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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera E > Sant' Evanzio di Autun Condividi su Facebook

Sant' Evanzio di Autun Vescovo

Festa: 13 settembre

† Autun, Gallia (oggi Francia), 13 settembre, V sec.

Fu vescovo di Autun, l'antica Augustodunum della Gallia Lugdunense, in un periodo storico cruciale per la Chiesa occidentale, segnato dalla transizione tra l'Impero romano e i regni barbarici. La sua figura emerge dai cataloghi episcopali della sede edua, che lo collocano nella successione dei pastori di una delle diocesi più antiche e prestigiose della Gallia. Sebbene le notizie biografiche dirette siano esigue, il suo nome è ricordato nel martirologio romano alla data del 13 settembre, a testimonianza di un culto locale antico e radicato. Evanzio rappresenta la figura tipica del vescovo gallo-romano del V secolo, chiamato a guidare la comunità cristiana in un'epoca di profondi sconvolgimenti politici e sociali, tra la dissoluzione delle strutture imperiali e l'insediamento dei popoli germanici. La sua memoria è legata soprattutto all'opera pastorale e alla difesa della fede cattolica in un territorio che avrebbe visto, nei decenni successivi, l'affermazione del regno borgognone e poi franco.

Etimologia: Dal greco 'eu' (buono) e 'anthos' (fiore), oppure dal latino 'evantius' derivato da 'evare' (essere propizio).

Emblema: Abiti pontificali (mitria, pastorale, piviale), libro dei Vangeli, modello di chiesa.


Autun, l'antica Augustodunum, fu fondata dall'imperatore Augusto come capitale degli Edui, uno dei popoli gallici più fedeli a Roma. La città divenne presto uno dei centri più importanti della Gallia romana, dotata di monumenti grandiosi: un teatro capace di ventimila spettatori, terme, un anfiteatro e mura poderose. La cristianizzazione della città è antica: la tradizione attribuisce la fondazione della comunità cristiana a san Lazzaro, il Lazzaro del Vangelo, che sarebbe giunto in Gallia dopo la risurrezione. La diocesi di Autun è quindi una delle più antiche di Francia, e i suoi vescovi godettero sempre di grande prestigio.
Nel V secolo, quando si colloca l'episcopato di Evanzio, l'impero romano d'Occidente era ormai in agonia. Le invasioni barbariche avevano sconvolto la Gallia: Vandali, Alani, Svevi avevano attraversato il Reno nel 406, i Visigoti si erano stabiliti in Aquitania, i Burgundi nella valle del Rodano. Autun, pur conservando le sue mura romane, viveva un periodo di declino demografico e economico. In questo contesto, il vescovo diventava spesso la figura di riferimento per la popolazione, sostituendo di fatto le autorità civili in dissoluzione.

L'episcopato di Evanzio
Le notizie sull'episcopato di Evanzio sono scarse. I cataloghi episcopali di Autun, compilati in epoca medievale, lo inseriscono nella successione dei vescovi della diocesi, ma con incertezze cronologiche che rendono difficile collocarlo con precisione. Alcune fonti lo pongono nel V secolo, altre lo spostano al VI secolo. Questa incertezza è tipica delle liste episcopali galliche altomedievali, spesso redatte secoli dopo i fatti e soggette a interpolazioni e lacune.
Ciò che possiamo affermare con una certa sicurezza è che Evanzio governò la diocesi di Autun in un'epoca di grandi difficoltà. La Gallia era divisa tra regni barbarici: i Franchi a nord, i Visigoti a sud-ovest, i Burgundi a est. Autun si trovava in una zona di confine, esposta alle incursioni e alle guerre tra i diversi regni. Il vescovo aveva il compito di mantenere la coesione della comunità cristiana, di amministrare i beni della Chiesa, di assistere i poveri e di rappresentare la città presso le autorità civili, siano esse romane residue o barbariche.
Non ci sono giunti documenti scritti da Evanzio, né lettere, né sermoni. La sua azione pastorale ci è nota solo attraverso la testimonianza indiretta della continuità della diocesi e della persistenza del suo culto. Questo silenzio documentario non deve sorprendere: la maggior parte dei vescovi gallici del V e VI secolo non ha lasciato tracce scritte, e la loro memoria è sopravvissuta solo attraverso la tradizione liturgica locale.

La tradizione liturgica e il culto
La memoria di sant'Evanzio è stata conservata dalla tradizione liturgica della diocesi di Autun. Il suo nome compare nei martirologi locali e nei cataloghi dei santi vescovi della diocesi. La festa è fissata al 13 settembre, data che probabilmente corrisponde all'anniversario della sua morte, il dies natalis secondo la terminologia cristiana.
Il culto di Evanzio rimase sempre locale, limitato alla diocesi di Autun e alle aree limitrofe. Non si diffuse mai in modo significativo al di fuori della Borgogna, a differenza di altri vescovi gallici come san Martino di Tours o san Germano di Parigi. Questo fatto riflette probabilmente la mancanza di una vita scritta che ne diffondesse la fama e di miracoli eclatanti che ne alimentassero la devozione.
La tradizione locale colloca la sepoltura di Evanzio nella cattedrale di Autun, dedicata a san Lazzaro. La cattedrale attuale, costruita nel XII secolo, sorge sul sito di precedenti edifici di culto, e non è possibile stabilire con certezza dove si trovasse originariamente la tomba del santo. Le reliquie di Evanzio, se ancora esistenti, sono probabilmente disperse o confuse con quelle di altri vescovi della diocesi, come spesso avvenne durante le devastazioni delle guerre di religione del XVI secolo e della Rivoluzione francese.

Il culto e le reliquie
Il culto di sant'Evanzio rimase sempre confinato alla diocesi di Autun. Non esistono testimonianze di pellegrinaggi significativi alla sua tomba, né di miracoli documentati attribuiti alla sua intercessione. Le reliquie del santo, un tempo conservate nella cattedrale di Saint-Lazare, subirono probabilmente la sorte comune a molte reliquie francesi: dispersione durante le guerre di religione del XVI secolo e la Rivoluzione francese. Oggi non è possibile individuare con certezza resti attribuibili a sant'Evanzio.

Iconografia
Sant'Evanzio viene raffigurato secondo l'iconografia tipica dei vescovi gallici: con mitria, pastorale e abiti episcopali. Non esistono attributi specifici che lo distinguano da altri vescovi, a conferma della scarsità di tradizioni agiografiche particolari legate alla sua figura. Le rappresentazioni più antiche si trovano probabilmente nei codici miniati della diocesi di Autun, oggi conservati nelle biblioteche francesi.

Curiosità
- Il nome Evanzio compare in diversi martirologi medievali con varianti grafiche (Evantius, Evanzus, Evanzio), segno della diffusione del culto in area gallica.
- La diocesi di Autun, soppressa durante la Rivoluzione francese e poi ricostituita, è oggi unita a quella di Chalon-sur-Saône e Mâcon.

Cronologia
- V secolo: nascita di Evanzio in Gallia (data e luogo esatti ignoti)
- V-VI secolo: episcopato ad Autun (Augustodunum)
- V-VI secolo: morte ad Autun (data esatta ignota)
- 13 settembre: memoria liturgica, fissata dalla tradizione della diocesi di Autun
- XII secolo: costruzione dell'attuale cattedrale di Saint-Lazare ad Autun, sul sito di precedenti edifici di culto
- XVI secolo: probabile dispersione delle reliquie durante le guerre di religione
- 1789-1799: ulteriori perdite di reliquie durante la Rivoluzione francese.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Nome poco usato, comunque vi sono tre santi con questo nome, tutti vescovi e tutti francesi (Evance), il primo vescovo di Autun, gli altri due di Mende e di Vienne e di cui non si sa quasi niente.
Evanzio, vescovo di Autun è citato nel ‘Martirologio Geronimiano’ al 12 settembre, egli figura nella serie dei vescovi della città, l’antica romana ‘Augustodunum’, tra il settimo e il decimo posto; alcuni dicono dopo san Simplicio verso il 420, altri invece lo identificano con il vescovo che sottoscrisse il Concilio di Nimes del 394 “Ego Evantius subscripsi”.
Altri pensano che sia il prete Evanzio rappresentante di s. Gregorio di Langres al III Concilio di Orléans nel 538 e divenuto poi vescovo, ma più affidabile sembra quello del 394: Evanzio è anche citato in vari manoscritti del ‘Martirologio di Beda’ e in quello di Usuardo.
Viene celebrato nella diocesi di Autun (Saône-et-Loire) il 13 settembre, essendo il 12 dedicato al Nome di Maria, insieme a s. Nettario, altro vescovo di Autun nel 549.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-09-04

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