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Beata Margherita Ebner Domenicana

20 giugno

Donauworth, Baviera, 1291 - Medingen, 1351

Entrò nel monastero di Maria S.ma a Medingen, nella diocesi di Augusta, dove, specialmente dal 1314 al 1326 patì diverse infermità, che la condussero più volte in fin di vita. A causa della guerra la comunità monastica si disperse e Margherita ritornò alla casa paterna, qui continuò a vivere in gran ritiro e preghiera. Tornata in clausura, nel 1332 conobbe il sacerdote Enrico di Nordlingen, che divenne presto il suo direttore spirituale. Dopo dure prove, il 1° novembre 1347, ebbe la grazia del matrimonio spirituale con Gesù Cristo. Fu una figura centrale nel movimento spirituale tedesco degli "amici di Dio". La sua spiritualità segue l'anno liturgico e si concentra sulla persona di Gesù. E’ arrivato fino a noi il suo diario spirituale scritto dal 1312 al 1348, che svela la vita umile, devota, caritatevole e confidente in Dio di una religiosa provata da molte pene e malattie.

Martirologio Romano: Nel monastero di Medingen nella Baviera, in Germania, beata Margherita Ebner, vergine dell’Ordine dei Predicatori, che, pur provata per Cristo da molteplici infermità, condusse una vita salutare per lei, mirabile agli occhi altrui e gradita a Dio, e molto scrisse sull’esperienza mistica.


Tra i grandi mistici domenicani del 1300 splende soave la figura di questa claustrale domenicana che si conquistò l’appellativo di “imitatrice fedele della Umanità di Gesù”. Di nobile famiglia, a soli quindici anni vestì l’Abito Domenicano nel monastero di Medingen. La sua mirabile vita trascorse in un perfetto nascondimento, sebbene il profumo delle sue virtù varcasse i confini del chiostro, tanto che subito dopo la sua morte fu onorata di culto pubblico e fervidamente invocata. La bellezza di quest’anima fu tutta interiore. Dalle relazioni di coscienza, che essa fece per obbedienza, e da altri suoi scritti, ci è dato conoscere quali tesori di grazia Dio avesse versato nella sua anima innocente. La Santa Umanità di Gesù fu il divino oggetto della sua costante e amorosa contemplazione ed essa ne rivisse i vari misteri nell’esercizio delle virtù, nell’olocausto ininterrotto di tutta se stessa, nelle sofferenze interne ed esterne, tutte accettate ed offerte con Gesù, per Gesù e in Gesù. Raggiunse la somma unione dell’anima con Lui nel 1347. “Tutta la mia forza e tutto il mio potere, scrisse, riposano esclusivamente nella sua dolcissima Umanità, nella sua vita di verità, e nella sua santa ed amara Passione. Tutto il mio desiderio di vivere e di morire non s’ispira ad altro”. E come visse nell’amore, così mori nell’amore, fidente nell’assicurazione, ricevuta da Gesù stesso: “Io non posso separarmi da te in nessuna cosa”. Morì il 20 giugno 1351 a Medingen, dove è sepolta. Il 24 febbraio 1979 Papa Giovanni Paolo II ha ratificato e confermato il culto resole “ab immemorabili”.


Autore:
Franco Mariani

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Aggiunto il 2002-04-10

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