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San Castrense (Castrese) di Sessa Vescovo e martire

11 febbraio

Sessa Aurunca, V secolo

È molto venerato a Castel Volturno (Caserta), dove in agosto in suo onore si tiene una processione lungo il fiume. È ricordato nel «calendario marmoreo» di Napoli, ma poco si sa di lui. È incerto se sia stato vescovo di Castel Volturno o di Sessa Aurunca. Una «passio» lo annovera in un gruppo di dodici o tredici vescovi africani, che nel V secolo approdarono in Campania per sfuggire alle persecuzioni dei Vandali. Castrense fu, poi, ritenuto martire poiché il suo nome è stato trovato con quello del martire Prisco in alcune pitture. Le reliquie passarono da Sessa a Capua (che lo festeggia il 29 dicembre e la seconda domenica di maggio, data della traslazione). Guglielmo II il Buono, ultimo re normanno di Sicilia, le portò a Monreale. (Avvenire)

Patronato: Marano di Napoli, Castevolturno, Monreale

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Volturno in Campania, san Castrese, martire.


Santo molto venerato a Castel Volturno in provincia di Caserta, ancora oggi la sua statua viene portata in processione in agosto, sul fiume Volturno, per proseguire poi a piedi per la città fino alla chiesa principale.
È ricordato l’11 febbraio nel celebre antichissimo ‘Calendario marmoreo’ di Napoli; ma le notizie che lo riguardano sono incerte.
Secondo una tradizione Castrense o Castrese è detto vescovo di Castel Volturno, secondo un’altra egli fu vescovo di Sessa Aurunca (CE) e qui morì “in mezzo al suo popolo, dopo aver celebrato i misteri ed essere disceso da sé nella sepoltura”.
Nel territorio della città ancora oggi esiste una frazione chiamata S. Castrense, infine una leggendaria ‘passio’ lo annovera in un gruppo di dodici o tredici vescovi africani, che nel secolo V approdarono in Campania per sfuggire alle persecuzioni dei Vandali, comandati da Genserico (390-477) che sbarcati e stabilitasi in Africa, pirateggiavano lungo le coste del Mediterraneo.
Il nome di s. Castrense è unito a quello di s. Prisco, nelle pitture scoperte verso il 1881, in una grotta presso Calvi (Caserta) risalenti al VII secolo, essi erano raffigurati insieme; poiché s. Prisco fu sicuramente un martire di Capua o di Nocera, anche s. Castrense o Castrese fu ritenuto martire.
Quale sia la versione esatta è ancora motivo di discussione e ricerca da parte degli studiosi. Le reliquie del santo, furono trasferite, prima del secolo XII, da Sessa Aurunca a Capua e successivamente ad opera di Guglielmo II il Buono (1166-89) ultimo re normanno di Sicilia, furono portate a Monreale, città in cui la devozione al santo è molto sentita.
In Campania sono rimaste numerose chiese a lui dedicate, sia come Castrense che come Castrese; a Capua viene anche celebrato il 29 dicembre e la seconda domenica di maggio, data delle traslazioni delle reliquie.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2002-12-28

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