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San Benigno di Malcesine Eremita
Festa:
26 luglio
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Malcesine, Verona, VIII-IX sec.
Visse probabilmente tra l'VIII e il IX secolo insieme al compagno San Caro sulle pendici del Monte Baldo, sopra il lago di Garda, conducendo una vita di preghiera, penitenza e lavoro secondo un ideale eremitico che la tradizione collega alla Regola di sant'Agostino. La fama della loro santità attirava numerosi abitanti dei villaggi vicini, desiderosi di ricevere consiglio e conforto spirituale. A Benigno e Caro è inoltre attribuita la partecipazione alla traslazione delle reliquie di san Zeno nella nuova basilica veronese intorno all'807, episodio tramandato dalla tradizione ma non documentato da fonti contemporanee. Dopo la loro morte furono venerati come santi dalla Chiesa veronese e il loro culto, mai interrotto, continua ancora oggi a Malcesine, dove sono patroni della comunità.
Etimologia: Dal latino Benignus, cioè 'benevolo', 'buono', 'generoso'.
Emblema: Abito da eremita, teschio, corda della disciplina, bastone, libro, Monte Baldo; spesso raffigurato insieme a San Caro.
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L'VIII e il IX secolo rappresentarono per il territorio veronese una fase di consolidamento della presenza cristiana e di riorganizzazione ecclesiastica dopo le turbolenze dei secoli precedenti. In questo ambiente si diffusero numerose esperienze di vita ascetica, spesso sviluppatesi in luoghi appartati e montani. Il Monte Baldo, ricco di grotte e di boschi, offriva condizioni ideali per coloro che desideravano dedicarsi alla contemplazione senza allontanarsi completamente dalle popolazioni circostanti.
La vita eremitica sul Monte Baldo Le notizie storicamente certe sulla vita di Benigno sono molto limitate. Le fonti concordano nell'indicare che egli visse insieme a San Caro nelle grotte del Monte Baldo, a circa ottocento metri di altitudine, conducendo un'esistenza fatta di: - preghiera; - meditazione; - lavoro manuale; - opere di carità; - austerità. Secondo una tradizione consolidata, i due seguivano la Regola di sant'Agostino, anche se manca una documentazione che lo dimostri con certezza. Questo dato viene generalmente considerato plausibile ma non dimostrabile.
La fama di santità Ben presto la reputazione dei due eremiti si diffuse lungo la riviera gardesana. Gli abitanti dei paesi circostanti salivano fino al loro romitorio per chiedere consigli, preghiere e conforto spirituale. Questa fama costituisce l'elemento più costante delle antiche tradizioni riguardanti Benigno e Caro e spiega l'origine del loro culto locale.
La traslazione delle reliquie di san Zeno L'episodio più noto della tradizione riguarda la costruzione della basilica di San Zeno a Verona. Secondo il racconto tramandato, quando il vescovo Ratoldo ordinò la traslazione delle reliquie del santo patrono nella nuova basilica, nessuno osò assumersi un incarico tanto delicato. Benigno e Caro lo accettarono con umiltà e portarono a termine la missione. Ricevuti grandi onori dalla popolazione veronese, preferirono ritornare immediatamente alla loro vita nascosta sul Monte Baldo per evitare ogni forma di gloria personale. Gli studiosi considerano questo episodio parte della tradizione agiografica, poiché non è attestato da documenti contemporanei, ma esso contribuì in modo decisivo alla formazione della loro memoria liturgica.
Gli ultimi anni Dopo il ritorno al loro romitorio, Benigno e Caro continuarono la vita ascetica fino alla morte, avvenuta quando erano ormai anziani. Il vescovo di Verona, informato della loro scomparsa, dispose che fossero sepolti con onore sotto l'altare maggiore della chiesa parrocchiale di Malcesine e ne riconobbe ufficialmente il culto locale. La tradizione fissa al 26 luglio il giorno della loro morte, data rimasta fino a oggi memoria liturgica dei due santi.
Il culto Il culto dei santi Benigno e Caro è attestato almeno dal IX secolo e risulta certamente vivo nel XVI secolo. Nel 1314 il vescovo Tebaldo fece collocare le reliquie in una nuova cappella della chiesa di Santo Stefano di Malcesine. Nel 1769 fu istituita una seconda festa commemorativa, celebrata nella terza domenica di ottobre, per ricordare una successiva traslazione delle reliquie. Nel 1838 papa Gregorio XVI approvò un'orazione propria per la loro memoria liturgica. Ancora oggi i due santi sono patroni di Malcesine e vengono celebrati con solenni funzioni religiose, processioni e il tradizionale pellegrinaggio all'eremo sul Monte Baldo. Le reliquie sono custodite nella chiesa di Santo Stefano di Malcesine. Sul territorio rimangono inoltre: - l'antico Eremo dei Santi Benigno e Caro sul Monte Baldo; - la chiesa dedicata ai due santi nella parte alta di Malcesine, detta anche "della Disciplina", documentata almeno dal XVI secolo; - numerose opere d'arte che ne illustrano episodi leggendari e la vita ascetica.
Curiosità - Benigno e Caro sono quasi inseparabili nella tradizione liturgica e artistica locale. - L'eremo sul Monte Baldo continua a essere meta di pellegrinaggi annuali. - Una tradizione racconta che guarirono un cieco; l'episodio è raffigurato in un dipinto rinascimentale della chiesa loro dedicata. - Le celebrazioni patronali comprendono ancora oggi una processione con le reliquie e un pellegrinaggio all'antico romitorio.
Autore: Giampietro Cattini
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