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Beato Gianfrancesco Burtè Francescano conventuale martire

2 settembre

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Ramberviller, Saint-Dié, 20 giugno 1740 - 2-3 settembre 1792


Il beato Gianfrancesco Burté fa parte dei 191 sacerdoti e religiosi francesi massacrati durante la Rivoluzione Francese, tra il 2 e il 3 settembre 1792 a Parigi e beatificati da papa Pio XI il 17 ottobre 1926.
Sorvolando sulle cause storiche, politiche e di odio contro la religione e contro il clero, diciamo solo che gli arrestati durante i vari rastrellamenti, furono radunati in quattro prigioni di Parigi: l’Abbazia, La Force, l’ex convento dei Carmelitani e il Seminario di S. Firmino.
Ai Carmelitani morirono massacrati 96 martiri fra cui il Burté; dopo l’eccidio dei 21 preti prigionieri all’Abbazia, verso le 15,30 del 2 settembre 1792, il commissario Maillard incaricato dal Comitato di Vigilanza, diede ordine di spostarsi ai Carmelitani e con lui i banditi che lo seguivano, a cui si unì l’orda dei rivoltosi provenienti da S. Sulpizio.
Qui dopo aver ucciso a sangue freddo il vescovo di Arles, Du Lau e alcuni preti che stavano con lui, presero a fare uscire dalla cappella dove erano rinchiusi, gli altri prigionieri a due alla volta; sul pianerottolo della scala che porta al giardino, venne improvvisato un processo sommario, tenuto dallo stesso Maillard; ad ogni prete si chiedeva di prestare giuramento alla nuova Costituzione del clero, per ogni rifiuto seguiva l’esecuzione immediata; la vittima spinta verso le scale, veniva trafitta dalle baionette e dalle sciabole di quegli assassini.
Fra la compiacenza della giunta comunale di Parigi, i massacri continuarono il 3 settembre nelle altre due prigioni di La Force e S. Firmino.
Gianfrancesco Burté nacque a Ramberviller (diocesi di Saint-Dié) il 20 giugno 1740, entrò fra i conventuali della stretta Osservanza a Nancy nel 1757 e completati gli studi, rimase come professore e guardiano del convento nel 1768.
Nel 1778 fu inviato a Parigi come procuratore generale della sua provincia francescana; ritornò nella stessa città parigina nel 1790, divenendo superiore nel giugno 1792. Venne accusato di aver autorizzato i “preti refrattari”, cioè quei sacerdoti che non aderivano alla Costituzione del clero e quindi fuorilegge, a confessare e celebrare nella sua chiesa, mentre avrebbe dovuto proibirlo; quindi fu arrestato ed inviato nell’ex convento dei Carmelitani, dove fu trucidato insieme agli altri religiosi e sacerdoti catturati.
La sua festa religiosa è comune con gli altri al 2 settembre.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-10-31

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