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† Monastero di San Teodosio, al-Ubeidiya, Betlemme, Palestina, circa 530
E' ricordato il 24 settembre nella tradizione liturgica ortodossa come monaco del monastero di San Teodosio in Palestina, presso Betlemme. Le notizie sulla sua vita sono però problematiche dal punto di vista storico: la narrazione tradizionale, trasmessa soprattutto dai sinassari greci, racconta che sarebbe stato abbandonato ancora neonato su un mucchio di letame durante una fuga provocata da un'incursione e che i monaci del monastero lo avrebbero raccolto e allevato, nutrendolo con il latte di una capra. Cresciuto nella comunità, avrebbe abbracciato la vita monastica e raggiunto un'età di novant'anni. La tradizione gli attribuisce inoltre episodi miracolosi, fra cui rapporti prodigiosi con animali selvatici. Questi racconti, tuttavia, non trovano conferma nella Vita di san Teodosio di Cirillo di Scitopoli, benché Coprio sia presentato dai sinassari come discepolo del grande cenobiarca. I Bollandisti, esaminando la documentazione disponibile, giudicarono anzi il lungo elogio di Coprio contenuto nei Menei sostanzialmente favoloso e osservarono che il suo nome non compare nella Vita di Teodosio. La sua figura può quindi essere considerata storicamente poco documentata, mentre la memoria liturgica e la tradizione agiografica attestano una venerazione consolidata nella cristianità orientale.
Etimologia: Il nome Coprio è collegato dalla tradizione al greco κοπρία, 'letamaio', 'cumulo di letame', in riferimento al luogo nel quale sarebbe stato trovato neonato. Il termine greco indica effettivamente un letamaio o mucchio di concime.
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La prima difficoltà consiste nell'identificare correttamente il Coprio (anche Coprius, Copres, Koprius o Koprios, in greco Κόπρις) ricordato il 24 settembre. Il nome compare in diverse forme, fra cui Coprius, Copres, Koprius e Koprios, e appartiene anche ad altri personaggi della tradizione cristiana. Il Coprio palestinese è però distinto sia dal Coprio associato a Patermuthius, asceta e martire dell'Egitto ricordato il 9 luglio, sia dal Coprio di Pečenga, vissuto nella Russia del XV-XVI secolo e commemorato il 4 febbraio. I calendari ortodossi distinguono esplicitamente queste figure. Per il Coprio palestinese non possediamo una biografia contemporanea né documenti personali. Le informazioni derivano principalmente dalla tradizione sinassariale greca e dalle sue successive traduzioni e rielaborazioni. La situazione è particolarmente significativa perché esiste una fonte antica direttamente collegata all'ambiente nel quale Coprio sarebbe vissuto: la Vita di Teodosio il Cenobiarca di Cirillo di Scitopoli. Cirillo, autore del VI secolo, compose una serie di vite di monaci palestinesi e utilizzò anche materiale proveniente da testimonianze e opere precedenti. La sua Vita di Teodosio appartiene quindi al principale corpus agiografico relativo al monachesimo palestinese del VI secolo.
Il monastero di San Teodosio Il riferimento fondamentale della tradizione di Coprio è il monastero fondato da san Teodosio il Cenobiarca nel deserto di Giuda, a oriente di Betlemme. Il complesso si trova nell'area dell'attuale al-Ubeidiya, a circa otto-dodici chilometri da Betlemme, lungo la strada verso il deserto e il monastero di San Saba. Le fonti moderne collocano la fondazione del monastero intorno al 476, nel periodo nel quale Teodosio organizzò una grande comunità cenobitica. La Vita di Teodosio di Cirillo di Scitopoli costituisce una testimonianza importante per la storia di questo ambiente monastico. Teodosio, originario della Cappadocia, soggiornò inizialmente in diversi luoghi della regione di Gerusalemme e successivamente fondò il proprio cenobio nelle colline a oriente di Betlemme. Il monastero divenne uno dei grandi centri del monachesimo palestinese e raggiunse una notevole importanza nella vita religiosa della regione. È proprio questo elemento a rendere problematica la biografia di Coprio. Se egli fosse stato realmente accolto nel monastero e avesse trascorso lì tutta la propria vita, ci si aspetterebbe almeno qualche traccia nella documentazione relativa a Teodosio. I Bollandisti rilevarono invece che nella Vita di Teodosio non si trova nulla su Coprio. Questo silenzio non dimostra da solo che il monaco non sia mai esistito, ma impedisce di considerare storicamente verificata la biografia trasmessa dai sinassari.
Il racconto della nascita Secondo il racconto agiografico, la madre di Coprio sarebbe stata sorpresa dalle doglie mentre fuggiva davanti a un'incursione e avrebbe partorito su un mucchio di letame situato nei pressi del monastero di San Teodosio. Il neonato sarebbe stato quindi trovato dai monaci, che lo avrebbero accolto nella comunità e chiamato Coprio proprio in riferimento al luogo del ritrovamento. La forma greca Κόπρις è infatti collegata dalla tradizione al termine κοπρία, che significa 'letamaio' o 'mucchio di letame'. Questa storia è il nucleo più caratteristico della tradizione relativa al santo, ma non può essere presentata come un fatto biografico documentato. Anche l'identificazione degli aggressori costituisce un problema. Le versioni moderne parlano talvolta di 'Agareni' o addirittura di musulmani, mentre il racconto sinassariale è molto più generico e appartiene a una tradizione agiografica posteriore. L'interpretazione moderna che identifica automaticamente questi aggressori con i musulmani è storicamente problematica se riferita a un Coprio collocato nel VI secolo. La conquista islamica della Palestina ebbe infatti inizio soltanto nel VII secolo. Anche la cronologia tradizionale presenta difficoltà. I calendari ortodossi moderni indicano generalmente Coprio come morto nel 530 e gli attribuiscono novant'anni di vita. I Bollandisti, tuttavia, formularono la datazione al VI secolo in termini condizionali, osservando che essa dipende dall'accettazione della cronologia contenuta nell'elogio dei Menei. Non si tratta quindi di una data attestata da un documento indipendente.
L'accoglienza nel monastero La tradizione racconta che i monaci portarono il bambino nel monastero e provvidero alla sua alimentazione. Una capra, appartenente a un pastore della zona, sarebbe tornata spontaneamente ogni giorno alla comunità per allattarlo. Cresciuto fra i monaci, Coprio avrebbe poi ricevuto la tonsura monastica e sarebbe rimasto per tutta la vita nel monastero. Questi particolari sono ripetuti nelle redazioni sinassariali oggi diffuse e fanno parte integrante della memoria tradizionale del santo. Non sono però confermati dalle fonti palestinesi antiche conosciute. La stessa osservazione vale per la notizia secondo cui Coprio sarebbe stato particolarmente vicino a Teodosio e avrebbe ricevuto da lui una formazione spirituale diretta. Il rapporto è plausibile all'interno della narrazione agiografica, ma non è documentato dalla Vita di Teodosio.
Gli episodi degli animali Le versioni più ampie della vita di Coprio raccontano alcuni episodi straordinari ambientati nella vita quotidiana del monastero. In uno di essi il monaco avrebbe trovato un orso intento a mangiare gli ortaggi dell'orto. Dopo aver invocato l'aiuto di san Teodosio, avrebbe afferrato l'animale per l'orecchio e lo avrebbe allontanato senza che questo tornasse a danneggiare il raccolto. In un altro episodio un orso avrebbe ferito un asino che trasportava legna. Coprio avrebbe allora imposto all'animale di sostituire l'asino nel lavoro e il plantigrado avrebbe trasportato il carico fino alla guarigione dell'animale domestico. Questi racconti appartengono chiaramente al repertorio dei miracoli attribuiti agli asceti cristiani nei testi monastici orientali. Sono attestati nella tradizione sinassariale moderna, ma non nella documentazione antica relativa a Teodosio. Il loro valore è quindi soprattutto agiografico. Essi rappresentano il tema della santità capace di ristabilire un rapporto pacificato fra l'uomo, gli animali e la creazione, un motivo frequente nella letteratura monastica orientale. Non costituiscono invece prove storiche dell'episodio.
La vita monastica e la morte Le fonti liturgiche descrivono Coprio come un monaco virtuoso, umile e dedito alla vita comunitaria. Le versioni più tarde insistono sulla sua obbedienza e sulla disponibilità al servizio degli altri. Alcune redazioni lo presentano anche come sacerdote, ma questa qualifica non risulta sufficientemente documentata e non è opportuno attribuirgliela come dato storico certo. La tradizione afferma che Coprio raggiunse l'età di novant'anni e morì pacificamente nel monastero. Alcuni testi collocano la morte intorno al 530. Anche in questo caso la data deve essere considerata tradizionale, non documentaria. I calendari ortodossi contemporanei hanno tuttavia stabilizzato l'indicazione '+530', che continua a essere utilizzata nelle commemorazioni liturgiche. Il racconto agiografico aggiunge che, poco prima della morte, Coprio avrebbe avuto una visione di Teodosio, già morto, che lo avrebbe invitato a raggiungerlo. L'episodio appartiene allo stesso livello narrativo dei miracoli attribuiti al santo e non può essere verificato storicamente.
La questione delle fonti antiche Il problema principale della figura di Coprio è rappresentato dalla distanza fra la ricchezza della tradizione e la scarsità della documentazione antica. La fonte più importante per il monastero di San Teodosio è la Vita di Teodosio di Cirillo di Scitopoli, autore attivo nella Palestina monastica del VI secolo. Esiste inoltre una precedente Vita di Teodosio composta da Teodoro di Petra, che Cirillo conosceva e utilizzò. Gli studi moderni considerano questi testi fondamentali per la ricostruzione del monachesimo palestinese dell'epoca. Il fatto che Coprio non compaia nella Vita di Teodosio è pertanto particolarmente rilevante. I Bollandisti, nella loro analisi del 24 settembre, ritennero che l'elogio di Coprio contenuto nei Menei fosse 'omnino fabulosum', cioè sostanzialmente leggendario, e decisero di non inserirlo fra le figure la cui documentazione consentiva una trattazione affidabile. La loro valutazione resta un elemento indispensabile per una lettura storico-critica del personaggio.
Il significato del nome Il nome Coprio costituisce uno dei casi nei quali il nome stesso viene utilizzato dalla tradizione per spiegare un episodio della vita. Il greco κοπρία designa un letamaio o mucchio di concime. La connessione con la storia della nascita è quindi linguisticamente possibile e spiega bene la formazione del racconto. Tuttavia, il fatto che il nome abbia questo significato non dimostra che l'episodio narrato sia realmente avvenuto.
Il monastero nella memoria cristiana Il monastero di San Teodosio costituisce invece una realtà storica ben attestata e di grande importanza per la storia del monachesimo palestinese. Il sito si trova ancora oggi a est di Betlemme ed è conosciuto anche come Deir Dosi o monastero di Ibn Obeid. L'attuale edificio è il risultato di ricostruzioni moderne, ma sorge sul luogo dell'antico cenobio. La continuità del luogo è importante per comprendere la memoria di Coprio. Anche se non è possibile dimostrare la sua presenza nel monastero attraverso fonti contemporanee, la tradizione lo ha inserito stabilmente nella memoria della comunità monastica legata a Teodosio.
Curiosità - Il nome Coprio deriva, secondo la tradizione agiografica, dal luogo in cui il neonato sarebbe stato trovato. Il greco κοπρία significa effettivamente 'letamaio' o 'mucchio di letame'. - La tradizione attribuisce a Coprio il potere di dominare pacificamente gli animali selvatici, in particolare gli orsi, ma questi episodi appartengono alla letteratura agiografica e non alla documentazione storica verificabile. - Il Coprio commemorato il 24 settembre non deve essere confuso con il Coprio egiziano associato a Patermuthius, ricordato il 9 luglio, né con il Coprio di Pečenga commemorato il 4 febbraio. - La memoria liturgica di Coprio è tuttora presente nei calendari ortodossi orientali, nei quali è normalmente ricordato il 24 settembre, mentre nel calendario giuliano la stessa commemorazione cade il 7 ottobre del calendario civile.
Cronologia - V secolo: secondo la tradizione, nascita di Coprio nei pressi del monastero di San Teodosio in Palestina; la data non è documentata. - Intorno al 476: fondazione del monastero cenobitico di San Teodosio nell'area a oriente di Betlemme, realtà storica alla quale la tradizione collega la vita di Coprio. - VI secolo: periodo tradizionalmente assegnato alla vita di Coprio. - 529: morte di san Teodosio secondo la cronologia comunemente accolta; la Vita di Teodosio di Cirillo di Scitopoli costituisce una delle principali fonti per il monachesimo palestinese del periodo. - Circa 530: morte tradizionalmente attribuita a Coprio, all'età di novant'anni; la data non è documentata indipendentemente. - Età medievale e moderna: sviluppo e trasmissione della memoria liturgica di Coprio nei Menei e nei sinassari greci. - 24 settembre: memoria liturgica di Coprio nella tradizione ortodossa.
Valutazione storico-critica - L'esistenza storica di Coprio non può essere dimostrata con la stessa sicurezza con cui è documentata l'esistenza di Teodosio e del suo monastero. La principale narrazione sulla sua vita proviene dalla tradizione sinassariale e non da una fonte contemporanea. - Il dato più problematico è il silenzio della Vita di san Teodosio di Cirillo di Scitopoli. Poiché Coprio viene presentato dalla tradizione come membro della comunità di Teodosio, l'assenza del suo nome costituisce una difficoltà storiografica significativa. - La nascita sul letamaio, il nutrimento ricevuto da una capra, gli episodi con gli orsi e la visione di Teodosio morente appartengono alla tradizione agiografica e non possono essere trattati come fatti storici accertati. - La data del 530 e l'età di novant'anni sono ampiamente ripetute nei calendari ortodossi moderni, ma derivano dalla cronologia tradizionale e non da una testimonianza documentaria indipendente. - La formulazione secondo cui Coprio sarebbe vissuto durante un'invasione musulmana deve essere evitata come dato storico. L'attribuzione agli 'Agareni' presente nelle versioni moderne è una rilettura della tradizione e non permette di stabilire con certezza né l'identità degli aggressori né la data dell'episodio. - Il monastero di San Teodosio è invece storicamente ben attestato e costituisce il contesto più solido nel quale collocare la tradizione relativa a Coprio. La distinzione fra la storia documentata del monastero e la biografia leggendaria del monaco è quindi essenziale. - La venerazione di Coprio è tuttora attestata nei calendari liturgici ortodossi del 24 settembre. Questo dimostra la continuità della memoria cultuale, ma non risolve le difficoltà relative alla ricostruzione della sua biografia.
Fonti e bibliografia essenziale - Cirillo di Scitopoli, Vita di san Teodosio il Cenobiarca, in Lives of the Monks of Palestine, trad. Richard M. Price, Cistercian Publications, Kalamazoo, 1991, pp. 262-268. La raccolta comprende le principali vite palestinesi attribuite a Cirillo di Scitopoli e costituisce una fonte fondamentale per il contesto monastico nel quale la tradizione colloca Coprio. - Jean Bolland e collaboratori, Acta Sanctorum, 24 settembre, commento relativo a Coprio. La nota bollandista è particolarmente importante perché segnala l'assenza di Coprio nella Vita di Teodosio e giudica favoloso il lungo elogio trasmesso dai Menei. - John Binns, Ascetics and Ambassadors of Christ: The Monasteries of Palestine 314-631, Oxford University Press, Oxford, 1996. Studio generale sul monachesimo palestinese e sulle principali fonti relative a Teodosio, Cirillo di Scitopoli e agli altri centri monastici della regione. - Laura Mariotti, 'Not Competing but Constructing Together: The Use and Adaptation of Basil of Caesarea for Teaching and Writing: The Cases of Cyril of Scythopolis and Theodore of Petra', Ephemerides Theologicae Lovanienses, 99/3, 2023, pp. 445-462. Studio sul rapporto fra le opere di Cirillo di Scitopoli e Teodoro di Petra e sulla cultura monastica palestinese del VI secolo. - Menaion e tradizione sinassariale greca, commemorazione di Coprio il 24 settembre. Le redazioni sinassariali costituiscono la principale fonte della tradizione biografica relativa al monaco, ma devono essere utilizzate criticamente alla luce della valutazione bollandista. - Orthodox Church in America, Venerable Copres of Palestine, commemorazione del 24 settembre. Fonte liturgica moderna utile per documentare la permanenza della memoria di Coprio nella tradizione ortodossa contemporanea. - Greek Orthodox Patriarchate of Jerusalem, The Holy Monastery of Saint Theodosius the Cenobiarch, documentazione sul monastero e sulla sua collocazione presso Betlemme.
Autore: Giampietro Cattini
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