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San Sigismondo (Zygmunt) Gorazdowski Sacerdote

1 gennaio

1845 - 1 gennaio 1920

Nato il 1° novembre 1845 a Sanok (Polonia), svolse il suo ministero in varie parrocchie e promosse numerose opere per sacerdoti, giovani, malati e poverti. Fu autore di un celebre catechismo per il popolo, fondò un nuovo quotidiano, varie istituzioni di beneficenza e la Congregazione delle Religiose di San Giuseppe per i poveri e i malati. Morì il 1° gennaio 1920 a Leopoli (Ucraina).

Martirologio Romano: A Leopoli in Ucraína, san Sigismondo Gorazdowski, sacerdote: di origine polacca, fu insigne per pietà verso il prossimo e pioniere di attività per la difesa della vita; fondò la Congregazione delle Suore di San Giuseppe, adoperandosi con ogni mezzo per il bene dei poveri e dei bisognosi.


Secondo di sette figli, il beato Zygmunt nacque il 1° novembre a Sanok nella parte orientale della Polonia. Dopo iniziali studi per avvocato, entrò nel seminario superiore di Leopoli, pur essendo malato fin dall’infanzia di tubercolosi, allora incurabile. La malattia si aggravò al punto che dopo gli studi di teologia, dovette fermarsi per due anni per intraprendere un’energica cura, con la rassegnata fiducia in Dio.
Inaspettatamente egli migliorò, tanto quanto bastò affinché potesse ricevere l’ordinazione sacerdotale il 25 luglio 1871.
Per sei anni lavorò come vicario parrocchiale e amministratore nella zona dell’allora Galizia. Profuse a piene mani tutte le sue energie nell’opera di apostolato fra la povera gente della zona, basti ricordare che una parrocchia dell’epoca aveva nel suo raggio ben 6-7 Comuni distanti fra loro.
Accorse in aiuto degli ammalati di colera a Wojnilow, incurante del contagio deponeva i cadaveri nelle bare suscitando l’ammirazione di tutti, ebrei compresi. Dal 1877 lavorò per circa 40 anni, presso la parrocchia di s. Nicola a Leopoli, in questo periodo, la sua carità dilagò in tutti i sensi; si impegnò come editore e redattore alla stampa di giornali, articoli pedagogici e sociali, del testo del catechismo, riviste di formazione.
Fondò la ‘Casa del lavoro volontario’ per i mendicanti, la ‘Cucina popolare’, la ‘Casa di cura per malati incurabili e convalescenti di lunga degenza’, il Collegio di S. Josafat per studenti poveri, la ‘Casa del Bambin Gesù’ per ragazze madri e neonati abbandonati, inoltre fondò la Congregazione delle Suore della Misericordia di S. Giuseppe.
Grande era la sua devozione a s. Giuseppe al cui nome intestò la maggior parte delle sue opere; già in vita era chiamato il “Prete dei mendicanti”, il “Padre dei poveri”, ”l’Apostolo della Misericordia divina di Leopoli”.
Morì il 1° gennaio 1920, lasciando la Congregazione che si è diffusa in 62 case in vari Stati. Beatificato da papa Giovanni Paolo II il 26 giugno 2001 a Lviv (Leopoli) in Ucraina.
Papa Benedetto XVI, nella sua prima cerimonia di canonizzazione, lo ha proclamato santo il 23 ottobre 2005 in piazza San Pietro.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-02-27

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