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Beato Nicola (Saggio) da Longobardi

2 febbraio

Longobardi, 6 gennaio 1619 - 2 febbraio 1709

Nacque a Longobardi (Cs) il 6 gennaio 1619, e fu battezzato con il nome di Giovanbattista. Figlio di contadini, non potè coltivare gli studi, nonostante il talente, lavorando fin da giovane nei campi. Aduso a pratiche come il digiuno e assiduo frequentatore dell'Eucaristia da sempre, frequentava spesso la chiesa dei Minimi di Longobardi e vi passava intere giornate in preghiera. A vent'anni, nonostante l'opposizione dei genitori, chiese l'abito di san Francesco e fu assegnato al Convento di Paola, assumendo il nome di Nicola. Terminato l'anno di noviziato, passò a Longobardi e poi, ancora, a San Marco Argentano, a Montalto, Cosenza, Spezzano e Paterno. La fama delle sue virtù, ben presto arrivò fino a Roma, dove venne chiamato alla parrocchia del Collegio di San Francesco di Paola ai Monti. Nel 1696 Nicola tornò a Longobardi, dove per suo tramite vennero compiuti diversi prodigi. Negli ultimi anni della sua vita fu richiamato a Roma. Predisse la sua morte che avvenne il 2 febbraio 1709. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Roma, beato Nicola Saggio da Longobardi, religioso dell’Ordine dei Minimi, che svolse umilmente e santamente l’ufficio di portinaio.


Il Beato Nicola nacque a Longobardi il 6 gennaio 1619 da Fulvio Saggio eAurelia Pizzini, appartenenti ad un'antichissima famiglia. Fu il primo ditre figli. Si racconta che, nel momento stesso in cui nacque, una fiammamisteriosa fu vista risplendere sul tetto della sua casa, quasi a volersimboleggiare la vita piena di luce di Nicola. Nel giorno del battesimo glifu imposto il nome di Giovanbattista, che, poi, egli mutò in Nicola.
Pur avendo una grande inclinazione per lo studio, non fu mandato a scuola,non avendo i suoi genitori la possibilità economica di mantenervelo. Aiutò,dunque, il padre nel lavoro dei campi. Già da giovanissimo digiunava diversevolte alla settimana e non mancava mai di ascoltare la messa. Una volta,avendogli il padre impedito di lasciare in sospeso il lavoro per andare inchiesa, finse di non sentirsi bene e andò al paese ad ascoltare la messa.Tornato, riuscì a mietere il grano in grande abbondanza e con una velocitàprodigiosa. Frequentava spesso la Chiesa dei Religiosi Minimi di Longobardie vi passava intere giornate in preghiera.
A venti anni, Nicola decise di entrare in monastero. I suoi genitori però loostacolavano con fermezza. Di fronte alla furia della madre per la scelta,ormai definitiva del figlio, Nicola divenne cieco e riacquistò la vista soloquando i genitori si pentirono e lo lasciarono libero di seguire le proprieaspirazioni. Nicola chiese l'abito di S. Francesco e fu assegnato alConvento di Paola. Terminato l'anno di noviziato, passò a Longobardi e poi,ancora, a S. Marco Argentano, a Montalto, Cosenza, Spezzano e Paterno. Lafama delle sue virtù, ben presto arrivò fino a Roma. Mancando proprio aRoma, nel Collegio di S. Francesco di Paola ai Monti, un religioso, il BeatoNicola fu chiamato presso la parrocchia del Collegio. In questo periodo sirecò al Santuario di Loreto. Tornò talmente arricchito da far dire ai suoiconfratelli: "Fra Nicola è andato buono a Loreto ed è ritornato a Roma santo".
Divenuto una figura troppo popolare, il Beato Nicola fu fatto tornare inCalabria dai suoi superiori. Era l'anno 1693. In quel periodo la Calabriaera in allarme a causa delle continue scosse di terremoto. I marchesi dellaValle lo invitarono nel loro feudo di Fiumefreddo, dove vivevano con paura.Da allora le scosse cessarono. Nel 1696 Nicola fu trasferito a Longobardi.Qui compì una serie molto lunga di prodigi. Trovatosi alla marina, chiese adalcuni pescatori del pesce. Avendoglielo questi negato, egli chiamò i pesciche guizzavano dal mare e si lasciavano prendere con le mani.
Negli ultimi anni della sua vita, Nicola fu richiamato a Roma. Qui altrieventi eccezionali dimostrarono che il Beato Nicola aveva il dono dell'ubiquità. Predisse la data della sua morte che arrivò alla mezzanotte del 2febbraio 1709.


Autore:
Don Marco Grenci

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Aggiunto il 2002-01-23
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