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Serva di Dio Ilia Corsaro Fondatrice

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Ercolano, 4 ottobre 1897 – Napoli, 23 marzo 1977


Molte volte i disegni di Dio sono imperscrutabili, ma essi nascono sempre da un imprescindibile atto d’Amore nei riguardi dell’umanità; penetra nella vita di singoli individui, che si piegano alla forza dirompente di quest’Amore e lo diffondono con le loro opere e con la santità della loro vita.
Così non ho potuto fare a meno di notare che in quei quindici giorni dal 20 settembre al 4 ottobre del 1897, nascevano Madre Letizia Zagari a Napoli e Madre Ilia Corsaro ad Ercolano, le quali per strade diverse sarebbero diventate, per la maggior gloria di Dio, due fondatrici di Ordini religiosi femminili e suscitatrici di Opere assistenziali, invertendo alla fine i Centri del loro apostolato con i rispettivi luoghi di nascita; Letizia Zagari ad Ercolano e Ilia Corsaro a Napoli e a 106 anni dalla loro nascita, le ritroviamo ambedue Serve di Dio, con in corso i processi per la loro beatificazione.
Ilia Corsaro, come su accennato, nacque ad Ercolano (allora Resina) il 4 ottobre 1897, quarta dei sette figli dei professori Angelo e Maria Trotta, genitori onesti ed affettuosi, ma di idee anticlericali e non praticanti; fu battezzata nella Basilica di S. Maria a Pugliano, per compiacere i nonni, ma non per fede, come del resto gli altri figli.
Nel 1910 quando Ilia ha 13 anni, la fede entrò nella loro casa attraverso la conversione dei fratelli maggiori Italo ed Irma, in particolare Italo diverrà il suo punto di riferimento spirituale, anche quando le vicende della vita professionale lo allontaneranno da Napoli e con cui si instaurerà un nutrito rapporto epistolare.
Già a soli 13 anni, intuì che solo in Cristo, la sua ardente natura poteva dissetarsi e al posto dei romanzi che aveva letto fino ad allora, mise il Vangelo e l’Imitazione di Cristo; a 17 anni si presentò ad un sacerdote, il quale nella Domenica delle Palme del 1914, l’ammise a ricevere l’Eucaristia.
I primi tre fratelli partirono da Napoli per lavoro e Ilia si dedicò come primo campo di apostolato, agli altri tre fratelli minori, sacrificandosi temporaneamente negli studi e intensificando le sue esperienze spirituali; suo direttore e guida, diventò padre Gennaro Incoronato, vice parroco della Chiesa di Materdei; frequentò un corso per infermiera per prepararsi a soccorrere i profughi della Prima Guerra Mondiale.
Riprende a studiare nel 1917, frequentando il Magistero Superiore femminile “Suor Orsola Benincasa”, posto alle basi di Castel S. Elmo e oggi autorevole Istituto Universitario. Nel 1918, partecipa con la sorella Irma alla ‘Scuola di Religione’ del sacerdote Servo di Dio don Dolindo Ruotolo, grande, carismatica e complessa figura del cattolicesimo napoletano; interiormente inizia una nuova fase della sua vita, con adorazione notturna nelle chiese, abbigliamento dimesso e mortificazioni di ogni genere, riceve la Santa Comunione ogni giorno e nel maggio 1918, il Sacramento della Cresima.
Le sue preghiere ottennero nel 1919 la conversione della madre, sperò ardentemente che anche il padre, in piena attività massonica e politica, si convertisse; alla fine le sue raddoppiate penitenze e preghiere ebbero successo; conquistato dalla Grazia di Dio sulla tomba di s. Francesco ad Assisi, il padre professor Angelo, ricevé la S. Comunione il 19 settembre 1920 nelle catacombe di San Gennaro, fra l’esultanza di tutta la famiglia.
Per Ilia iniziò allora un’altra tappa importante della sua vita, nel luglio 1921 a Bagnoli, quartiere occidentale di Napoli e luogo di villeggiatura, incontrò il canonico Zaccaleoni della cattedrale di Pozzuoli, che diventerà la sua nuova guida spirituale, in agosto nella stessa chiesa di S. Anna, incontra Isola Mazzantini che diventerà la sua prima discepola.
È singolare che le persone che hanno vissuto all’inizio intorno a lei, portano nomi non usuali e inizianti con la lettera I , a partire da lei Ilia, le sorelle Ilda ed Irma, i fratelli Italo ed Iseo, la prima discepola Isola.
Nel settembre 1922 con il consenso dei genitori, ospita la quindicenne Isola Mazzantini, che deve completare gli studi a Napoli, mentre la famiglia deve trasferirsi a Livorno.
Desiderosa di entrare in una clausura, viene dissuasa dal canonico Zaccaleoni, che le prospetta invece la fondazione di un’Opera Catechistica a Bagnoli. Passano gli anni, che la vedono impegnata in conferenze da lei organizzate, nel dare lezioni private, nel fare catechismo; diventa un punto di riferimento anche per la vicina diocesi di Pozzuoli.
Accetta l’incarico di maestra di ruolo a Somma Vesuviana, sul versante opposto del Vesuvio, con l’obbligo di residenza, invita Isola ad un’esperienza di vita in comune in quella zona, che pur essendo positiva non soddisferà l’amica, che preferisce entrare in una Congregazione religiosa, mentre Ilia sempre in attesa di un segno chiaro della volontà di Dio, alla fine cede ai consigli della sua guida spirituale e fonda a Bagnoli il 3 novembre 1928 con altre tre giovani, la nuova famiglia religiosa delle Suore “Piccole Missionarie Eucaristiche”, a loro si unisce anche Isola, che lascia il noviziato di Zoverallo (Como).
Esse alloggiano in una casa presa in affitto (Villa Letizia) al rione Ferrara, francescanamente povere nei mezzi; solo nel settembre 1931 hanno il permesso di far celebrare la Messa nella cappellina della nuova Casa, in via Eurialo e con il permesso del vescovo, possono avere un abito e velo comune bianco, come segno del loro ideale eucaristico.
Difese per ben 10 anni la povertà evangelica che le distingueva, contro anche il parere dei superiori ecclesiastici; solo nel 1938, per ubbidienza al vescovo di Pozzuoli Alfonso Castaldo, che diverrà poi arcivescovo di Napoli, riprese l’insegnamento al liceo ginnasio vescovile, mentre le suore a Bagnoli e in altre zone povere, avviavano una diffusa attività educativa.
Collaborando con generosità alle iniziative e richieste del vescovo, madre Ilia invia le suore nei cantieri della ricostruzione dalla guerra, fra gli operai, negli orfanotrofi e nelle colonie per ragazzi, numerose nel dopoguerra. Nonostante l’intensa attività, l’approvazione della Congregazione in sede diocesana, arrivò solo nel 1954, quella pontificia nel 1974, quando le suore ormai erano giunte anche in Brasile.
Intanto le Case si moltiplicarono in tutta la Campania, Calabria, Stati uniti, Svizzera, mentre si susseguivano eventi belli come la professione religiosa fatta da lei e un primo gruppo di 26 suore, il 14 marzo 1954; e eventi dolorosi come la morte della sorella Irma e nel 1958 quella di suor Isola sua prima compagna, a soli 37 anni. Intanto la Casa Madre viene stabilita in via Ilioneo e nel 1963 viene inaugurata la chiesa annessa alla stessa Casa Madre e dedicata alla S. Croce.
Nel 1968 convoca un Capitolo speciale delle sue suore, per la revisione delle Costituzioni, secondo il rinnovamento scaturito dal Concilio, purtroppo come accadde in quegli anni in tutti gli Istituti religiosi, non mancarono anche qui le defezioni di alcune suore; qualche Casa fu necessario chiuderla.
Nello spirito di fede e carità, che la guidò in ogni circostanza della sua vita, accettò abbandonata alla volontà di Dio, la lunga malattia nei suoi ultimi anni, finché non sopraggiunse la morte il 23 marzo 1977.
I suoi resti mortali, riposano dal 1994 nella Chiesa della S. Croce, presso la Casa Madre di Bagnoli. Visto la fama di santità che l’ha circondata sia in vita che da morta, le Suore “Piccole Missionarie Eucaristiche”, hanno ottenuto il 19 luglio 1997 il nulla osta per l’apertura della causa di beatificazione.
A conclusione ricordiamo alcuni pensieri di Madre Ilia Corsaro che rispecchiano la sua spiritualità;
A Isola Mazzantini scriveva:
“Prega non solo quando sei in chiesa, prega appena i tuoi occhi si aprono alla luce e loda Dio” – “ Non cerchiamo mai di fare cose grandi: esse appaiono agli occhi degli uomini e scompaiono a quelli di Dio”.
Dalle sue preghiere:
“Mio Signore, ciascun giorno è diverso dall’altro e noi come fuscelli mutiamo. Tu solo sei eternamente buono e misericordioso”.
Alle sue suore:
“L’attesa nostra è nell’ardente desiderio di un’ascesa continua verso la Luce, nel superamento di ogni giorno, nella certezza del Suo aiuto, nella sete ardente della Sua immensa gloria, al cui canto invitiamo i fratelli del mondo intero”.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-03-18
Letto da 3704 persone

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