Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera M > Beato Marzio Condividi su Facebook

Beato Marzio Eremita in Umbria

Festa: 8 ottobre

Pieve di Compresseto, Gualdo Tadino, Perugia, circa 1210 - Valdigorgo presso Gualdo Tadino, Perugia, 1301

Fu un laico umbro che, dopo avere esercitato il mestiere di muratore, si dedicò alla vita eremitica nell'area di Valdigorgo, presso Gualdo Tadino, in ambiente segnato dalla prima presenza francescana. La sua figura è attestata da una tradizione agiografica medievale particolarmente antica, riconducibile a un leggendario francescano composto nel XIV secolo e attribuito a un autore anonimo che dichiarava di avere conosciuto personalmente Marzio. La tradizione lo presenta come uomo di grande povertà, dedito alla preghiera, alla penitenza e all'assistenza dei poveri, dei malati e degli emarginati. Dopo la morte, avvenuta nel 1301, si sviluppò intorno alla sua tomba una persistente devozione locale, accompagnata da racconti di prodigi e guarigioni. La memoria liturgica dell'8 ottobre è attestata dal Martirologio Francescano, mentre una fonte manoscritta medievale conserva una diversa data di morte, il 24 ottobre 1301. Il culto, rimasto di carattere locale, non risulta formalmente confermato dalla Santa Sede.

Etimologia: Dal latino Martius, 'consacrato a Marte', dal nome della divinità romana Marte.


Marzio nacque intorno al 1210 presso il castello di Pieve di Compresseto, nel territorio di Gualdo Tadino, allora compreso nell'area della diocesi di Nocera Umbra. La fonte agiografica medievale lo presenta come figlio di una famiglia dedita al lavoro della terra. Una tradizione locale più tarda identifica con maggiore precisione il luogo della nascita nella località Villanova, presso Coldorto, ma questa indicazione non risulta documentata da testimonianze medievali indipendenti.
Aveva almeno tre fratelli, Silvestro, detto anche Salvetto o Salvetro, Leonardo e Filippo. Quest'ultimo divenne sacerdote. Marzio lavorò a Gualdo Tadino come muratore. La sua prima esperienza religiosa viene descritta nel segno della carità: secondo il leggendario medievale, tratteneva per sé soltanto quanto necessario per vivere e destinava ai poveri parte del proprio guadagno, dedicandosi inoltre alla visita degli ammalati e dei carcerati e all'assistenza dei bisognosi.
Questi elementi appartengono a una fonte agiografica vicina cronologicamente al personaggio, ma non costituiscono una documentazione autonoma delle singole attività. Il loro rilievo storico deriva soprattutto dalla relativa antichità della fonte e dalla sua conoscenza diretta dell'ambiente gualdese.

L'ambiente francescano di Valdigorgo
La formazione spirituale di Marzio si sviluppò nell'ambiente dei primi francescani presenti nel territorio di Gualdo. A Valdigorgo esisteva un insediamento eremitico francescano dedicato ai santi martiri Stefano e Lorenzo. La presenza dell'eremo è documentata anche da atti testamentari del 1288 e del 1290, nei quali compaiono legati a favore dei religiosi residenti nella zona e della chiesa dei frati di Marzio.
La tradizione locale collega Valdigorgo anche alla presenza di Francesco d'Assisi. Il leggendario e la successiva storiografia locale collocano una permanenza di Francesco nell'eremo intorno al 1224. Questo particolare appartiene alla tradizione francescana locale e non è necessario per spiegare l'origine della scelta eremitica di Marzio.
Marzio frequentò per alcuni anni i francescani di Valdigorgo senza entrare nella loro comunità religiosa. L'incendio che distrusse Gualdo nel 1237 modificò l'assetto della zona. I francescani si trasferirono successivamente nella nuova città, mentre Marzio preferì rimanere nell'antico luogo eremitico. La tradizione colloca intorno al 1243 il suo definitivo stabilimento a Valdigorgo.

La vita eremitica
Marzio trascorse a Valdigorgo circa sessant'anni, insieme ad altri compagni. La sua scelta fu caratterizzata dalla povertà, dal lavoro, dalla preghiera e dalla penitenza. Secondo il biografo medievale, egli non considerò l'eremo come una proprietà personale e mantenne una vita priva di beni propri.
La sua fama di santità si diffuse nella popolazione circostante. Persone provenienti da Gualdo e da altri luoghi si recavano presso l'eremo per ascoltarlo e chiedergli consiglio. La fonte agiografica lo presenta come guida di una piccola comunità di eremiti e riferisce che accoglieva altri solitari, offrendo loro cibo e ospitalità secondo le proprie possibilità.
Il biografo insiste soprattutto sulla povertà evangelica e sulla carità verso il prossimo. Racconta che Marzio continuava a scendere a Gualdo per raccogliere elemosine e che, quando incontrava persone più povere di lui, destinava a esse quanto aveva ricevuto. Il quadro corrisponde a un modello di santità laicale ed eremitica fortemente segnato dalla spiritualità francescana dell'Italia centrale tra XIII e XIV secolo.

Gli ultimi anni e la morte
Negli ultimi anni Marzio fu colpito dalla cecità e da altre infermità. La fonte agiografica descrive queste sofferenze in un linguaggio fortemente edificante, interpretandole alla luce della spiritualità penitenziale medievale. Il dato essenziale della cecità appartiene alla tradizione biografica antica, mentre i particolari sulle sofferenze fisiche devono essere letti nel contesto letterario della vita agiografica.
L'anno della morte, 1301, è sostanzialmente consolidato nella tradizione. È invece discussa la data precisa. L'8 ottobre è attestato dalla tradizione liturgica francescana e da una testimonianza manoscritta riportata negli studi moderni; un Kalendarium manoscritto conservato presso la cattedrale di Gualdo Tadino registra invece il 24 ottobre 1301. La fonte medievale citata da Wadding indica l'8 ottobre.
Marzio fu sepolto nell'eremo di Valdigorgo. In seguito il luogo assunse il nome di Eremo di Santo Marzio. La memoria della sua sepoltura contribuì alla continuità del culto locale.

La fonte agiografica medievale
La principale fonte narrativa antica è un leggendario francescano del convento di San Francesco di Gualdo Tadino, oggi conservato soltanto in frammenti. L'autore è anonimo ed è tradizionalmente indicato come Anonimo Umber. Gli autori della monografia del 2000 collocano il testo intorno al 1330-1335 sulla base degli studi di F. Fossier. L'autore dichiara di avere conosciuto personalmente Marzio, circostanza che conferisce alla testimonianza una particolare prossimità cronologica, pur trattandosi di una fonte agiografica.
La tradizione attribuisce allo stesso ambiente anche la Historia antiquae civitatis Tadini e un martirologio francescano. Il materiale relativo a Marzio presenta quindi una stratificazione complessa, nella quale elementi biografici, memoria locale e finalità edificanti si intrecciano.

Il culto e le reliquie
Dopo la morte si sviluppò una devozione locale accompagnata da racconti di prodigi. Le fonti agiografiche riferiscono numerose guarigioni attribuite all'intercessione di Marzio, ma tali racconti non costituiscono una documentazione equivalente a un riconoscimento canonico di miracoli.
L'eremo di Valdigorgo cadde progressivamente in rovina. Le spoglie furono trasferite dapprima nella chiesa di San Rocco e successivamente nella chiesa di San Francesco a Gualdo Tadino. Nel 1907 furono collocate nella concattedrale di San Benedetto, sotto l'altare del Rosario. Una tibia fu trasferita nella chiesa dell'Assunzione di Maria a Pieve di Compresseto, dove è conservata in un reliquiario.
Il culto ebbe carattere locale e non risulta confermato ufficialmente dalla Santa Sede. L'8 ottobre 1995 il vescovo Sergio Goretti, della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, proclamò Marzio compatrono della parrocchia dell'Assunzione di Maria a Pieve di Compresseto insieme a san Macario e stabilì per la comunità la celebrazione della sua festa l'8 ottobre.

La data della morte
La data dell'8 ottobre, tradizionalmente celebrata, non coincide con l'unica testimonianza manoscritta medievale utilizzata dagli studi moderni. Il Kalendarium della cattedrale di Gualdo Tadino registra il 24 ottobre 1301, mentre il manoscritto Vaticano latino 5417, secondo la trascrizione riportata nella bibliografia specialistica locale, colloca la deposizione di Marzio all'8 ottobre. La divergenza non è risolta dalle fonti disponibili.

Cronologia
- Circa 1210 – Nascita di Marzio a Pieve di Compresseto, nel territorio di Gualdo Tadino.
- Circa 1235 – Marzio entra in rapporto con i frati francescani presenti nell'area di Valdigorgo.
- 1237 – Un incendio colpisce l'insediamento francescano di Valdigorgo.
- 1241 – I francescani lasciano Valdigorgo.
- Circa 1243 – Marzio si stabilisce a Valdigorgo come eremita, dando inizio al lungo periodo della sua vita eremitica.
- 1288 – Un testamento documenta una disposizione in favore dell'eremo di Valdigorgo.
- 1290 – Un secondo testamento conferma l'esistenza dell'eremo e della comunità eremitica presso Valdigorgo.
- 1301 – Morte di Marzio dopo circa sessant'anni di vita eremitica.
- 8 ottobre 1301 – Data tradizionale della morte, trasmessa da Wadding e dal manoscritto Vaticano Lat. 5417 e recepita dal Martirologio Francescano.
- 24 ottobre 1301 – Data della morte riportata dal Kalendarium conservato nella cattedrale di Gualdo Tadino, in contrasto con la tradizione del giorno 8 ottobre.
- 1607 – Trasferimento del corpo dalla sede originaria a San Rocco, secondo la tradizione locale e le fonti moderne.
- 1766 – Trasferimento delle reliquie nella chiesa di San Francesco.
- 1828 – Ricognizione delle reliquie nell'ambito del VI Sinodo diocesano.
- 4 luglio 1907 – Autorizzazione al trasferimento delle reliquie nella cattedrale di San Benedetto a Gualdo Tadino.
- 12 dicembre 1907 – Le principali reliquie di Marzio vengono collocate nella cattedrale di San Benedetto.
- 8 ottobre 1995 – Il vescovo Sergio Goretti proclama Marzio compatrono di Pieve di Compresseto insieme a san Macario.
- 25 febbraio 2001 – Il vescovo Sergio Goretti erige la Confraternita del Beato Marzio.
- 8 ottobre 2010 – La Confraternita del Beato Marzio viene consacrata.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di Marzio e il suo legame con l'ambiente eremitico di Valdigorgo risultano sostenuti da una tradizione agiografica medievale vicina cronologicamente al personaggio e da documenti che attestano l'esistenza dell'eremo e della comunità religiosa nel XIII secolo.
- La nascita intorno al 1210, l'attività di muratore, la vita eremitica a Valdigorgo e la morte nel 1301 appartengono alla ricostruzione tradizionale consolidata. Il giorno della morte rimane invece controverso.
- L'8 ottobre è la data liturgica tradizionale, sostenuta dal Martirologio Francescano e dal manoscritto Vaticano latino 5417; il Kalendarium della cattedrale di Gualdo Tadino registra invece il 24 ottobre 1301.
- I racconti relativi a conversioni, visioni, penitenze straordinarie e miracoli appartengono prevalentemente alla tradizione agiografica e non hanno tutti lo stesso valore documentario.
- I racconti di guarigioni attribuite all'intercessione di Marzio testimoniano lo sviluppo della sua fama di santità e del culto, ma non equivalgono a un riconoscimento canonico dei singoli miracoli.
- Il rapporto con il francescanesimo è storicamente significativo, ma Marzio non risulta essere stato frate dell'Ordine dei Minori. Le fonti lo presentano come laico e terziario francescano che condusse vita eremitica.
- L'esistenza dell'eremo di Valdigorgo nel XIII secolo è documentata da atti testamentari del 1288 e del 1290, indipendenti dalla successiva devozione locale.
- Il titolo di 'beato' appartiene alla tradizione cultuale e agiografica locale; non risulta documentato un decreto pontificio di beatificazione né una canonizzazione. Il culto non ha ricevuto conferma ufficiale dalla Santa Sede.
- Il decreto episcopale del 1995 conferma l'attualità del culto locale nella parrocchia dell'Assunzione di Maria a Pieve di Compresseto e stabilisce la memoria liturgica dell'8 ottobre per quella comunità.

Fonti e bibliografia essenziale
- Leggendario francescano del convento di San Francesco di Gualdo Tadino, composto probabilmente nella prima metà del XIV secolo, conservato oggi in frammenti e utilizzato nella ricostruzione della vita di Marzio.
- Carlo Cancellotti, I Santi di Valdigorgo di Tadino. Francesco d'Assisi - Majo - Marzio, Biblioteca Capitolare, Gualdo Tadino, 1987.
- Ruggero Guerrieri, Storia civile ed ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino, Gubbio, 1933.
- Lodovico Jacobilli, Vite de' Santi e Beati di Gualdo, Foligno, 1638, pp. 51-62.
- André Vauchez, Ordini Mendicanti e Società Italiana XIII-XV secolo, Il Saggiatore.
- Mario Sensi, 'Eremiti, Bizzochi e Fraticelli a Serra Santa di Gualdo Tadino', in Le Osservanze Francescane nell'Italia Centrale, Roma, 1985, pp. 75-96.
- Ruggero Guerrieri, Le Cronache e le Agiografie Francescane Medioevali Gualdesi ed i loro rapporti con altre Cronache e Leggende Agiografiche Umbre, Gubbio, 1933.
- Gino Sigismondi, 'Tre Codici Medioevali Storico-Agiografici inediti di Gualdo Tadino', in Bollettino Storico della Città di Foligno, VII, Foligno, 1983, pp. 57-71.
- Benedetto Cignitti, 'Marzio', in Bibliotheca Sanctorum, vol. VIII, Roma, 1967, coll. 1316-1318.
- Francesco Farabi, Stefano Bastianelli, Vita del Beato Marzio da Pieve di Compresseto. Terziario Francescano ed Eremita, Pieve di Compresseto, Giubileo 2000.
- Decreto del vescovo Sergio Goretti, 8 ottobre 1995, relativo alla proclamazione di Marzio a compatrono della parrocchia dell'Assunzione di Maria in Pieve di Compresseto.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Eremita vissuto nel XIII secolo in Umbria; notizie brevi sulla sua vita ci vengono tramandate da alcuni scrittori quasi contemporanei del beato, come il minorita Odorico da Forlì, che lo cita nella sua “Storia” dalle origini del mondo all’anno 1330.
Marzio nacque nel 1210, a Pieve di Compresseto, frazione di Gualdo Tadino, diocesi di Nocera Umbra da una famiglia semplice del popolo; fece per un certo tempo il muratore e nel tempo libero si dedicava all’assistenza degli ammalati e soccorrendo i bisognosi.
Aveva tre fratelli Silvestro (Salvetto), Leonardo e Filippo che divenne sacerdote; giunto ai 31 anni, abbandonò il mondo imitato dai fratelli e da altri; devotissimo di s. Francesco d’Assisi, che era morto una quindicina di anni addietro e che aveva rivoluzionato con la sua riforma di povertà evangelica, tutta la Regione Umbra, Marzio si ritirò in un romitorio presso Gualdo Tadino, abbandonato dai francescani.
Indossò l’abito dei Terziari Francescani e per 60 anni, si dedicò ad una vita di intensa unione con Dio, in una condizione di austerità e povertà eremitica.
Edificò con la parola e con l’esempio la popolazione dei dintorni, ottenendo pure conversioni strepitose; nei suoi ultimi anni divenne cieco, infermità che sopportò con ammirabile pazienza; morì in estrema povertà, vero ‘ povero evangelico’, l’8 ottobre 1301 a 91 anni.
Alla notizia della sua morte accorse una folla di fedeli che fu testimone di numerosi prodigi, aumentando così la sua fama di santità; gli abitanti di Gualdo, eressero a poca distanza dalla città, una chiesa detta poi di S. Marzio, dove il beato venne sepolto sotto l’altare.
La chiesa si deteriorò col tempo e il vescovo di Nocera Umbra nel 1607, fece trasportare il corpo del beato Marzio, nel tempio di S. Rocco fuori Gualdo.
Il culto che gli è stato da sempre tributato non risulta però confermato ufficialmente.
Il Martirologio Francescano lo celebra l’8 ottobre, insieme agli altri tre fratelli, di cui però non esiste culto.


Autore:
Antonio Borrelli

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-09-21

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati