Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati


Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:

E-Mail: info@santiebeati.it


> Home > Sezione M > Beato Marcantonio Durando Condividi su Facebook Twitter

Beato Marcantonio Durando Sacerdote Vincenziano

10 dicembre

Mondovì, Cuneo, 22 maggio 1801 - Torino, 10 dicembre 1880

Nacque a Mondovì il 22 maggio 1801 in una famiglia i cui componenti si distinsero nella carriera militare e politica e furono esponenti di primo piano del Risorgimento piemontese ed italiano. Entrò nella Congregazione dei Missionari Vincenziani nel 1818. Fu ordinato sacerdote nel 1824. Attuò subito la “missionarietà” della predicazione popolare nelle campagne secondo le esigenze e la cultura dell’epoca. Lo cercavano ovunque. Intanto anche nella Congregazione riceveva incarichi di responsabilità. La sua presenza a Torino diventerà quasi totale fino alla morte avvenuta il 10 dicembre 1880. A soli 36 anni è Provinciale dei Vincenziani dell’Alta Italia. A lui è dovuta l’introduzione in Piemonte delle “Figlie della carità”. Nel 1855 manderà queste suore, su invito del Governo ad assistere i militari piemontesi nella guerra di Crimea. Nel 1865 avviò l’“Opera del cuore”, la comunità delle “Suore Nazarene”, affidandole alla serva di Dio Luigia Borgnotti e ponendole a servizio dei malati a domicilio e alla educazione dell’infanzia e della gioventù. Desideroso egli stesso di essere missionario e di esserlo in Cina e non potendo fu molto attento alle missioni estere permettendo a parecchi dei suoi di raggiungere la Cina, il Medio Oriente, l’Etiopia e le Americhe.

Martirologio Romano: A Torino, beato Marco Antonio Durando, sacerdote della Congregazione delle Missioni, che fondò a sua volta la Congregazione delle Suore di Gesù Nazareno per l’assistenza ai malati e alla gioventà abbandonata.


Marcantonio Durando nacque il 22 maggio 1801 a Mondovì, in provincia di Cuneo, dalla distinta famiglia dei Durando, i cui componenti si distinsero nella carriera militare e politica e furono esponenti di primo piano del Risorgimento piemontese ed italiano. La casa della famiglia era prospiciente la Piazza Maggiore, vicino al duomo e alla chiesa della Missione. Contrariamente alla madre, persona molto pia, che impregnò di religiosità e fede il cuore degli otto figli, il padre aveva idee liberali ed era di tendenze laiche ed agnostiche; in particolare due figli ne assorbirono i convincimenti coinvolgendosi negli avvenimenti del Risorgimento. Occuparono posti di rilievo nella vita politica e militare. Giacomo fu ministro degli esteri nel governo Rattazzi del 1862. Giovanni, generale e capo delle truppe pontificie, nel 1848 disobbedì agli ordini di Pio IX portando le truppe pontificie oltre il Po per sbarrare la strada agli austriaci. Rientrato poi nell’esercito piemontese, partecipò con il re di Sardegna Carlo Alberto alla battaglia di Novara, alla spedizione in Crimea ed alle guerre d’indipendenza.
Marcantonio prese di più dalla madre. All’età di soli quindici anni manifestò il desiderio di partire missionario per la Cina. Entrò nella Congregazione della Missione, che allora si stava appena ricostituendo in Italia. A diciotto anni emise i voti perpetui ed il 12 giugno 1824 ricevette l’ordinazione presbiterale. Per cinque anni rimase a Casale Monferrato, poi dal 1829 sino alla morte nella casa di Torino, di cui divenne superiore dopo soli due anni. Anziché la Cina, la sua destinazione furono le missioni popolari, nelle quali profuse la passione missionaria dell’annuncio di Cristo. Sostenne e diffuse la neonata opera della Propaganda Fidei, istituita a Lione nel 1822, e nel pieno della sua responsabilità di visitatore, nel 1855 inaugurò il collegio Brignole-Sale per le missioni estere, con lo scopo di formare sacerdoti per le missioni “ad gentes”. Nei suoi primi anni di sacerdozio la tensione missionaria fu dunque assorbita dalle missioni popolari, che predicò in molti paesi piemontesi. Sfuggendo agli estremismi del lassismo e del rigorismo giansenista, padre Durando predicò la misericordia di Dio, attraendo così il popolo alla conversione, come tramandò un cronista della missione di Bra: “La gente si accalcava per sentirlo e stava così silenziosa e fissa ad udirlo come fosse un sol uomo”. In queste missioni non si limitò a predicare, ma trovando talvolta gravi situazioni di povertà, d’intesa con i confratelli interveniva anche concretamente. A Locana, per esempio, fece “convertire tutto il legato della missione, consistente in 700 lire, in farina di mais per i poveri del paese”, realizzando così l’insegnamento di San Vincenzo de’ Paoli di intervenire “spiritualmente e corporalmente” in favore dei poveri.
La preoccupazione verso i poveri fu dunque l’altro risvolto della sua passione missionaria. Non appena eletto superiore, intuì l’utilità di introdurre nell’Italia settentrionale le Figlie della Carità, congregazione nata dal carisma caritativo di San Vincenzo e Santa Luisa de Marillac, dispersasi all’epoca della rivoluzione francese e riorganizzatasi passata quest’ultima. Le apparizioni della Medaglia Miracolosa verificatesi nel 1830 a Santa Caterina Labouré, novizia tra le Figlie della Carità, possono a ragione essere considerate origine della nuova fioritura che stava investendo questa comunità. L’intelligenza del Durando consistette nell’intuirlo. Esigette dunque la loro presenza in Piemonte e nel 1833, accolte dal re Carlo Alberto, iniziarono a divenire responsabili di vari ospedali, sia quelli militari in Torino e Genova, sia quelli civili in Carignano, Castellamonte e Torino. Nel 1855 ebbe addirittura il coraggio di inviarle nelle retrovie della guerra di Crimea, a cui partecipò l’esercito sardo, per soccorrere i feriti. Allo stesso tempo, diffuse l’associazione mariana della Medaglia Miracolosa tra le giovani e da essa non tardarono a nascere nuove vocazioni: nel giro di soli dieci anni presero vita 20 fondazioni e si aggregarono 260 suore. Il numero delle vocazioni era così elevato che nel 1837 re Carlo Alberto dovette mettere a loro disposizione il convento torinese di San Salvario. Con il crescere delle suore Padre Durando poté dotare la città di Torino di una vera e propria rete di centri di carità, detti “Misericordie”, da cui le suore con le Dame di Carità partivano per il servizio a domicilio ed il soccorso dei poveri. Attorno alle Misericordie si formarono svariate opere come i primi asili per i bambini poveri, laboratori per ragazze ed orfanotrofi. La loro opera di assistenza tra i malati e i poveri, insieme all’assunzione di svariate opere educative, fece delle Figlie della Carità preziose collaboratrici dello sviluppo del cattolicesimo sociale in Italia.
Nel 1837, appena trentaseienne, fu nominato visitatore della Provincia del Nord-Italia dei missionari vincenziani, carica che occupò per 43 anni ininterrotti sino alla morte. Dovette di conseguenza diminuire la sua partecipazione alle missioni, in quanto gran parte del suo tempo venne assorbito dall’organizzazione della congregazione dei missionari vincenziani e dalla predicazione di esercizi spirituali ai sacerdoti ed ai chierici diocesani di Torino. La qualità della sua direzione spirituale attirò l’attenzione anche di nuove fondazioni che andavano costituendosi nella capitale sabauda. L’arcivescovo monsignor Fransoni gli affidò la direzione delle suore di San Giuseppe, appena giunte in Italia. Contribuì alla redazione delle regole delle Suore di Sant’Anna, fondate dal Servo di Dio Carlo Tancredi Falletti, marchese di Barolo. Divenne guida spirituale delle clarisse cappuccine del nuovo monastero di Santa Chiara. La Serva di Dio Giulia Colbert, moglie del suddetto marchese di Barolo, che aveva fondato un monastero per il recupero di ragazze perdute, le Suore penitenti di Santa Maria Maddalena, volle il Durando come consigliere per la costituzione delle regole e direttore dell’opera nascente.
Ma l’evento che lo caratterizzò indelebilmente, come accade per le opere di Dio, avvenne senza averlo voluto il 21 novembre 1865, festa della Presentazione di Maria: Padre Durando poté affidare alla Serva di Dio Luigia Borgiotti le prime postulanti della nuova “Compagnia della Passione di Gesù Nazareno”, meglio conosciute come “Suore Nazarene”. Alle giovani che si erano rivolte a lui, desiderose di consacrarsi a Dio ma prive di alcuni requisiti canonici per entrare nelle comunità religiose, egli diede loro il compito di servire i sofferenti come membra doloranti di Cristo crocifisso, andando ad assisterli a domicilio, giorno e notte.
Padre Durando si spense infine a Torino il 10 dicembre 1880, all’età di 79 anni. I suoi resti mortali furono significativamente tumulati in quel “Santuarietto della Passione”, annesso alla chiesa della Visitazione in Torino, ove la comunità delle Nazarene si era nutrita della devozione alla passione del Signore per immettersi missionariamente nel servizio dei sofferenti.
La causa di beatificazione, iniziata a Torino nel 1928 e continuata a Roma con il processo apostolico nel 1940, a portato il 1° luglio 2000 al riconoscimento delle virtù eroiche, il 20 dicembre 2001 all’approvazione di un miracolo ottenuto per sua intercessione ed il 20 ottobre 2002 alla beatificazione ad opera di papa Giovanni Paolo II.
Tocca ora alla sua figlia prediletta percorrere la strada che la porterà alla gloria degli altare. Luigia (Luisa) Borgiotti nacque in Torino il 16 Febbraio 1802. Sin dalla giovane età sentì molta devozione per la Passione di Gesù. Desiderosa di dedicare la sua vita ad opere benefiche, nel 1834 entrò nella Compagnia delle Umiliate di Torino, il cui compito principale consisteva nel visitare ed aiutare i malati del vecchio ospedale di San Giovanni e poi di recarsi a far visita ai malati nelle case. Quando nel capoluogo piemontese il beato padre Marcantonio Durando, ispirato dalla Divina Providenza, decise di fondare la comunità delle Nazarene per l’assistenza a domicilio dei malati, in particolare della zona Crocetta, desiderò porre proprio Luisa Borgiotti quale superiora e guida. Considerata dunque cofondatrice, svolse il compito affidatole per otto anni, sino alla sua morte sopraggiunta in Torino il 23 febbraio 1873. I suoi resti mortali riposano ancora oggi nel “Santuarietto della Passione”, annesso alla chiesa torinese della Visitazione, accanto alle spoglie del beato padre fondatore.


Autore:
Fabio Arduino

_____________________
Aggiunto il 2006-05-11

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


L'Album delle Immagini
è temporaneamente
disattivato




CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiederlo

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati