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Beato Manuel Gonzalez Garcia Vescovo e fondatore

4 gennaio

Siviglia, 25 febbraio 1877 - Madrid, 4 gennaio 1940

Il beato Manuel Gonzales Garcia, «vescovo dei tabernacoli abbandonati», nasce a Siviglia nel 1877 da genitori ferventi cristiani. Sin da bambino culla il sogno di diventare sacerdote e viene ordinato prete il 21 settembre 1901. Il 4 marzo 1910 dà vita all'Opera delle tre Marie e dei discepoli di san Giovanni, dedita al culto eucaristico, diffusa in Spagna e America. Nominato vescovo di Malaga da papa Benedetto XV il 6 dicembre 1915, nel 1921 fonda le Suore missionarie eucaristiche di Nazareth. Durante il difficile periodo della guerra civile spagnola, quando a Malaga vengono bruciate molte chiese e il palazzo vescovile, Manuel Gonzales Garcia affronta i rivoluzionari, ma è poi costretto a rifugiarsi a Gibilterra e, dopo il ritorno in diocesi, la Santa Sede, temendo per la sua vita, gli impone di ritirarsi a Madrid dove muore nel 1940. Il 2 maggio 1952 inizia il processo di beatificazione: dichiarato venerabile il 6 aprile 1998, viene beatificato il 29 aprile 2001 da Giovanni Paolo II. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Madrid in Spagna, beato Emanuele González García, vescovo: pastore egregio secondo il cuore del Signore, promosse con sommo zelo il culto della santissima Eucaristia e fondò la Congregazione delle Suore Missionarie Eucaristiche di Nazaret.


Il beato Manuel González Garcia, nacque a Siviglia il 25 febbraio 1877 da genitori ferventi cristiani, il padre falegname, la madre casalinga; cullò sin da bambino il sogno di diventare sacerdote; è narrato che sostenne di nascosto dei genitori, gli esami per entrare in seminario, nel quale fu poi ammesso nel 1889.
Fu esemplare nello studio e nella vita comunitaria, venendo ordinato sacerdote il 21 settembre 1901; inizialmente svolse il suo ministero in piccoli villaggi della provincia di Siviglia e dal 1902 al 1905 fu cappellano dell’asilo delle Piccole Suore dei Poveri.
Nel 1905 divenne prima economo e poi arciprete della parrocchia di S. Pietro di Huelva a soli 28 anni; ricoprì questo incarico per 10 anni, apportando notevoli cambiamenti nella parrocchia e nella città di Huelva, divenendo famoso in tutta la Spagna per le sue iniziative apostoliche.
Il 4 marzo 1910 fondò l’”Opera delle Tre Marie e dei Discepoli di S. Giovanni”, che ebbe grande diffusione non solo in Spagna ma anche in America; nel 1915 le ‘Marie’ erano ormai più di 70.000 che si dedicavano a fare compagnia a Gesù nel Tabernacolo ed a diffondere la devozione all’Eucaristia; attualmente sono più di 200.000 sparse in 16 Nazioni.
Espose questo successo, parlandone in un suo manuale di spiritualità adottato per molto tempo dai seminaristi spagnoli e latino-americani, il libro è: “Lo que puede un cura hoy”, tuttora richiesto.
Il 6 dicembre 1915 fu nominato da papa Benedetto XV, vescovo di Olimpo e ausiliare a Malaga; nel 1917 Amministratore Apostolico della città e il 22 aprile 1920 vescovo di Malaga nell’Andalusia; appena un anno dopo, fondò la Congregazione delle Suore Missionarie Eucaristiche di Nazareth, che sarà poi approvata il 30 agosto 1960.
Durante il suo episcopato, nel 1931, cominciarono le prime avvisaglie di quella sanguinosa Guerra Civile Spagnola, che esploderà nel 1936-39; il 31 maggio del 1931, gruppi di rivoluzionari bruciarono quasi tutte le chiese di Malaga, appiccando il fuoco anche al palazzo vescovile.
Il vescovo González Garcia li affrontò coraggiosamente e si consegnò, ma essi lo lasciarono andare, dovette rifugiarsi prima presso un sacerdote e poi presso una famiglia amica di Ronda, ma poi visto che i rivoluzionari ricattavano questa famiglia, la lasciò per rifugiarsi a Gibilterra.
Il 26 aprile 1932 ritornò a Ronda nella sua Diocesi, ma qualche mese dopo la Santa Sede, temendo per la sua vita, gl’impose di ritirarsi a Madrid, dove rimase fino al 1935 dedicandosi alle Opere Eucaristiche che aveva fondate, guidando da lì la diocesi; il 5 agosto del 1935 rinunciò alla diocesi di Malaga e fu nominato vescovo di Palencia nella Vecchia Castiglia e qui continuò la sua opera di pastore e fondatore; amareggiato per le stragi di religiosi che vennero perpetrate in quegli anni in parte della Spagna.
Morì a Madrid il 4 gennaio 1940 in concetto di santità e fu sepolto nella cattedrale di Palencia; per la sua opera apostolica a favore della devozione all’Eucaristia, fu chiamato “il vescovo dei Tabernacoli abbandonati” e anche “il vescovo martire”.
Fu una grande figura del cattolicesimo spagnolo, della prima metà del Novecento; fecondo scrittore, pubblicò più di 30 lavori letterari, in particolare di carattere eucaristico e di insegnamento catechistico.
Il 2 maggio 1952 fu iniziato a Palencia il processo per la sua beatificazione; venne dichiarato venerabile il 6 aprile 1998 ed è stato beatificato il 29 aprile 2001 da papa Giovanni Paolo II.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-03-18

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