Su uno dei versanti della collina di Capodimonte in Napoli, sulla cui sommità è la Reggia dei Borboni con l’immenso parco, sono sorte due grandi Opere, a poca distanza fra loro, la Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio e Opere annesse, fondata da Madre Maria di Gesù Landi († 1931) e il Santuario “Casa del Volto Santo” fondato da Madre Flora († 1969), ambedue si affacciano sul bellissimo panorama di Napoli su cui si implorano le benedizioni di Dio. Flora Romano, questo il suo cognome di nascita, nacque il 17 gennaio 1899 nel popolare Borgo S. Antonio abate di Napoli; la sua fanciullezza fu funestata da lutti e dolori, temprandola sin da allora ad una vita densa di prove e sacrifici; a 17 anni era una giovane bella ma povera, conosciuto il comm. Ernesto De Santis piuttosto anziano, malato ma molto ricco, accettò di sposarlo per porre fine alle sue difficoltà. Il commendatore De Santis, che lavorava in banca a Meta di Sorrento, era una persona pia, amava immensamente la Chiesa e l’infanzia abbandonata, grande benefattore delle Missioni che aiutava con tutti i mezzi disponibili; per corrispondenza patrocinava il battesimo dei negretti dell’Africa, facendosi loro padrino. Ed è con questi sentimenti che sposò Flora Romano, per aiutare ancora una volta una persona in difficoltà economica e senza saperlo, con il suo spassionato gesto, gettò le basi della futura Opera della giovane sposa, che lo ricambiò con tutta la devozione e gratitudine possibile. Il suo cospicuo patrimonio divenne bene comune, Flora comprò una casa ai Ponti Rossi sulla collina di Capodimonte, che diventò il centro della sua attività; i coniugi vissero in perfetta intesa, soprattutto sul piano spirituale e religioso, con il desiderio di vivere in coerenza la loro fede cristiana. Il comm. De Santis era un solerte sostenitore della rivista cattolica “Crociata Missionaria” e sulla copertina di una di queste riviste, pervenuta nella sua casa di Meta, Flora De Santis vide stampato un bellissimo Volto di Gesù, riproduzione di un quadro della pittrice Rina Maluta, ispiratasi, sembra, alla scultura di legno di un antichissimo e monumentale Crocifisso, custodito nella cattedrale di S. Martino di Lucca, meta da secoli della venerazione dei fedeli per il Volto Santo di Gesù. Flora colpita dall’intenso e dolce sguardo del Volto di Gesù, ritagliò la copertina, incorniciandola con devozione e ponendola nella sua cameretta, nella casa che abitava con il marito a Meta di Sorrento, luogo di lavoro del De Santis. Il 10 febbraio del 1932 quando aveva 33 anni, mentre era in preghiera nella sua stanza, recitando il rosario e guardando con devozione l’immagine del quadro, improvvisamente una luce immensa si diffuse nella stanza e Cristo si umanizzò e le si mostrò per la prima volta, rivolgendole queste parole: “Flora guarda questo volto, tanto offeso ed ingiuriato; amalo e fallo amare”, poi lentamente la visione scomparve. Il Signore aveva operato la sua scelta in questa donna semplice e retta, designandola divulgatrice della devozione al Suo Volto Santo. Da quel giorno la sua vita si trasformò radicalmente, l’unico scopo che si prefisse fu quello di diffondere ovunque tale devozione; intensificò le penitenze e la rinunzia ai beni terreni, divenne una apostola di Cristo, sorretta da una fede incrollabile. Con l’appoggio del marito trasformò in cappella delle stanze della casa comprata ai Ponti Rossi in Napoli, facendola diventare una Casa - Chiesa dedicata al Volto Santo, una stanzetta attigua alla cappella era riservata a lei, dove riceveva i numerosi fedeli, che con il trascorrere del tempo, aumentavano sempre più, costituendo Associazioni e gruppi di collaboratori e benefattori, coadiuvanti la devozione al Volto Santo, riuniti attorno a Madre Flora, come ormai era chiamata da tutti. Intanto suo marito il comm. De Santis era morto nel 1948 e Madre Flora continuò da sola il suo apostolato che si protrasse per più di 35 anni. Dispensò in continuazione consigli ai suoi innumerevoli figli spirituali, attratti dal carisma che si sprigionava da lei con i suoi atteggiamenti bonari e la profondità e dolcezza dei suoi occhi; in lei videro la donna ispirata e nelle sue risposte si intravedeva il dono della profezia. Madre Flora volle esternare nella carità verso i bisognosi, la carica spirituale che riceveva da Dio, fondò fra le mura della sua casa ai Ponti Rossi, un orfanotrofio, che nella verde pace della collina di Capodimonte, accolse un cospicuo numero di orfanelli e un altro nel Comune di Brusciano (NA); chiamò a gestirli le suore Piccole Ancelle di Cristo Re, fondate da madre Antonietta Giuliani di Afragola; sostenne da sola con le sue sostanze, per ben 15 anni, questo orfanotrofio, che lei definiva una grande famiglia. Il culto diventato ormai diffusissimo in Napoli e provincia, accrebbe il numero dei sostenitori e benefattori, così da poter gestire senza sovvenzioni di alcun Ente, le Opere caritatevoli che sorgevano. Il francescano padre Giacinto Ruggiero, divenuto suo confessore, le fu di valido aiuto nei momenti difficili e tormentati della sua vita, che furono numerosi ed ai quali Madre Flora reagì con la forza della fede e la tenacia del suo temperamento. L’opera del padre francescano fu utilissima presso le Autorità ecclesiastiche, nel dare la giusta luce alla sua figura ed agli avvenimenti che si succedevano. Nel 1965 il cardinale arcivescovo Alfonso Castaldo con decreto, concesse l’autorizzazione a celebrare la S. Messa quotidiana nella cappellina della “Casa del Volto Santo”, s. Messa che spessissimo si celebrava ormai nell’ampio cortile per il grande afflusso di devoti, che giungevano allora come oggi, specie il 6 agosto festa del Salvatore e il 10 febbraio ricorrenza della prima apparizione, con processioni, cortei, pellegrinaggi. Il 31 maggio 1969 la ‘Madre’ concludeva nella sua casa di Capodimonte, la sua giornata terrena a 70 anni, povera come visse; aveva profetizzato lei stessa il 2 maggio, a quanti la circondavano, che in quel mese dedicato alla Madonna li avrebbe lasciati; per dieci giorni una folla immensa si recò a renderle l’ultimo saluto, i funerali per condurre la salma al cimitero non si riuscivano a svolgere e allora con un atto di forza, il 10 giugno 1969, i fedeli presenti, la tumularono all’interno della cappella e da allora con alterne vicende la sua salma è restata, prima per volontà popolare e poi con l’assenso delle Autorità competenti, nello stesso tempio del Volto Santo. Madre Flora lasciò tutto in eredità alla Chiesa di Napoli e in alternativa alla Congregazione delle “Piccole Ancelle di Cristo Re”. La Curia arcivescovile, riconoscendo l’impegno fino allora dimostrato dalle suore nel campo spirituale, educativo e sociale, girò a loro l’eredità, con l’impegno della diffusione del culto e della costruzione di un nuovo Santuario, sull’adiacente terreno anch’esso ereditato, per accogliere il flusso enorme dei fedeli e nel contempo nominando un cappellano nella persona di mons. Frattini. Il terremoto del novembre 1980, che sconvolse la Campania e la Basilicata, produsse grossi danni all’edificio dell’orfanotrofio e all’annessa cappellina; fu necessario, con l’aiuto di tutti i benefattori, allestire una Chiesa - prefabbricato provvisoria, molto ampia per continuare le attività di culto, nel contempo si provvide con nuovi edifici per l’orfanotrofio e tante opere assistenziali e sociali annesse alla “Casa del Volto Santo”. La Congregazione delle Piccole Ancelle di Cristo Re, animatrici costanti della liturgia, professano un apostolato attento e fervoroso che trova corrispondenza piena alla loro spiritualità cristocentrica e regale, nel culto al Volto Santo. Il 25 febbraio 1990 il cardinale Michele Giordano, benedisse la prima pietra del nuovo grande Santuario, e lo stesso arcivescovo il 10 marzo 1996 celebrò solennemente l’apertura ai fedeli del nuovo moderno tempio, i cui lavori di completamento e di perfezionamento sono tuttora in corso. Sul lato destro del Santuario vi è una cappellina che affaccia sul panorama di Napoli, dove è stata sistemata definitivamente la tomba di Madre Flora, proprio nel posto dove prima sorgeva la stanzetta, che per tanti anni la vide accogliere, consigliare, confortare, beneficiare, tanti fedeli e figli spirituali; ancora oggi idealmente questo compito continua, perché all’esterno i fedeli appoggiano nella struttura muraria della parete traforata, i loro messaggi, confidenze, richieste d’aiuto, come se fosse viva. Gli innumerevoli ex-voto pervenuti da ogni parte della Campania e d’Italia, testimoniano l’effluvio di grazie ottenute con le preghiere al Volto Santo di Gesù, il cui primo prodigio avvenne a Casoria nel 1938 e di cui l’umile Madre Flora fu la grande propagatrice della devozione.
Autore: Antonio Borrelli
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Aggiunto il 2003-04-11
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