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San Guido (Wido) d'Acqui Vescovo

2 giugno o seconda domenica di luglio

Melazzo (AL), 1004 circa – Acqui Terme (AL), 2 giugno 1070

C'è una santità espressa anche da fondamenta di pietra solida. È il pensiero che viene alla mente scorrendo la vita di san Guido d'Acqui, vescovo della città piemontese vissuto nell'XI secolo, di cui oggi si celebra la festa. Nato intorno al 1004, Guido proveniva dalla nobile famiglia dei conti di Acquesana. Nel 1034 fu eletto dal Capitolo vescovo di Acqui. In un tempo in cui l'immoralità e la simonia erano purtroppo diffuse, il vescovo Guido mise al centro del suo ministero la crescita morale e spirituale del suo clero. E fu un impegno per il quale mise in gioco anche il suo patrimonio personale, elargendo beni alle pievi per far sì che i suoi sacerdoti non fossero assillati da questioni economiche. Inoltre volle una cattedrale più ampia e maestosa che dedicò alla Madonna Assunta e consacrò il 13 novembre 1067. Fondò il monastero di «Santa Maria de Campis». Le cronache del tempo lo descrivono anche attivo nel procurare grano alla popolazione colpita dalla carestia. Morì il 2 giugno 1070 ed è sepolto nella cattedrale di Acqui. (Avvenire)

Patronato: Acqui Terme (AL)

Etimologia: Guido = istruito, dall'antico tedesco

Emblema: Bastone pastorale, Mitra

Martirologio Romano: Ad Acqui in Piemonte, san Guido, vescovo.


Alla morte del vescovo Durone, dal 15 gennaio 1033 la diocesi acquese restò vacante per un anno e due mesi. A metà marzo del 1034 il Capitolo elesse infine vescovo all’unanimità Guido, appartenente alla nobile famiglia dei conti di Acquesana. L’elezione avvenne “plaudente populo”. Il Pedroca, vescovo di Acqui dal 1620 al 1631, in “Solatia” riferisce sul suo conto: “Figlio di nobilissimi e cristianissimi genitori della famiglia dei Conti di Acquesana che possedevano molti beni e titoli in Melazzo, dove nacque, pare, nel 1004. Orfano di padre e madre, dopo una diligente e rigorosa educazione in famiglia, si recò a Bologna per gli studi superiori”.
Al suo ritorno ricevette l’ordinazione episcopale. Fu poi consacrato vescovo dal metropolita Eriperto in un epoca triste per la Chiesa, in cui dilagavano ignoranza, immoralità e simonia. A fondamento della sua opera pastorale pose la riforma morale e spirituale del clero diocesano, incominciando dunque dalla riforma liturgica. Affinché i suoi sacerdoti fossero meno assillati dai problemi economici, nel vasto territorio della diocesi elargì i suoi beni alle pievi esistenti e ne fondò ancora molte nuove. Fu generoso di donazioni anche con i monaci, al fine di facilitarne l’assistenza spirituale anche nelle campagne.
Il vescovo Guido fondò in Acqui un centro di spiritualità e formazione per la gioventù femminile ed a proprie spese fondò nel 1037 il monastero di “S. Maria De Campis”, dotandolo di beni per la sicurezza economica delle monache, nonostante le gravi difficoltà causate dai nemici, dai predoni e dalle conseguenti devastazioni. Volle inoltre una cattedrale più grande e maestosa, che ottenne con il contributo dei vescovi Pietro di Tortona ed Alberto di Genova: la dedicò alla Madonna Assunta, consacrandola il 13 novembre 1067. Lasciò infine gran parte dei beni che possedeva in città, compreso il “Castelletto”, alla Mensa vescovile per una decorosa residenza ai suoi successori. La tradizione lo vuole anche impegnato di persona a procurare grano per le popolazioni colpite da gravi carestie. Uomo di grande cultura e generosità, eccelse nella riforma giuridica e spirituale della sua diocesi.
Tra gli storici è opinione diffusa che Guido fosse di costituzione gracile: colpito da malattia, sarebbe nel frattempo stato sostituito dal fratello Opizzone, vescovo di Lodi. Morì infine il 2 giugno 1070. Il suo episcopato durò dunque ben trentasei anni. Le sue spoglie riposano oggi in un sepolcro situato nella Cattedrale di Acqui nella cappella a lui dedicata, a sinistra dell’altare maggiore.
Il Martyrologium Romanum come consueto commemora anche San Guido nell’anniversario della sua nascita al cielo, ma il comune di Acqui Terme inoltrò alla Santa Sede una richiesta affinché la sua festa fosse trasferita per la diocesi alla seconda domenica di luglio: esaminate tutte le prove necessarie, il processo terminò con il decreto di approvazione del culto, emesso il 22 settembre 1853.
Esistono di Guido una Vita attribuita a Lorenzo Calciati, scritta verso il 1260 ed edita da Giovanni Battista Moriondo, e due compendi della medesima: uno in prosa intitolato “Brevis translatio” e l’altro in versi, composti da un certo Nano di Mirabello, cittadino acquese.
La comunità cristiana di Acqui si riconosce tuttora quale “diocesi di San Guido”, lasciando così cadere in secondo piano la memoria del protovescovo San Maggiorino, personaggio storicamente più incerto.


Autore:
Fabio Arduino

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Aggiunto il 2006-05-07

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