La lettura della Bibbia ed in particolar modo dei Salmi sarebbe stata, secondo gli Atti leggendari, uno dei motivi principali della conversione al cristianesimo del soldato Lussurio. Denunciato al prefetto di Cagliari, Delasio (Delfio), subí un primo interrogatorio conclusosi con l'invito ad abiurare. Il suo rifiuto gli procurò il carcere e successivamente la condanna a morte per decapitazione, eseguita nei pressi di ForurmTraiani (l'attuale Fordongianus). Nello stesso tempo erano stati denunciati come cristiani due fanciulli, Cisello e Camerino; anch'essi per la loro fedeltà alla fede furono decapitati su ordine del prefetto. Sull'esistenza storica del martire Lussurio, nessun dubbio: abbiamo la testimonianza del Martirologio Geronimiano e di s. Gregorio Magno che, in una lettera del 599, ricorda l'esistenza in Sardegna di un monastero dedicato ai ss. Gavino e Lussurio. Il culto è sempre stato vivo e sulla sua tomba fu costruita una chiesa romanica; il nome subí però una trasformazione in Lussurgiu. Notizie posteriori, la cui storicità non è controllabile, riferiscono che i Pisani, quando occuparono l'isola, trasferirono alcune reliquie nei pressi della loro città. Questa località corrisponderebbe a quella di S. Rossore, corruzione, secondo alcuni, del nome Lussurio (Luxorius = Ruscorio = Rossore). Si parla anche di alcune reliquie a Pavia. L'unico testo che parli dei due fanciulli è la narrazione leggendaria. Dato che il Martirologio Geronimiano non ne fa cenno, è da escludersi una relazione diretta col martire Lussurio. D'altra parte, dato il silenzio delle fonti, resta molto problematica la loro esistenza.
Autore: Gian Domenico Gordini
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Aggiunto il 2002-06-26
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