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Aytona (Lérida), Catalogna, 9 gennaio 1843 - Liria, Valenza, 26 agosto 1897
Nasce ad Aytona in Catalogna, il 9 gennaio 1843. Studia a Lérida e Fraga conseguendo il diploma magistrale consigliata dallo zio, il carmelitano scalzo Francesco Palau y Quer, che avendo cominciato a fondare una congregazione religiosa, ha pensato a Teresa come possibile collaboratrice. Infatti Teresa nel 1862 si associa alle Terziarie carmelitane radunate dallo zio, diventando direttrice delle scuole. Nel 1872 dopo la morte dello zio incontra il sacerdote Saturnino López Novoa che sta fondando una Congregazione di suore addette all'assistenza spirituale e materiale dei vecchi poveri. Nell'ottobre del 1872 indossa l'abito religioso insieme al primo gruppo di aderenti del nascente Istituto, venendo nominata direttrice due mesi dopo. Nel 1873 l'arcivescovo di Valenza approva le Costituzioni, confermando Teresa nella carica di superiora delle «Piccole suore dei poveri abbandonati». Nel 1882 la congregazione cambia nome in «Hermanitas de los ancianos desamparados» (Piccole suore degli anziani abbandonati). Gravemente ammalata muore il 26 agosto 1897 a Liria (Valenza). Fu canonizzata da Paolo VI nel 1974. (Avvenire)
Martirologio Romano: A Liria in Spagna, santa Teresa di Gesù Jornet Ibars, vergine, che fondò per l’assistenza agli anziani l’Istituto delle Piccole Sorelle degli Anziani Abbandonati.
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Nacque ad Aytona (Lérida) in Catalogna, il 9 gennaio 1843, ove trascorse la fanciullezza e l’adolescenza, studiò anche a Lérida e Fraga conseguendo il diploma magistrale consigliata dallo zio, il carmelitano scalzo Francesco Palau y Quer, che avendo cominciato a fondare una congregazione religiosa, aveva pensato a Teresa come possibile collaboratrice. Infatti Teresa dopo un breve periodo d’insegnamento in provincia di Barcellona, nel 1862 si associò alle Terziarie carmelitane radunate dallo zio, diventando direttrice delle scuole. Ma desiderosa di maggiore spiritualità e perfezione, nel 1868 entrò fra le clarisse di Briviesca (Burgos) ma uscendone nel 1870, a causa della salute cagionevole e ritornando fra le Terziarie dello zio con i precedenti compiti, ma anche qui non durò a lungo, nel 1872 dopo la morte dello zio, l’Istituto subendo contrasti e persecuzioni fu sul punto di sciogliersi e Teresa se ne ritornò al paese natìo Aytona. La volontà di Dio si manifestò un paio di mesi dopo, facendole incontrare il sacerdote Saturnino López Novoa che stava fondando una Congregazione di suore addette all’assistenza spirituale e materiale dei vecchi poveri di ambo i sessi; Teresa comprese che questa era la sua strada e nell’ottobre del 1872 indossò l’abito religioso insieme al primo gruppo di aderenti del nascente Istituto, venendo nominata direttrice due mesi dopo. A maggio del 1873 si trasferì con le suore a Valenza, avendo ricevuta lì in dono una casa; nello stesso anno l’arcivescovo della città approvò le Costituzioni, confermando Teresa nella carica di superiora delle “Hermanitas de los pobres desamparados” (Piccole suore dei poveri abbandonati). Con la sua direzione si aprirono altre fondazioni a partire da Saragozza, in dodici anni aprì 47 case per i vecchi poveri sparse in tutta la Spagna; per la Congregazione, dopo aver ricevuto negli anni le varie approvazioni, arrivò quella definitiva nel 1897. Intanto la beata Teresa di Gesù Jornet e Ibars nel 1885, associò alla sua Congregazione le “Hermanitas de los pobres inválidos” (Piccole suore dei poveri invalidi) di Santiago di Cuba, dove inviò un gruppo di sue suore, che poi negli anni seguenti raggiunsero tutti i Paesi dell’America Latina. Purtroppo nel 1887 ci fu una contestazione con l’Istituto gemello francese, che chiedeva o la congiunzione di quello spagnolo con il francese, evidentemente più precedente nel tempo, oppure di cambiare la denominazione dell’Istituto spagnolo. Madre Teresa difese con carità e fermezza il diritto all’esistenza del suo Istituto, addivenendo nel 1882 ad un accordo e cambiando la denominazione in “Hermanitas de los ancianos desamparados” (Piccole suore degli anziani abbandonati). Gravemente ammalata di un male che la consumava, morì ancora giovane a 54 anni, il 26 agosto 1897 a Liria (Valenza); in quell’anno le sue suore (Hermanitas) erano 1200 e le case - ospizi 103. I suoi resti mortali furono spostati da Liria alla casa-madre di Valenza il 1° giugno 1904; una sua disposizione di non spendere denaro che non fosse per i poveri, specie se per promuovere la santità di questa o quella suora, bloccò l’inizio della causa di beatificazione, che poté sbloccarsi con l’intervento delle Autorità ecclesiastiche, negli anni 1945-46. L’iter fu veloce e il 27 aprile 1958 papa Pio XII la proclamò beata, poi dopo l’approvazione dei richiesti miracoli ottenuti per sua intercessione, è stata canonizzata da papa Paolo VI il 27 gennaio 1974. La festa liturgica viene celebrata il 26 agosto, giorno della sua morte.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2002-08-02
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