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Beato Lorenzo Maria Salvi Passionista

12 giugno

Roma, 30 ottobre 1782 – Capranica (VT), 12 giugno 1856

Il nome da religioso del santo ricordato oggi era Lorenzo Maria di san Francesco Saverio. Ma è noto come «l'apostolo del Bambin Gesù». Infatti, essendo stato guarito per intercessione del Divino Infante, ne fece il centro della sua predicazione. Era solito scolpire statuine del Bambinello, che lui chiamava «il mio imperatorino» e che distribuiva con le immaginette. Nato nel 1782 a Roma come Lorenzo Maria Salvi, nel 1801, superando le difficoltà legate al clima antireligioso del periodo post-rivoluzionario, entrò tra i Passionisti. Li aveva conosciuti perché, dopo l'omicidio del rivoluzionario Ugo di Bassville, Pio VI aveva chiamato i religiosi per calmare gli animi. E Lorenzo aveva sentito predicare uno di questi, Vincenzo Maria Strambi, futuro santo. Costretto a lasciare il convento per la soppressione degli ordini religiosi, esercitò il suo apostolato nel rione di Sant'Eustachio. Fino alla morte predicò missioni nel Lazio, nelle Marche, in Toscana e in Abruzzo. Morì nel 1856 a Capranica (Viterbo). È beato dal 1989. (Avvenire)

Martirologio Romano: A Capranica vicino a Viterbo, beato Lorenzo Maria di San Francesco Saverio Salvi, sacerdote della Congregazione della Passione, che diffuse la devozione al Bambino Gesù.


Alla nascita, avvenuta a Roma il 30 ottobre 1782, gli vennero dati i nomi di Lorenzo, Gaetano, Maria Salvi; fu battezzato nella parrocchia di S. Eustachio e cresimato in San Pietro; ricevette una buona educazione in famiglia e poi al Collegio Romano dei Gesuiti, che frequentò fino ai 17 anni.
Superate le resistenze del padre, preoccupato giustamente del clima antireligioso, scaturito in quegli anni dalla Rivoluzione Francese, Lorenzo poté dar corso alla sua vocazione alla vita religiosa, entrando il 14 ottobre 1801 nella Congregazione dei Passionisti, fondata nel 1737 da s. Paolo della Croce, apostolo del Crocifisso.
Aveva conosciuto questi padri Passionisti durante un episodio drammatico che interessò Roma, avvenuto nel gennaio del 1793, a Piazza del Popolo venne assassinato, durante una sommossa, il rappresentante del governo rivoluzionario Ugo De Bassville.
Questo fatto provocò una sollevazione popolare e il papa Pio VI (che morirà prigioniero a Valence nel 1799) era molto preoccupato; per evitare spargimenti di sangue, fu chiamato il grande oratore passionista s. Vincenzo Maria Strambi, il quale recatosi in piazza, parlò alla folla inferocita, riuscendo a calmare gli animi ostili.
Tra la folla c’era anche il giovane Lorenzo, il quale rimase affascinato dall’eloquenza del passionista e da quel severo abito nero, sormontato da un cuore bianco, che indossava.
Il 20 novembre 1802 Lorenzo Gaetano Maria emise i voti cambiando il nome in Lorenzo Maria di s. Francesco Saverio, venendo consacrato sacerdote il 29 dicembre 1805 a Roma.
Intanto il nuovo papa Pio VII nel luglio 1809 viene condotto prigioniero in Francia dal prepotente Napoleone, il quale il 25 agosto 1809 firma un decreto di soppressione degli Ordini religiosi e tutti gli Istituti vengono chiusi; nel 1810 anche padre Lorenzo Maria fu costretto a lasciare il convento e si dedicò al ministero sacerdotale nella chiesa di S. Maria nel rione di S. Eustachio.
Alquanto travestito, era proibito l’abito religioso, svolse il suo ministero nei vicoli e stradine fra la gente, per mantenere accesa la fede. Nel 1811 è a Pievetorina (MC), dove con il permesso dei superiori si era ritirato e dove la vita religiosa non era ostacolata, trovandosi a suo agio tra preghiera, studio e predicazione.
Dopo la caduta di Napoleone e il ritorno del papa Pio VII a Roma (24 maggio 1814) anch’egli ritornò in città e dal 1815 fino alla morte fu impegnato in attività missionaria, tipica dell’Ordine dei Passionisti, che lo vide ininterrottamente girare nel Lazio, Marche, Toscana e Abruzzo.
I biografi raccontano che nel 1812 gli apparve Gesù Bambino, che lo guarì da una grave malattia; da quel momento si impegnò con voto, a diffondere la devozione al Bambino Gesù e con l’immagine del Bambinello che lui chiamava, “il mio imperatorino” operava vari miracoli; su questa devozione scrisse anche vari libri; durante una predica a Caprarola (VT) mentre parlava di Gesù Bambino, cominciò a piangere senza freno al punto che dovette interrompere per quel giorno.
Fu chiamato “l’apostolo di Gesù Bambino”, scolpiva personalmente statuine del Bambinello che distribuiva, come pure le immaginette devozionali stampate; è da annoverarsi fra i grandi innamorati di Gesù Bambino e del Natale, come s. Francesco d’Assisi, s. Antonio di Padova, s. Paolo della Croce, s. Alfonso M. de’ Liguori.
Ricoprì la carica di superiore nelle Case del suo Istituto, a Terracina, Monte Argentario, Todi, Roma, Vetralla. Morì il 12 giugno 1856 a Capranica (VT) in casa dei signori Porta, benefattori dei Passionisti, acclamato dal popolo come un santo.
Le sue spoglie riposano nella chiesa di S. Angelo a Cura di Vetralla (VT); la causa per la sua beatificazione fu introdotta il 28 febbraio 1923; la cerimonia di beatificazione officiata da papa Giovanni Paolo II, è avvenuta il 1° ottobre 1989; la sua festa è al 12 giugno.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2003-03-18

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