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Serva di Dio Santina di Gesù (Emanuela Scribano) Religiosa

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L’Istituto del Sacro Cuore fondato a Ragusa nel 1889 dalla beata Maria Schininà (1844-1910), è stato per le ragazze che lo desideravano un terreno adatto per coltivare la propria vocazione religiosa, una sicura fucina di formazione spirituale, e con il grande ideale del Cuore di Gesù, la possibilità di manifestare la generosità della loro consacrazione a Dio ed ai fratelli bisognosi.
E nei primi decenni del secolo XX, ci fu tutto uno stuolo di anime elette che fecero dono alla Chiesa della loro giovinezza, assumendo un ruolo significativo nel loro tempo, tanto più se si pensa alla condizione femminile, che fino alla metà del Novecento, specie nell’Italia Meridionale, era sinonimo di inferiorità e di non realizzazione.
E in questo stuolo si colloca suor Maria Santina di Gesù, la quale da laica si chiamava Emanuela Scribano; nacque a Ragusa il 4 dicembre 1917 da una famiglia dignitosa anche economicamente, in cui la fede cristiana, era particolarmente sentita; nella più tenera infanzia le morì la madre, questa perdita improvvisa la segnò per tutta la vita, portandola un’ inclinazione al pianto e ad una certa debolezza di carattere, che grazie alla sua volontà sapeva superare.
Dopo una infanzia trascorsa subendo la gelosia della matrigna, arrivata ai quindici anni sentì la chiamata alla vita religiosa; fu come un raggio di gioia che all’improvviso la inondò tutta, al suono serale dell’Ave Maria, mentre era assorta nei suoi pensieri, angosciata per la condizione in cui si trovava di orfana incompresa.
È lei stessa che racconta l’episodio, in una autobiografia che il suo padre spirituale le obbligò a scrivere e che è stata pubblicata nel 1971 con il titolo di “La messa di Suor Santina”.
Ma dovette aspettare fino all’aprile del 1938 per mettere in pratica la sua vocazione, entrando nell’Istituto del S. Cuore di Ragusa, accolta dalla Madre Generale di allora suor Caterina Di Pasquale. Durante il noviziato si decide che farà l’infermiera, è una giovane intelligente, seria, ricca di volontà anche se gli manca il diploma elementare, per gli studi interrotti; consegue il diploma d’infermiera dopo un corso frequentato a Palermo.
Il 27 maggio 1941 pronuncia i voti temporanei; nell’estate del 1943 il fronte alleato della II guerra mondiale si sposta in Sicilia e lei viene subito impegnata a portare aiuto come infermiera in vari ospedali, compito che le rimarrà anche negli anni successivi: Ragusa, Messina, Siracusa, dovunque apprezzata e ricordata per i suoi modi delicati, per la dedizione agli ammalati, per la volontà ostinata di alleviarne le sofferenze.
Già nel 1946 viene colpita da un ascesso perianale che fra alti e bassi, tipici di questa malattia, le complicherà la vita, portandole sofferenza fino al punto che per le conseguenze sopravvenute, nel 1962 è costretta su una sedia a rotelle; per questo deve interrompere il suo lavoro e trascorre gli ultimi sei anni di vita, nell’infermeria della Casa Madre di Ragusa, nell’offerta quotidiana delle sue sofferenze per i sacerdoti e le anime consacrate. Quando muore il 12 maggio 1968 a 51 anni, la parte inferiore del suo corpo è ridotta a pochi lembi di tessuto sopra le ossa; la sua fama di santità si estese subito tra quanti l’avevano conosciuta. Nel 1985 si sono aperti i processi diocesani per la beatificazione, conclusasi nel 1989, proseguono attualmente presso la Congregazione per le Cause dei Santi.
Suor Santina Scribano, pur essendo priva di istruzione superiore, ha lasciato un numero considerevole di suoi scritti, in cui viene esaminata in profondità la sua esperienza spirituale e mistica; oltre la già citata autobiografia, sono stati stampati due volumi del ‘Diario spirituale’ ove sono raccolti molti dei suoi appunti mistici rivolti all’Amore per l’umanità del Cuore di Gesù.
Vive negli anni in cui la Chiesa si prepara al Concilio, diventa pertecipe di quest’ansia di rinnovamento che coinvolge particolarmente i sacerdoti e le anime consacrate, ed in questo clima, incontra sacerdoti illuminati che l’aiuteranno a capire di come il Signore desidera da lei un intimità spirituale particolarissima.
E ad uno di questi sacerdoti, padre Francesco Sortino, confida l’ispirazione suscitata nel suo cuore dal Signore per un‘Opera sacerdotale, dove i sacerdoti possano vivere in comunità e dedicarsi, arricchiti della comune esperienza, con maggiore dedizione al proprio ministero consacrato.
Padre Sortino aveva anch’egli in animo una simile Opera e per questo già lavorava dal 1958 per la sua realizzazione, l’incontro di queste due anime divenne determinante per il sorgere dell’Opera Sacerdotale Betania e se al padre toccò la costruzione visibile dell’intero complesso sorto a Isola di Siracusa, noto e qualificato centro di spiritualità sacerdotale; a suor Santina di Gesù, toccò soprattutto dalla sua sedia a rotelle, il sostegno importantissimo della sua preghiera, del suo misticismo, dei suoi ispirati scritti, dell’olocausto delle sue sofferenze fisiche che tramutavano la sedia a rotelle e il lettino di dolore, in un altare su cui veniva offerta la sua vita per la realizzazione dell’Opera tanto desiderata, per la santificazione dei sacerdoti e delle anime consacrate, per il sorgere e prosperare delle vocazioni sacerdotali.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2002-06-30
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