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Santa Potamiena d’Alessandria

28 giugno

Alessandria † 202 ca.


Lo storico Eusebio vescovo di Cesarea (265-340) narra che durante la persecuzione di Settimio Severo (193-211), mentre i catechisti della Scuola di Alessandria si erano dispersi, Origine filosofo e teologo cristiano (185-254) allora diciassettenne, contattato da alcuni pagani desiderosi della verità, cominciò ad istruirli nella fede cristiana, con un ardore e dottrina tanto inusuali, in un giovane di quella età, che se ne diffuse la fama, accorrendo ad ascoltarlo anche pagani colti e perfino filosofi.
Tutti questi neo cristiani, spiccarono, in quei tempi di persecuzione, per la loro fede in Cristo e molti subirono anche il martirio. Fra questi Eusebio ne cita sette, soffermandosi nel descrivere ampiamente l’ultimo, il soldato Basilide, intrecciando la sua storia con quella della vergine Potamiena e della di lei madre Marcella.
Basilide era un soldato addetto a scortare i condannati al luogo del supplizio; aveva assistito ad alcune lezioni di Origene, riportandone ammirazione e profonda simpatia per il cristianesimo e per i cristiani, ma non aveva ancora deciso di ricevere il Battesimo.
Il preside Aquila fra i tanti, fece arrestare anche Potamiena vergine cristiana di rara bellezza e virtù, che già aveva dovuto respingere molti pretendenti; la quale sopportò orribili torture, non cedendo alle richieste di abiurare la fede, allora il giudice la minacciò di lasciarla violare dai gladiatori, ma lei senza lasciarsi prendere dal panico, rispose con nobili parole e fierezza, da suscitare la meraviglia dello stesso giudice.
Fu subito condannata a morte e affidata a Basilide per accompagnarla al supplizio, lungo il percorso la plebaglia cercava di oltraggiarla pesantemente e Basilide la proteggeva respingendo coraggiosamente gli scalmanati, dimostrandole simpatia e compassione.
Colpita dal contegno insolito del soldato, Potamiena gli promise che avrebbe pregato per la sua salvezza, quando avrebbe raggiunto Dio; poi sopportò eroicamente il martirio, venne cosparsa di pece bollente su tutto il corpo, morendo tra atroci sofferenze, insieme a lei fu uccisa anche la madre Marcella.
Dopo pochi giorni Basilide fu invitato a fare un giuramento davanti agli idoli, ma fra lo stupore di tutti i suoi commilitoni, egli si rifiutò, dichiarandosi cristiano, finché non fu condotto davanti al giudice.
Dopo la sua conferma, fu messo in carcere; a chi gli faceva visita in prigione, raccontava che tre giorni dopo il martirio, gli era apparsa una notte Potamiena, che gli aveva posto sulla testa una corona, dicendogli che aveva implorato per lui la Grazia per la sua salvezza, che era stata esaudita e che quindi fra poco sarebbe venuta a prenderlo.
Basilide fu battezzato nella stessa prigione e il giorno dopo venne decapitato (202 ca.). I martiri Basilide, Potamiena, Marcella e gli altri sei discepoli di Origene sono commemorati nel ‘Martirologio Geronimiano’ al 28 giugno. Mentre il ‘Martirologio Romano’ commemora il solo Basilide al 30 giugno.
L’episodio dell’intercessione di Potamiena presso Dio per Basilide, narrato da Eusebio, costituisce uno dei primi documenti della fede della Chiesa dei primi secoli, riguardo l’intercessione dei santi.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto il 2003-03-18

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