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San Paterniano Vescovo

12 luglio

Fano, 275 c. - 360

Secondo un’antica tradizione, san Paterniano nacque a Fano verso il 275. Mentre infuriava la persecuzione di Diocleziano una visione angelica lo avvertì di lasciare la città, riparando in luogo deserto al di là del fiume Metauro. Più tardi, quando le persecuzioni cessarono e il Cristianesimo divenne religione di stato con l’imperatore Costantino, la cittadinanza fanese reclamò vescovo il virtuoso eremita da tutti considerato santo. Invano egli tentò di opporsi, tanto che «quasi a viva forza» fu portato in città. Governò la diocesi per 42 anni istruendo, confortando e convertendo numerosi pagani. Il Signore avvalorò il suo zelo con molti prodigi. Avvertito della fine imminente, intraprese la visita all’intera diocesi, volendo arrivare di persona dove non era giunto il suo insegnamento. Morì alla periferia della città il 13 novembre, probabilmente dell’anno 360. Sul suo sepolcro si moltiplicarono i prodigi e il suo culto si estese rapidamente anche oltre i confini d’Italia. Trentadue paesi l’hanno scelto patrono e molte località portano il suo nome. Le sue reliquie si venerano a Fano, nella Basilica a Lui dedicata. (Avvenire)

Patronato: Fano

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Fano nelle Marche, san Paterniano, vescovo.


Secondo un'antica tradizione, San Paterniano nacque a Fano verso il 275.
Mentre infuriava la persecuzione di Diocleziano una visione angelica lo avvertì di lasciare la città, riparando in luogo deserto al di là del fiume Metauro. Più tardi, quando le persecuzioni cessarono e il Cristianesimo divenne Religione di Stato con l'imperatore Costantino, la cittadinanza fanese reclamò Vescovo il virtuoso eremita che la voce comune considerava santo.
Invano egli tentò di opporsi, tanto che "quasi a viva forza" fu portato in città. Governò la diocesi per 42 anni placando gli animi, istruendo e confortando. I pagani, trascinati dalla sua predicazione, abbandonarono gli idoli e distrussero i templi stringendosi al santo Vescovo. Il Signore avvalorò il suo zelo con una bella fioritura di prodigi.
Avvertito della fine imminente, intraprese la visita all'intera diocesi, volendo arrivare di persona dove non era giunto il suo insegnamento di Vescovo. Morì alla periferia della città il 13 novembre, probabilmente dell'anno 360. Sul suo sepolcro si moltiplicarono i prodigi e il suo culto si estese rapidamente anche oltre i confini d'Italia. Trentadue paesi l'hanno scelto patrono e molte località portano il suo nome. Le sue reliquie si venerano a Fano, nella Basilica a Lui dedicata.
Il comune e la diocesi di Fano lo ricordano il 10 luglio.


Autore:
P. Giustino Jacopini

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Aggiunto il 2002-06-19

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