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Beato Claudio Béguignot Sacerdote certosino, martire

16 luglio

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Langres, Francia, 19 settembre 1736 – al largo di Rochefort , Francia, 16 luglio 1794

Nel contesto della rivoluzione francese ben 829 sacerdoti e religiosi furono deportati a La Rochelle (Rochefort), fra cui il monaco certosino Claude Beguignot, del convento di Saint-Pierre-de-Quevilly, vicino Rouen, nato a Langres (Haute-Marne) il 19 settembre 1736, che insieme agli altri suoi compagni di prigionia, subì stenti di ogni genere, condizioni di vita miserevoli, maltrattamenti crudeli, perché si tendeva ad eliminarli clandestinamente. Di lui si sa che fu deportato nel 1793-94 a La Rochelle e imbarcato come gli altri sulle navi, che poi rimasero al largo dell’isola di Aix, nella Charente; morì di stenti, sopportati con eroica pazienza e forza nella fede, il 16 luglio 1794. È stato beatificato insieme a 63 altri compagni di martirio, denominati “Martiri dei Pontoni”, di cui si è potuto reperire una sufficiente documentazione, da San Giovanni Paolo II, il 1° ottobre 1995.

Emblema: Palma

Martirologio Romano: In una galera ancorata al largo di Rochefort sulla costa francese, beati Nicola Savouret, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, e Claudio Béguignot, dell’Ordine Certosino, sacerdoti e martiri, che, durante la rivoluzione francese, costretti in odio al loro sacerdozio ad una sordida prigionia, morirono consunti da malattia.


Nel corso dei secoli i monaci certosini, per rimanere fedeli alla propria fede, sono rimasti vittime delle cruenti guerre di religione, rivolte locali e rivoluzioni. Oggi voglio ricordare la figura di un altro martire dell’Ordine certosino, Claude Beguignot, di cui il 16 luglio ricorre la data della sua celebrazione, uno dei tanti perseguitati dalla violenza della Rivoluzione francese. Durante questo periodo storico, vi fu infatti un grande spargimento di sangue contro coloro che si opponevano ad ogni titolo, al cambiamento radicale. L’Assemblea Costituente nel 1789, dopo aver confiscato tutti i beni ecclesiastici, e soppresso gli Istituti religiosi, decretò la Costituzione Civile del Clero, per cui vescovi e parroci, dovevano essere eletti con il voto popolare. Fu imposto al clero il giuramento di adesione alla Costituzione stessa; ci fu chi aderì (clero giurato) e chi non lo volle fare (clero refrattario). Cominciò così una vera e propria persecuzione verso i religiosi “refrattari”, che furono imprigionati, uccisi o deportati, e tra questi ovviamente vi erano molti certosini.

La Rivoluzione francese ha fatto, complessivamente, quarantasei vittime tra i monaci dell’ordine di San Bruno, tra questi vi furono quarantadue sacerdoti, un suddiacono, una suora (Priora, ghigliottinata), e due conversi (uno  ghigliottinato e un altro morto a bordo di una nave). Di tutti coloro che perirono, sedici furono ghigliottinati, quattordici morirono in prigione a causa dei maltrattamenti patiti e della fame (di cui uno addirittura ghigliottinato dopo la sua morte!!!), e dieci morirono nelle navi che avrebbero dovuto deportarli alla Guyane, mentre solo due perirono in esilio, due furono fucilati, e due annegarono in mare (di tutti costoro ne parlerò in un altro articolo).

Tra tutti mi soffermerò su Claude Beguignot, nato a Langres (Haute-Marne) il 19 settembre 1736, e professo nella certosa di Bourgfontaine egli  fu però costretto, nel 1792, ad abbandonarla poiché soppressa dalle leggi rivoluzionarie. In fuga si recò a Rouen, dove però l’anno seguente, ad aprile del 1793, fu arrestato ed imprigionato. Essendosi opposto con un netto rifiuto al giuramento contro la Chiesa imposto dai rivoluzionari, il povero monaco insieme ad altri religiosi di varie diocesi subì la stessa sorte. Il Regime del Terrore si abbattè inesorabilmente su  Claude Beguignot ed altri quindici confratelli di San Bruno, che il 6 marzo 1794 furono quindi deportati. Tra il mese di novembre del 1793 ed il luglio del 1794, giunsero a La Rochelle, Rochefort, circa ottocentoventinove prigionieri, divisi in due gruppi, che furono costretti ad imbarcarsi su altrettante navi negriere (pontons) ancorate sulla foce del fiume Charente di fronte all’isola di Aix. Le due imbarcazioni, chiamate “les Deux- Associès” e la “Washington”, usate anni prima per il trasporto degli schiavi, non potendo salpare per la Guyana a causa della presenza della flotta inglese, furono destinate ad essere un vero e proprio campo di concentramento. Su di esse ai poveri detenuti furono riservati trattamenti bestiali, furono infatti ammucchiati (…come acciughe in un barile ci riporta la cronaca ) incatenati e costretti a stare in piedi. Subirono inoltre le angherie degli aguzzini dell’equipaggio, si narra infatti, che ogni mattina i religiosi imprigionati erano affumicati da un denso fumo di catrame prodotto per intossicarli.

Alcuni di loro morirono di stenti e di fame, in questo scenario infernale si distinse la figura di Claude Beguignot, che sulla “les Deux- Associès”, con la sua incrollabile fede in Dio, assistette con amorevoli cure chi come lui soffriva quelle pene, senza mai smettere di pregare. Il suo calvario terminò il 16 luglio 1794, quando la sua anima ascese al cielo, all’età di cinquantotto anni, il suo corpo fu poi sepolto sull’isola di Aix. La testimonianza della sua santità ci fu narrata da alcuni dei 282 superstiti che nel febbraio del 1795, furono rimessi in libertà sopravvivendo alla brutale prigionia, tra loro sopravvissero solo cinque certosini.

Nel 1932 a La Rochelle, cominciarono le procedure per la beatificazione di sessantaquattro martiri, solo tanti furono infatti coloro di cui si potette reperire una idonea documentazione circa la loro morte. Successivamente, il 2 luglio 1994, fu riconosciuto il loro martirio ed il 1 ottobre del 1995 il pontefice Giovanni Paolo II ne dichiarò solennemente la beatificazione, commemorando in quella occasione tutti i 547 religiosi deportati scomparsi. Da allora essi sono noti come i “Martiri dei Pontoni di Rochefort” del 1794, che persero la vita per difendere la propria fede cattolica. Per ricordare questi testimoni della fede sulla spiaggia dell’isola Madame, sulla foce del fiume Charente, i pellegrini hanno deposto una croce di ciottoli, sul luogo ove furono sepolti molti martiri, indicando simbolicamente la loro tomba. In questo luogo ogni anno nella seconda metà d’agosto, si svolge un pellegrinaggio volto a fissare nella memoria i tristi avvenimenti che ebbero luogo durante la Rivoluzione francese.


Fonte:
www.cartusialover.wordpress.com

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Aggiunto/modificato il 2019-10-15

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