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Beata Alfonsa Clerici Vergine

14 gennaio

Lainate, Milano, 14 febbraio 1860 - Vercelli, 14 gennaio 1930

Suor Alfonsa Clerici (1860-1930) era già insegnante quando entrò tra le Suore del Preziosissimo Sangue di Monza. Il suo campo di apostolato fu l’insegnamento e l’educazione dei giovani. Fu anche segretaria e consigliera generale del suo Istituto.

Etimologia: Alfonsa = valorosa e nobile, dal gotico


La nascita e l’infanzia

Alfonsa Clerici nacque il 14 febbraio 1860 a Lainate (Milano), prima dei dieci figli di Angelo Clerici e Maria Romanò. La piccola Alfonsa fu battezzata nella chiesa S. Vittore Martire di Lainate il giorno dopo la nascita, il 15 febbraio 1860, dal parroco don Francesco Spreafico. Era la primogenita di una coppia di «umili, ma onestissimi e religiosi contadini, che guadagnavano il pane quoti¬diano con la fatica e il frutto del loro lavoro»; erano anche  molto  religiosi e la chiamata di Dio in casa Clerici si manifestò anche in altri tre suoi fratelli che divennero religiosi: due barnabiti, Prospero e Ildefonso, e la sorella Bonaventura, che diventerà una Suora del Preziosissimo Sangue. All'età di otto anni, il 6 ottobre 1868, nella chiesa prepositurale di S. Stefano, in Nerviano, ricevette la Cresima da Sua Eccellenza mons. Luigi Nazari di Calabiana, arcivescovo di Milano; non si conosce, invece, la data della prima Comunione, ma tenuto conto della prassi allora vigen¬te, si può ipotizzare che l'abbia ricevuta tra il 1870 e il 1872.
In questo periodo della sua fanciullezza è da notare la "fuga" da ca¬sa, in una sera d'estate, verso il vicino Santuario di Rho, a quattro chilometri da Lainate. Alla contadina che, stupita di vederla per strada a quell'ora del giorno, così piccola e così sola, le chiese dove era diretta, Alfonsa ri¬spose: "Al Santuario, a dire le preghiere".
La prima istruzione la ricevette sicuramente già a casa, dal momen¬to che il padre Angelo Clerici nelle sere d'inverno, insegnava ai contadini e ai figli gli elementi di lingua e di aritmetica. Quindi frequentò la scuola elementare, in Lainate. Ultimata la for¬mazione elementare, "considerata la sua spiccata inclinazione allo stu¬dio",  a quindici anni (nel 1875), su interessamento di una zia materna, signora Giuseppina Romano, "fu iscritta al Collegio delle Suore del Preziosissimo San¬gue, a Monza, per conseguire il diploma di Maestra".
Suor Alfonsa rimase in Collegio fino al 1878; tra il 1878 e il 1879, consegui il diploma di Maestra di grado superiore. Dal 1880 al 1883, inse¬gnò nella Classe prima maschile della Scuola Comunale di Lainate. Durante gli anni di Collegio, la giovane Alfonsa ebbe modo di chia¬rire a se stessa e alla famiglia la propria vocazione alla vita religiosa. Pri¬ma di decidere di andare in convento,  parlò anzitutto con la zia Giuseppina, la stessa che l'aveva voluta a Monza a studiare.  Suor Alfonsa, quindi, non entrò in convento subito dopo gli studi e durante l'insegnamento a Lainate, per quattro anni, cercò di aiutare la famiglia anche economicamente.

Religiosa preziosina

Il 15 agosto 1883, nonostante le costasse molto lasciare la famiglia, si recò a Monza, lasciando definitivamente Lainate ed entrò tra le suore del Preziosissimo Sangue. Nell'agosto 1884 vestì l'abito religioso, iniziando il noviziato. Alla professione fu ammessa sottolineando la sua "semplicità, attività e obbedienza". Mons. Gaetano Annoni dopo l'esame canonico trovò la novizia "ferma e risoluta nella vocazione Il 7 settembre 1886 quando conta 26 anni e mezzo, emise i voti temporanei. A suo fratello Prospero, che in quel medesimo anno fece la pro¬fessione religiosa tra i Barnabiti, scrisse: “Diamoci la mano dunque per salire al Calvario, ed io che ho l'onore di por¬tare il nome di Suora del Preziosissimo Sangue, io sarò contenta ove più vi sarà di sacrificio, sarò contenta di spargere il sangue della volontà, dell'amor proprio”.
Qualche settimana prima an¬che la sorella Bonaventura, era entrata nella Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue. Dopo la professione si dedicò all'attività di insegnante nel Collegio di Monza: dal 1887-1889 la vediamo come insegnante, diventando il 18 ottobre 1898  Vice-Direttrice del medesimo e il 22 novembre dello stesso anno, Diret¬trice. Il suo compito era seguire le educande nello studio, accompagnarle nelle uscite, preparare le feste, rappresentare l'Istituto nelle circo¬stanze ufficiali. Nel 1906 l'Istituto attraversò un grave periodo di crisi a causa di alcune imprudenze nella gestione economica. Suor Alfonsa  mediante le sue doti di saggezza e prudenza, svolse un “ruolo determinante per la soluzione della crisi che sfociò in una vera e pro¬pria rifondazione dell'Istituto”, lo  riteneva infatti, come ella stessa scrisse al Card. Ferrari, che si trattava di "una Comunità da riordinare, da riformare, ma non da disperdere”.

A Vercelli

Dal 20 novembre 1911 suor Alfonsa fu a Vercelli, ove rimase per diciannove anni, fino alla fine del¬la sua vita. Il “Ritiro della Provvidenza” di Vercelli era stato fondato intorno al 1840 da Salvatore e Paolo Montagnini, sacerdoti vercellesi che alla non comune spiritualità e cultura unirono una significativa sensibilità ai problemi sociali della loro città. Lo scopo dell'Istituto era l'educazione delle giova¬ni, con assoluta preferenza per quelle povere e con precarie situa¬zioni familiari. In quali¬tà di direttrice, fu incaricata della guida dell'Istituto della Provvidenza. Le Suore del Preziosissimo Sangue era¬no state chiamate dal Consiglio di Amministrazione per ridare vitalità a una realtà scolastico-assistenziale in difficoltà, a condizione però "di con¬servare e mantenere tutto il personale già operante nell'Istituto”.
La richiesta delle suore per il «Ritiro» di Vercelli era stata accettata subito, perché l'opera era in sintonia con le finalità educative della Congregazione, nonostante l'intui¬zione della «difficile posizione» nella quale le suore si sarebbero trovate. Questa sobria annotazione nelle Cronache della Congregazione trovò una  conferma di gran lunga superiore alle previsioni; le difficoltà erano anzitutto di carattere amministrativo e il problema più delicato era tuttavia il riordinamento interno dell'Istituto: le suore erano state chiamate a Vercelli dall'Arcivescovo, Mons. Teodoro Valfrè di Bonzo, per succedere nella dire¬zione dell'Istituto ad alcune Maestre laiche che, avendo speso in quel servizio tutte le energie giovanili, non erano più in grado di sostenerne da sole la gestione.
A Vercelli, tutta la vita spirituale della Serva di Dio si raccoglie a poco a poco intorno all'obbedienza che la introduce più intimamente nel mistero di Cristo, dalla sua umiliazione nell'Incarnazio¬ne, alla sua condivisione con gli uomini, alla sua immolazione per la gloria del Padre e la salvezza del mondo. Gli anni di Vercelli, che sono poi quelli conclusivi della sua vicenda terre¬na, sono dominati da una sapiente ed esigente pedagogia divi¬na, alla quale Suor Alfonsa si abbandona con umile docilità, la¬sciando spazi sempre più ampi all'azione dello Spirito Santo. “La grazia che vi domando oggi, o Santissima Trinità, - pregava Suor Alfonsa la sera della sua prima giornata a Vercelli - è di es¬sere strumento di Dio nella direzione dell'Istituto, in maniera che le mie parole, le opere, il contegno, i rimproveri, i castighi, le correzioni, siano di edificazione e di sprone per condurre le ani¬me al vostro amore”.
Pur nelle situazioni più difficili, suor Alfonsa non perse mai di vi¬sta che la dimensione più importante era l'educazione delle giovani ospiti dell'Istituto. Anche per questo non fece mai rivendicazioni perso¬nali, lasciò correre, accettò umiliazioni, contrasti, critiche, accu¬se e cercò di mirare sempre all'essenziale, al fine per il quale era stata chiamata a Vercelli. Di lei e degli anni trascorsi al “Ritiro” tutte le sue ex alunne conservano un ricor¬do affettuoso e commosso: “Per le sue figliole era una vera mamma; se sbagliavano, aveva una dolcezza nel riprenderle che non ebbe mai superiora alcuna; se veni¬vano castigate, private della merenda o di altro, essa intercedeva presso le Maestre per ottenere loro il perdono, scusando la vivaci¬tà del carattere se il castigo era dovuto a parole o ad atti sgarbati, attribuendo a malessere la svogliatezza rimproverata nel lavoro. Ciascuna aveva la sicurezza di essere la privilegiata della Madre, per i molti riguardi che usava.., scoprendo poi che anche le altre allieve si ritenevano, ciascuna per la sua parte, delle privilegiate. Quello che edificava maggiormente era la sua grande bontà verso tutte, anche con quelle che le davano dei dispiaceri”.
Suor Alfonsa viveva una preghiera molto intensa e profonda, e, proprio da questa fedeltà traeva la grazia di un quotidiano dimenticarsi e morire in un servizio non solo poco gratificante, ma anche carico di difficoltà e di problemi non facilmente risolvibili.
Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1930 fu colpita da emorragia ce¬rebrale: la trovarono nella sua stanza, nel suo abituale atteggiamento di preghiera, con la fronte per terra. Morì il giorno dopo il 14 gennaio 1930 verso le ore 13,30.  
Il 16 gennaio vennero  celebrati i solenni funerali nel Duomo di Vercelli, seguiti da una celebrazione nel trigesimo della morte, il 16 febbraio 1930, con la partecipazione delle autorità religiose e civili di Vercelli.

La causa di canonizzzazione

La causa della Serva di Dio è stata avviata soltanto 35 anni dopo la sua morte per due motivi: la situazione economica del suo Istituto e il desiderio di dare la precedenza alla causa della Fondatrice, Madre Maria Matilde Bucchi. Le pratiche preliminari all'avvio del processo canonico furono avviate nel 1965. L' 8 maggio di questo stesso anno, i resti mortali della Serva di Dio furono traslati dal cimitero di Vercelli alla cappella del "Ritiro della Provvidenza", a Vercelli.
Il 1° luglio 1965, l'arcivescovo di Vercelli, Mons. Francesco Imberti, promulgò l'editto per la requisizione degli scritti e ne fissò la consegna al 31 dicembre dello stesso anno.
Il 13 gennaio 1966 l'arcivescovo di Vercelli, Mons. Francesco Imberti, apre a Vercelli il Processo Diocesano
 che viene chiuso il 30 giugno 1969 dall'arcivescovo di Vercelli, mons. Albino Mensa. Nello stesso anno, la Causa passa alla Congregazione per le Cause dei Santi che il 04 gennaio 1974 dà il Nulla osta per il proseguimento della Causa.
Il 12 novembre 1988 la Congregazione della Congregazione delle Cause dei Santi  dà voto favorevole  sulla validità del Processo Informativo diocesano.
Il 22 giugno 2004 lettura pubblica davanti al Servo di Dio Giovanni Paolo II, nella Sala Clementina in Vaticano, del Decreto super virtutibus.
Dopo il parere favorevole della Consulta medica, del Congresso peculiare dei Teologi sulla guarigione miracolosa del Sig. Frosini attribuita all'intercessione della Serva di Dio suor Alfonsa Clerici, il 13 aprile 2010 la Congregazione dei Cardinale e dei Vescovi riconosce il miracolo attribuito alla Serva di Dio suor Alfonsa Clerici ed il 01 luglio 2010 Il Santo Padre Benedetto XVI promulga il Decreto riguardante il miracolo della Venerabile serva di Dio suor Alfonsa Clerici.
ll 23 ottobre 2011, Suor Alfonsa è stata beatificata nel Duomo di Vercelli. La cerimonia è stata presieduta da Sua Em. za il Cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Benedetto XVI.
I resti mortali della Beata Alfonsa, dopo la Ricognizione canonica, il 2 ottobre 2011 sono stati posti sull’altare della Cappella del Crocifisso nel Duomo di Vercelli, alla venerazione pubblica dei fedeli.


Preghiera per chiedere l'intercessione della Beata Alfonsa Clerici

Dio di misericordia
e Padre di ogni consolazione,
che nella vita della
Beata Alfonsa Clerici
hai rivelato il tuo amore per i giovani,
per i poveri e per i tribolati,
trasforma anche noi in docili strumenti
della tua bontà
per tutti coloro che incontriamo.
Esaudisci quanti si affidano
alla sua intercessione
e concedi a noi di rinnovarci
nella fede, nella speranza e nell’amore
così che possiamo più efficacemente
testimoniare nella vita
il mistero pasquale di Cristo, tuo Figlio,
che con Te vive e regna
nei secoli dei secoli.
Amen.

Chi ricevesse grazie per intercessione della Beata Alfonsa è pregato di informare la
- Postulazione Generale delle Suore del Preziosissimo Sangue
- Via Lecco 6
- 20900 Monza (MB).


Autore:
Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue

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Aggiunto il 2012-02-24

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