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San Basilio il Benedetto Taumaturgo russo

2 agosto

1468 - 1552

Basilio nacque nel dicembre 1468 da genitori contadini, in un sobborgo alla periferia di Mosca, fu avviato al mestiere di calzolaio, ma già da fanciullo dimostrò di apprezzare la preghiera solitaria e la vita ascetica. A16 anni predisse la morte di un uomo e a quel punto lasciò la bottega per intraprendere una vita da «folle per Cristo». Trascorreva le giornate nelle strade di Mosca in mezzo alla folla, seminudo e scalzo in tutte le stagioni, rimproverando i viziosi ed esortando tutti a praticare la verità e il bene, e passava le notti sulle soglie delle chiese, penitente per i peccati degli uomini. L'ammirazione popolare per Basilio indusse lo zar Ivan il Terribile ad invitarlo a corte. Nonostante Basilio lo rimproverasse continuamente per i suoi comportamenti sanguinari, Ivan il Terribile portò per lui una profonda venerazione. Basilio morì a 88 anni il 2 agosto 1557; ai funerali partecipò una folla immensa con il patriarca di Mosca, Macario; lo stesso zar portò a spalla il feretro fino alla Piazza Rossa nella cattedrale poi intitolata a Basilio il Benedetto. (Avvenire)


Il culto per s. Basilio il Grande vescovo di Cesarea del IV secolo, Dottore della Chiesa, è sin dall’antichità molto diffuso nei Paesi Orientali compresa la Russia.
Ma il più grande tempio, famosissimo, eretto a Mosca nel 1555-60 sulla odierna Piazza Rossa, adiacente il Cremlino, dedicato a s. Basilio, non tutti sanno che si tratta di un altro santo omonimo, tipicamente russo, conosciuto come san Basilio il Benedetto.
Egli è anche chiamato il Beato o il Buono e appartiene a quella ristretta categoria di quasi eremiti venerati nella Chiesa russa, chiamati “folli per Cristo”, penitenti che spogli di tutto, avevano comportamenti stravaganti non facilmente comprensibili, senza casa, vivevano di elemosine, seminudi e scalzi in tutte le stagioni, avevano però un carisma che attirava il rispetto della gente, pregavano, quando occorreva rimproveravano i viziosi e gli ingiusti, avevano spesso il dono della profezia.
Basilio nacque nel dicembre 1468 da genitori contadini, in un sobborgo alla periferia di Mosca, fu avviato al mestiere di calzolaio, ma già da fanciullo dimostrò di apprezzare la preghiera solitaria e man mano che cresceva, preferiva la vita ascetica, desideroso di arricchirsi di doni spirituali.
Già a 16 anni mentre era nel negozio di calzolaio, si mise a ridere alla richiesta di un cliente facoltoso che ordinava scarpe che dovevano durare svariati anni, interrogato dal padrone del perché del suo ridere, rispose: ”Mi sembra strano che quel signore ordini delle scarpe per alcuni anni, dato che morirà domani”.
La sua predizione si avverò e a quel punto il giovane Basilio non volle rimanere più nella bottega del calzolaio, sentendosi chiamato alla vita di “folle per Cristo”.
Trascorreva le giornate nelle strade e piazze di Mosca in mezzo alla folla vociante e cercava la compagnia dei mendicanti e dei disgraziati. Qualche volta accettava l’ospitalità della vedova boiara Stefanida Jurlova, ma le notti le passava sulle soglie delle chiese, lacrimando per i peccati degli uomini.
In tutte le stagioni camminava seminudo e scalzo fingendo di essere muto; affermava di continuo: “Se l’inverno è atroce, il paradiso è dolce”. Condusse questo genere di vita fino alla morte, rimproverando i viziosi, esortando tutti a praticare la verità e il bene.
Si comportava a volte proprio come un pazzo, rovesciando le bancarelle del mercato del pane e le brocche del ‘kvas’ (bevanda fermentata russa), suscitando le ire dei venditori, i quali lo percuotevano e lui accettava tutto con gioia ringraziando Dio; più in seguito si comprese il motivo di ciò, i prodotti erano preparati con sostanze pericolose e il ‘kvas’ non era genuino.
Compì un giorno un gesto sacrilego, distrusse l’icona della Madonna venerata presso la Porta S. Barbara a Mosca, il motivo era che solo lui riusciva a vedere, dipinta sotto l’immagine di Maria, quella del demonio.
L’ammirazione popolare per Basilio cresceva di giorno in giorno come uomo di Dio e castigatore di costumi perversi, veniva considerato successore di Massimo altro “folle per Cristo” morto 50 anni prima e venerato in tutta la città.
La sua fama di santità raggiunse anche la corte, infatti lo zar Ivan il Terribile, volle provare se Basilio si facesse corrompere dall’oro; lo convocò a corte, lo rivestì di splendidi vestiti e gli regalò dei lingotti d’oro, poi lo fece seguire per osservare il suo comportamento. Questi lasciato il palazzo reale, si recò sulla Piazza Rossa per consegnare l’oro ad un commerciante straniero, meravigliato di ciò lo zar chiese spiegazioni del perché avesse dato l’oro ad un ricco invece che ai poveri e Basilio rispose: “Quel commerciante era molto ricco, ma la sua flotta affondò lasciandogli come sola ricchezza il lussuoso vestito che portava addosso, da tre giorni non mangiava e vestito così si vergognava di chiedere l’elemosina, mentre i poveri non arrossiscono e riescono a procurarsi il necessario”.
Nonostante che rimproverasse continuamente lo zar per i suoi comportamenti sanguinari, Ivan il Terribile portò per lui una profonda venerazione, lo andò perfino a visitare insieme alla famiglia quando Basilio fu affetto da grave malattia. Il prevedere l’avvenire fu uno dei doni carismatici di cui fu rivestito e questo lo portò ad essere fortemente venerato sia dal popolo, che dai potenti; nonostante la vita di stenti che condusse, Basilio “il folle di Cristo”, visse fino agli 88 anni, morendo il 2 agosto 1557; ai funerali partecipò una folla immensa con il patriarca di Mosca, Macario; lo stesso zar portò a spalla il feretro fino alla chiesa eretta nella Piazza Rossa in onore della Protezione della Madre di Dio. Il popolo cambiò il nome alla cattedrale chiamandola appunto di S. Basilio il Benedetto; dopo la morte cominciarono ad avvenire numerosi miracoli e fu subito venerato dai fedeli, la Chiesa russa lo annoverò fra i suoi santi nel 1588.
Fino allo scoppio della rivoluzione bolscevica, le reliquie si trovavano nella cattedrale di Mosca, di cui s. Basilio è patrono. La festa liturgica è celebrata il 2 agosto e una volta veniva fatta alla presenza dello zar.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2002-06-16

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