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Serva di Dio Maria Francesca Ticchi Clarissa cappuccina

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Belforte all’Isauro (Pesaro), 23 aprile 1887 – Mercatello sul Metauro (Pesaro), 20 giugno 1922


Clemenza Adelaide Ticchi nacque a Belforte all’Isauro (Pesaro) il 23 aprile 1887; comunemente veniva chiamata Clementina, il padre falegname era stato sindaco del paese, la madre casalinga era terziaria francescana, fu la primogenita di sei figli.
Docile e rispettosa verso tutti, crebbe esemplare nel comportamento e modello di bontà per le altre bambine. Già a sei anni conosceva le Suore Clarisse Cappuccine di Mercatello sul Metauro, Ordine fondato nel secolo XVI dalla venerabile Maria Lorenza Longo a Napoli; dove ogni anno veniva portata dai genitori, per recar loro qualche aiuto economico e fu naturale, che quando espresse il suo desiderio di abbracciare la vita religiosa, di entrare proprio in questo monastero, cosa che avvenne il 24 novembre 1902, con il consenso del parroco, che conosceva bene le sue mortificazioni e penitenze e il suo grado di maturità.
Il postulantato durò tre anni e mezzo, a causa della mancanza in quel monastero, di una suora qualificata come ‘maestra delle novizie’, purtroppo erano rimaste solo poche monache anziane ed ammalate.
Per sopperire a tale carenza, i superiori fecero venire da altri monasteri alcune suore, sia per formare le novizie sia per incrementare la comunità carente e per evitare la chiusura dello stesso monastero; così il 24 maggio 1905, provenienti dalle Cappuccine di Pisa, giunsero a Mercatello sul Metauro, suor Anna Paluffi come superiora e suor Agnese Graziani come maestra delle novizie.
La nuova badessa introdusse la norma, che le postulanti prima di divenire novizie, sarebbero dovute ritornare alle loro famiglie per qualche tempo, per assicurarsi della loro vocazione e della loro libertà di scelta. Toccò proprio a Clementina Ticchi di sperimentare questa norma, dopo tre anni e mezzo che era nel convento, che fu la casa di S. Veronica Giuliani.
Tornata in monastero Clementina fece la vestizione il 21 giugno 1906 prendendo il nome di suor Maria Francesca, iniziando finalmente l’anno di noviziato; nel 1907 emetterà i voti temporanei e il 9 luglio 1910 quelli perpetui.
Nel capitolo del 1914 venne eletta maestra delle novizie a 27 anni. A soli 34 anni di età, nel 1921 venne eletta badessa nonostante fosse malata, ma il vescovo diocesano Luigi Giacomo Baccini (1869-1935) non confermò l’elezione per difetto di età.
La vita religiosa di suor Maria Francesca, fu costellata da prove e malattie fisiche, che nonostante la giovane età, l’aggredirono in continuazione, si da poter dire che la sua vita fu una continua sofferenza, in parte nascosta agli altri, come la tumefazione del ginocchio, che portò per anni, senza farlo vedere da nessuno e senza farsi medicare; aveva dolori alle gambe, gonfie per le vene varicose con processi infiammatori.
Durante il noviziato ebbe una pleurite recidiva di natura tubercolare; poi ci fu l’incurvamento progressivo delle ossa, che non le consentiva di tenere neppure il breviario in mano; sopraggiunse un’enterite e poi una febbre altissima che la tormentava ad intervalli regolari, il tutto sopportato con un indelebile sorriso e una gioia espansiva.
La morte la colse in una età immatura a 35 anni, il 20 giugno 1922. Questa clarissa cappuccina gradualmente maturata nella spiritualità serafica, alla scuola di ‘Chiara d’Assisi’ e di ‘Veronica Giuliani’ è una testimonianza affascinante per le virtù eroiche praticate nel silenzio e nell’abbandono al divino Amore.
Di lei è stato detto “La vita di suor Maria Francesca Ticchi è una dimostrazione pratica del come la santità riesca ad avvicinare questi due estremi: il dolore più cocente ed il gaudio o la perfetta letizia nel dolore”.
La Santa Sede ha concesso il benestare per i processi diocesani per la sua beatificazione, il 29 ottobre 1996.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-11-18

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