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Beata Maria Teresa del Sacro Cuore (Haze) Fondatrice

7 gennaio

Liegi, Belgio, 27 febbraio 1777 - Liegi, 7 gennaio 1876

Martirologio Romano: A Liegi in Belgio, beata Maria Teresa (Giovanna) Haze, vergine, che fondò la Congregazione delle Figlie della Santa Croce al servizio dei deboli e dei poveri.


Probabilmente è la beata più longeva della storia della santità della Chiesa Cattolica, infatti morì a 99 anni il 7 gennaio 1876.
Il suo nome era Giovanna Haze, figlia di famiglia benestante e molto religiosa, nacque a Liegi il 27 febbraio 1777; dotata di intelligenza precoce, a quattro anni sapeva già leggere correntemente.
La sua famiglia fu coinvolta nei pericoli della Rivoluzione Francese e quindi dovette fuggire all’estero per l’avanzata dell’esercito rivoluzionario in Belgio, in tale circostanza, nel 1795 morì il padre e mentre alcune sorelle si sposarono, Giovanna e la sorella Ferdinanda, invece avevano in animo il desiderio di farsi suore, cosa impossibile per le leggi anticlericali dell’epoca, quindi rimasero in casa dedite al lavoro ed alla preghiera, assistendo la madre, che morì nel 1820.
Quattro anni dopo, fu offerta loro una scuola parrocchiale in Liegi, tollerata dal governo olandese, di cui il Belgio faceva parte. Nel 1830 il Belgio acquistò l’indipendenza dall’Olanda, allora la beata Giovanna Haze decise di fondare una nuova Congregazione a cui diede il nome di ‘Figlie della Santa Croce di Liegi’, che iniziò la sua attività il 1° agosto 1832, con lo scopo di organizzare le scuole private, l’assistenza alle carceri, agli ospedali più poveri, alle missioni.
Prese il nome di Maria Teresa del Sacro Cuore e governò la sua Opera fino a tarda età; uno dei suoi motti spirituali, che l’accompagnarono tutta la vita fu: “Il Signore presenta la Croce con una mano e la consolazione con l’altra”.
Morì a Liegi e fu sepolta nel cimitero di Chénée; la Congregazione conta oggi 103 comunità sparse in quattro continenti; la causa di beatificazione fu introdotta nel 1911, ed a seguito di un miracolo attribuito alla sua intercessione e approvato il 22 gennaio 1991, è stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 21 aprile 1991.

Autore: Antonio Borrelli



La si può considerare quasi una bambina prodigio, che a meno di 4 anni sa già leggere e scrivere, perchè papà, professore di Lettere, dedica il suo tempo libero ad istruire i suoi sette figli. La sua è una famiglia agiata ed importante, imbevuta di religiosità anche perchè papà è segretario del principe-vescovo di Hoensbroech. Per questo appare ancora più incomprensibile che lei debba aspettare fin oltre i 50 anni a realizzare la sua vocazione. E’ nata a Liegi il 27 febbraio 1782, viene battezzata con il nome di Giovanna e fin da piccola, dato che mamma frequenta abitualmente un monastero cistercense, si sente irresistibilmente attratta verso la vita religiosa e quella claustrale in particolare. Il suo gioco preferito è vestirsi da suora e mettersi a capo di un gruppetto di bambine vestite come lei, per ripetere in assoluta fedeltà i riti che ha visto celebrare in monastero. Sembra destinata al convento e al ruolo di badessa in particolare, ma arriva l’onda lunga della Rivoluzione Francese, con le truppe rivoluzionarie che invadono il Belgio e che, tra l’altro, depongono il principe-vescovo di cui papà è segretario. La sua famiglia è ovviamente la più esposta alla furia rivoluzionaria e così cerca riparo in Germania, ma quando ritorna a Liegi la situazione non è più come prima: papà è morto e i loro beni sono stati tutti confiscati. Ora bisogna lavorare per vivere e anche prendersi cura di mamma, che muore nel 1820. Terminato il suo dovere di figlia decide di donarsi a Dio, insieme alla sorella Ferdinanda, ma come “monaca in casa”: insieme, disertano le riunioni famigliari, si negano anche i più innocenti passatempi, non escono più di casa se non per andare a messa, al punto che la gente finisce per ribattezzarle “le solitarie”. Questo loro estraniarsi dal mondo non sembra essere la volontà di Dio: ne sono pienamente convinti sia il loro parroco che il loro padre spirituale, che le spingono ad dirigere ed insegnare nella scuola parrocchiale a pagamento. E’ un periodo buio per il Belgio, assoggettato al dominio dei Paesi Bassi: non c’è libertà di insegnamento e questa è una delle poche scuole legalmente autorizzate; ma è semideserta perché a pagamento. Va invece a gonfie vele l’annesso laboratorio di ricamo, perché gratuito. Partono da questa considerazione le due sorelle, che intanto, si sono infervorate al nuovo lavoro, e propongono al parroco di aprire una scuola gratuita. Il parroco è d’accordo e la scuola decolla: non ha le autorizzazioni legali, ma è zeppa di bimbi, dietro ciascuno dei quali c’è una storia di miseria, di povertà morale e di disagio sociale. Le due sorelle si affacciano così su un panorama di povertà e di necessità che non immaginavano neppure potesse esistere. E si tuffano in queste necessità, ma non da sole: quasi senza che ne accorgessero, infatti, si sono affiancate a loro diverse ragazze di Liegi, che formano un gruppo coeso ed impegnato. Nascono così, nella più assoluta semplicità, le “Figlie della Croce” che ricevono l’abito religioso a settembre del 1833. La nostra Giovanna ha già più di 50 anni, perché c’è voluto davvero tanto a realizzare il suo sogno di bambina. Anzi, per ammetterla alla vestizione ci vuole un privilegio particolare della santa Sede a causa dell’ età. Buon per lei che il Signore le riserva ancora tanti anni di vita e le permette di lavorare quasi fino alla fine. Così non lascia niente di incompiuto e recupera in fretta il tempo perso o impiegato in altro. Anzi, tira fuori tutto il buono che c’è in lei:la delicatezza, la premura, l’allegria, la disponibilità, prendendosi cura delle sue suore che si lasciano coccolare da quella seconda mamma, ex solitaria condannata forse e inacidire tra le mura di casa se non l’avessero tirata fuori in tempo, lanciandola al servizio dei poveri, specialmente se ragazze povere e malati abbandonati. Nessuno sa la tempesta che si agita invece nel suo cuore, perseguitato da una spaventosa “notte dello spirito” da cui si salva soltanto con la preghiera e con una illuminata direzione spirituale.Maria Teresa del Sacro Cuore Haze muore il 7 gennaio 1876, alla soglia dei 94 anni, e Giovanni Paolo II° la beatifica nel 1991, quando le sue figlie sono ormai sparse in tutto il mondo a rendere ancora vivo il suo carisma.


Autore:
Gianpiero Pettiti

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Aggiunto il 2009-07-19

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