scoperto casualmente, in circostanze quanto mai impensate, per non dire imbarazzanti -per ottenere quel bel colore violetto, detto appunto " oricello ".
A Firenze, i Rucellai erano da generazioni una delle casate più illustri e munifiche della città. Si può dire che un intero quartiere cittadino, quello di Santa Maria Novella fosse sotto il patronato dei Rucellai, il cui stemma ricorreva su molti monumenti, simbolo di fierezza e sinonimo di opulenza. Era infatti formato da una vela, gonfia dal vento della propizia fortuna.
La Beata oggi festeggiata si chiamava, nel secolo, Cammilla, ed era nata nella nobile famiglia dei Bartolini. Adolescente, sposò Rodolfo Rucellai, e andò a vivere nello splendido palazzo albertino dei fortunati tintori.
Sui trent'anni, però, le parole del Savonarola la trassero dalle cure mondane, accendendo in lei i fuochi della più profonda e sofferta spiritualità.
Anche Rodolfo, il marito, fu scosso dalle profetiche orazioni del predicatore, e decise, un po' affrettatamente, di dividersi dalla moglie, che non aveva avuto figli, per vestire, a San Marco, l'abito domenicano.
Cammilla accettò la decisione del marito, pur non condividendone l'opportunità. Divenne terziaria di San Domenico. Dopo pochi mesi, Rodolfo Rucellai, più impulsivo, ma meno forte della moglie, si stancò dello stato religioso e volle tornare al mondo, tentando di convincere la moglie di fare altrettanto. Ma allora fu lei ad opporsi con inaspettata tenacia. La donna infatti, dopo un sofferto travaglio, aveva trovato nel nuovo stato una ricchezza spirituale al confronto della quale tutte le lusinghe del mondo apparivano labili.
Rodolfo mori poco dopo, e Cammilla, suora con il nome di Lucia, restò nel convento delle terziarie domenicane, facendosi promotrice di una nuova fondazione, intitolata a Santa Caterina da Siena.
Dopo la tragica fine del Savonarola, impiccato ed arso come eretico, sulla Piazza della Signoria, nel maggio del 1498, Lucia Bartolini Rucellai fu guida saggia e rigorosa del convento fiorentino di Santa Caterina, in qualità di priora, ottenendo per le sue terziarie, il permesso di emettere tre voti e più tardi quello di vestire l'abito delle suore del secondo Ordine.
Mortificata, penitente, severissima con se stessa, Lucia pregava con tanto fervore che, si diceva, il convento di Santa Caterina appariva coronato di fiamme, nel tempo in cui era in orazione. E appena morì, nel 1520, dopo una malattia serenamente accettata, la sua aureola di Beata venne a impreziosire la gloria della ricchissima famiglia dei Rucellai.


Fonte:
Archivio Parrocchia

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Aggiunto/modificato il 2001-10-30

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